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"L'enigma di Pitagora e altre storie" vince il Premio migliore antologia di fantascienza “Ernesto Vegetti”

“L’enigma di Pitagora e altre storie” vince il Premio migliore antologia di fantascienza “Ernesto Vegetti”

Con “L’Enigma di Pitagora e altre storie” (Altrimedia) Filippo Radogna si è aggiudicato la VII edizione del Premio della critica “Ernesto Vegetti” nella categoria antologia di fantascienza. La premiazione si è svolta ieri, 26 maggio, presso il Teatro Titano nella Repubblica di San Marino, alla presenza delle autorità e di alcuni tra i massimi scrittori italiani del genere fantascientifico.

Il Premio Vegetti è organizzato dalla World Science fiction Italia, associazione degli scrittori professionisti del fantastico, con l’alto patrocinio delle Segreterie di Stato per la Cultura e il Turismo della Repubblica di San Marino.

Il testo di Radogna, definito dallo scrittore Raffaele Nigro “interessante e sperimentale, tra realismo magico e fantascienza”, è ambientato tra passato e futuro, misteri e utopia, con personaggi che vanno da Pitagora a Scotellaro. Sino ad un giallo che si svolge il 28 agosto del ‘36, giorno della visita di Mussolini a Matera.

L’ambientazione è tutta lucana e le storie si svolgono tra gli scenari dei Rioni Sassi e della Murgia materana, le rive dello Jonio e i paesi dell’entroterra. Una nuova chiave di lettura del territorio molto apprezzata dalla comunità fantascientifica e che è valsa all’autore materano l’ambito riconoscimento.

Il Concorso è dedicato alla memoria di Ernesto Vegetti (1943 – 2010) figura storica della fantascienza italiana e Premio Europa per la Science fiction nel 1980. Le categorie sono Miglior romanzo, Miglior saggio e Migliore antologia.

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“Etica del rimorso”, in beneficenza i proventi della vendita del saggio di Maurizio Canosa

“Etica del rimorso”, in beneficenza i proventi della vendita del saggio di Maurizio Canosa

 

“Mangia, mangia le verdure perché nel resto del mondo i bambini africani muoiono: sono cresciuto così, con l’immagine tragica del bambino africano che ogni giorno mi veniva ricordata da mia madre”. Il rimorso di Maurizio Canosa ha radici lontane. Lo ha spiegato, introducendolo con un pizzico di autoironia, venerdì sera a Matera nella sala Laura Battista della Biblioteca provinciale durante la presentazione del saggio Etica del rimorso. La rimozione del senso di colpa nella civiltà dei consumi (Altrimedia). Una presentazione brillante, malgrado la tematica impegnata e impegnativa, che ha analizzato le tante sfaccettature del rimorso utilizzando anche frame di film quali Matrix e Finchè c’è guerra c’è speranza.

“Molto prima di Kant,- spiega l’autore – il mio maestro di morale è stato Zagor, eroe dei fumetti altruista e coraggioso (cosi come, lo confesso, il paperino di Karl Barks è stato colui che mi ha insegnato il valore dell’ozio improduttivo, prima e meglio dei vari Aristotele, Seneca, Lafargue)”.

La particolarità di Etica del rimorso è nella capacità di andare oltre la visione prettamente filosofica attingendo a discipline che solo in apparenza sembrerebbero in antitesi con il pensiero dei Padri del sapere.

Non mancano riferimenti presi dalla stretta attualità, con l’aiuto di ricerche, indagini, reportage giornalistici ed esperienze di vita: ciò che emerge è una filosofia pop, nel quale trovano spazio i contrasti stridenti dei giorni nostri. Come ha affermato Canosa: “I poveri non sono coloro che hanno poco ma coloro che hanno bisogno di molto”.

Secondo l’editore, Vito Epifania, pubblicazioni come Etica del rimorso evidenziano l’importanza di “riappropriarsi di una grammatica del vivere comune”.

Etica del rimorso inaugura la nuova collana della casa editrice Altrimedia, PhiloLab: i proventi della vendita del libro saranno devoluti in beneficenza ad un’iniziativa che la casa editrice Altrimedia sta individuando.

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Un'atmosfera piacevole e informale per la presentazione potentina di "Quando Lara Croft arrossì"

Un’atmosfera piacevole e informale per la presentazione potentina di “Quando Lara Croft arrossì”

È stata un’atmosfera piacevole e informale ad accompagnare, sabato scorso a Potenza, nel Museo archeologico provinciale “M. Lacava”, la presentazione del libro di Isabella Marchetta “Quando Lara Croft arrossì. L’ordinarietà straordinaria di un’archeologa” di Isabella Marchetta.

Piacevole perché l’autrice, così come traspare dal libro, ha fatto in modo che si superassero, con aneddoti e ironia, i luoghi comuni che l’archeologia spesso porta con sé; informale perché, nonostante un autorevole parterre di relatori, l’affiatamento e la semplicità hanno dato vigore ad una serata all’insegna della passione per gli scavi, l’antichità, il passato millenario.

Dopo i saluti di Anna Grazia Pistone, funzionario archeologo del Museo, sono intervenuti Katia Lacerra (Presidente Associazione GIAA Basilicata), Lucia Colangelo (Archeologa, Associazione GIAA Basilicata) e Vito Epifania (Casa Editrice Altrimedia) mentre la giornalista Anna Mollica (Il Lucano Magazine) ha dialogato con la scrittrice.

Archeologa specialista nella Tardantichità e Medioevo, Marchetta, materana, è archeologo da cantiere e ha nella Basilicata e nel Molise i suoi ambiti territoriali privilegiati di lavoro, non mancando però esperienze anche in Campania e Calabria. Collabora attivamente anche con strutture museali finalizzando la sua attività allo studio dei reperti da scavo e alle fasi di allestimento delle sedi museali.

L’archeologia del terzo millennio è descritta in modo inconsueto: storia e storie costruite sulle esperienze dirette dell’autrice, flash di vita vissuta tra cantieri e amici/colleghi sparsi per l’Italia. Non è un trattato per gli addetti ai lavori ma un libro in cui la routine dell’archeologo è descritta da racconti che la rendono familiare e permettono di superare riserve e preconcetti su una professione non semplice ma piena di fascino.

Come spiega l’autrice nel suo “Quando Lara Croft arrossì”, “le mie storie nascono da questo ordinario per me straordinario. E in questo libretto hanno il sapore un po’ nostalgico e un po’ divertito di un esperimento. Le dieci storie che ho raccolto sono piccoli episodi di vita: hanno un espediente dietro che è venuto fuori istintivo, senza intento costruito. È stato mosso dall’idea spontanea di comunicazione come necessaria trasmissione orale e corale della memoria collettiva, come azione di integrazione genuina, come premura per il patrimonio identitario, come strumento di propagazione “fragrante” di conoscenza, giammai affabulatorio, ma sempre empatico.

Accanto alla disciplina scientifica, infatti, tutto questo permea l’archeologia dei nostri tempi. Quella fatta di terra colloquiale della quale dobbiamo sentirci strumento per rispondere al diktat della trasmissione di sapere. Un sapere cittadino oltre che di scienziati.

Queste storie hanno il senso di un racconto intero, continuo e personale, suddiviso, solo per comodo, in dieci brani. Esattamente come l’archeologia sono un lungo racconto a piccoli episodi”.

Il volume, che contiene illustrazioni di Silvio Lorusso, ha il carattere dell’interazione con il lettore, per empatia e curiosità, ma anche per un curato apparato di oltre 50 note esplicative, 23 approfondimenti a tema e un ricco corredo di rimandi al web attraverso numerosi QR-code. Il volume inaugura la nuova collana di Altrimedia dal titolo ArcheoComunicazione ideata e curata da Isabella Marchetta.

Prossimo appuntamento in Basilicata con la presentazione del libro, il 16 aprile a Melfi alle 18 nel Museo Civico, Palazzo Donadoni in Vico Rispoli. Dopo i saluti di Livio Valvano, sindaco di Melfi. Interverranno Michele Sedile (Presidente Archeoclub Melfi), Vincenzo Fundone (Socio Archeoclub Melfi), Vito Epifania e Gabriella Lanzillotta (Casa Editrice Altrimedia). Dialogheranno con l’autrice Rosanna Ciriello (già funzionario MIBACT) e Filomena Nitti (Istituto Comprensivo P. Berardi – F.S. Nitti – Melfi).

Quelle assordanti "Voci dal silenzio"

Quelle assordanti “Voci dal silenzio”

Partire dall’educazione, cambiare modelli e stereotipi che, fin dalla tenera età, ingabbiano le “femminucce” in ruoli accudenti e i maschietti in destinatari di cure e attenzioni: è solo il primo passo per tentare di arginare la violenza contro le donne. Ed è l’assunto alla base di Voci dal silenzio di Daniela Lella, un libro-ricerca sul fenomeno della violenza di genere che, prendendo spunto dalle storie di Lucia Annibali e Veronica De Laurentiis – entrambe intervistate dall’autrice -, scandaglia la tematica ascoltando rappresentanti delle forze dell’ordine, avvocati, psicologi, responsabili di Centri di accoglienza e strutture per uomini maltrattanti fino ad affrontare la problematica della comunicazione e del rapporto tra violenza e mass media.

“Un’intera società deve essere in continuo aggiornamento per contrastare il fenomeno e realizzare un percorso di progettazione condiviso, – scrive Lella – la costruzione di un linguaggio comune che permetta alla donna e ai minori vittime di violenza di sentirsi “sostenuti” totalmente da una rete, fatta prima di persone e poi di enti, strutture, autorità. La parte umana, comprensiva, di ognuno di noi dovrebbe venire prima di tutto. Immaginate quanto sia difficile per una donna ammettere che il proprio uomo, un uomo scelto per tutta la vita, abbia abusato di lei? “Mettersi nei panni dell’altro” è il primo passo da fare, lasciando il giudizio al di fuori.”

La prefazione del testo è firmata dal CollettivoDonneMatera che dal 2013 dà voce a tutti quei silenzi (dall’omosessualità all’aborto, solo per citarne alcuni) che caratterizzano la nostra società.

Daniela Lella è nata nel 1991 a Matera. Appassionata di scrittura, nel corso della laurea triennale in Lettere ha approfondito il legame con il mondo della narrazione. Dopo la laurea magistrale in Giornalismo e cultura editoriale a Parma ha avviato collaborazioni con alcune testate giornalistiche locali. Proprio dalla tesi-inchiesta del suo lavoro universitario conclusivo è nato questo libro, sul quale ha continuato a lavorare a Matera.

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Spazio al thriller, alla storia e alla narrativa per le nuove proposte digitali

Spazio al thriller, alla storia e alla narrativa per le nuove proposte digitali

 

La maggior parte dei titoli di Altrimedia è disponibile in versione ebook negli store digitali. Eccone altri quattro da leggere su tablet o e-reader: “L’inganno delle apparenze”, “Cronache d’antropofagia”, “La ragazza sui calanchi” e “Conto alla rovescia”.

 

L’inganno delle apparenze 

Un omicidio nel rione Piccianello di Matera. È l’incipit del giallo di Rocco Cascini, “L’inganno delle apparenze”, una nuova indagine per il commissario Rinaldi – già protagonista di “Guardi e ladri”. Nella città dei Sassi Cascini ambienta un noir fuori dal comune, nel quale l’ironia e i colpi di scena fanno da sfondo a un personaggio sui generis, Luca Rinaldi, brillante sul lavoro quanto inconcludente nella vita privata. Cascini è amante del thriller e ha sperimentato anche il genere della fantascienza.

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Cronache d’antropofagia 

Un caleidoscopio di personaggi ombrosi e agghiaccianti riti di antropofagia sono i protagonisti di un testo originale e pungente, “Cronache d’antropofagia” del napoletano Gianfranco Scala. Alice e Tommaso si rendono conto della reale identità dell’amico Rodolfo, malato terminale, solo quando accorrono al suo capezzale: la moglie Adele non è che la vittima predestinata di un sadico sanguinario, nella vita della coppia c’è lo spettro dell’antropofagia. Tommaso prova a venir fuori da quella che sembra una strada perversa e senza uscita.

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La ragazza sui calanchi

È stato definito “un romanzo storico che rientra a pieno titolo tra le opere letterarie che rendono giustizia alle mancanze della memoria diffusa”. “La ragazza sui calanchi” di Vincenzo Maida narra le vicende dell’eroina di Montalbano, Rachele Cassano e, come ha sottolineato nella prefazione Ugo Maria Tassinari nasce dall’amore dell’autore per la sua terra, Montalbano Jonico, e per la sua storia: “E così, come chi, salvando una sola vita salva l’intero universo, la vicenda di una sola persona, sia pure di spicco, può bastare a raccontare un intero mondo che cambia, nel fosco fine del XVIII secolo”.

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Conto alla rovescia

“Sono passate solamente tredici ore e quarantadue minuti da quando ho programmato una mia vita fantastica. In questo lasso di tempo non sono riuscita a realizzare nulla in quella direzione; tutto in quella opposta”. Un “Conto alla rovescia” dal ritmo vorticoso, tra emozioni ed esperienze, è quello di Alessandra Cattori. Un romanzo decisamente originale nel quale la scrittrice lascia spaziare la sua voce piena di brio. Cattori, cittadina della Svizzera italiana, è anche autrice di racconti per ragazzi.

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Con il naturalista Gianni Palumbo nel mondo del Grillaio. Fino al 15 aprile Altrimedia propone il volume con uno sconto del 20%

Con il naturalista Gianni Palumbo nel mondo del Grillaio. Fino al 15 aprile Altrimedia propone il volume con uno sconto del 20%

“Ero affascinato dalla destrezza con la quale conquistava ogni anno, sotto gli occhi di tutti, il suo spazio vitale per riprodursi negli anfratti del Palazzo Marchesale, monumento imponente e maestoso del mio paese natio. E mi resi subito conto che i palazzi antichi venivano “conquistati” dal Grillaio anche a Matera e nei comuni vicini. Ciò rendeva palese, nella mia immaginazione, che l’antico portava con sé un equilibrio ancestrale gradito alla natura, espresso attraverso il rapporto di convivenza uomo-Grillaio.

Rompere questa convivenza, distruggere questo equilibrio attraverso la progressiva riduzione dell’habitat, sarebbe per tutti – uomini e falchi – una grande perdita di quel senso di civiltà e di dignitosa coesistenza che da sempre caratterizzano questi luoghi”.

Matera e la Murgia sono il suo “nido”: al Grillaio o Falco Naumanni (dal nome del naturalista tedesco Johann Andreas Naumann), il naturalista Gianni Palumbo ha dedicato un libro che analizza a tutto tondo questo piccolo rapace riconosciuto dall’Unione europea come “specie prioritaria ai fini di conservazione”, ai sensi della direttiva 79/409.

Altrimedia propone il volume con uno sconto del 20%: è necessario digitare il codice GRILLAIO per usufruire della promozione fino al 15 aprile.

Partendo dall’assenza di una bibliografia in grado di ricostruire l’evoluzione storica di questa specie, “Il Grillaio” presenta un accurato excursus che colma così quel vuoto.

Dalla biologia della specie allo status e conservazione della stessa, al Grillaio in Puglia e Basilicata fino ad alcuni progetti di conservazione: gli argomenti trattati da Palumbo – molto interessanti dal punto di vista ornitologico – insieme alle numerose foto e alle illustrazioni a colori, rendono questo volume unico nel suo genere.

La monografia raccoglie anche i numerosi dati emersi dalla ricerca sul campo ma non è rivolta esclusivamente agli esperti perché, grazie allo stile semplice e diretto dell’autore, arriva a tutti.

Gianni Palumbo, collabora con istituzioni pubbliche e private che operano nel campo della ricerca e della protezione della natura. E’ autore di numerosi articoli pubblicati su riviste didattiche e scientifiche.
Ha alle spalle una militanza di lunga durata nelle associazioni ambientaliste, è stato delegato regionale Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) in Basilicata, ha ricoperto varie cariche pubbliche in diversi enti, occupandosi prevalentemente di ambiente, ecologia e faunistica.

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L'attualità di "Sociologia e conflitti. Dai classici alla Peace Research"

L’attualità di “Sociologia e conflitti. Dai classici alla Peace Research”

 

Le interazioni conflittuali e l’individuazione di strategie e strumenti che possano trasformarle in opportunità di sviluppo. Il tutto a partire da una rilettura in chiave critica dei classici del pensiero sociologico e di alcuni più accreditati teorici della “Peace research”. Sociologia e conflitti. Dai classici alla Peace Research della sociologa Maria Luisa Maniscalco raccoglie parte delle lezioni dell’autrice per il corso di ‘Teorie e tecniche delle trasformazioni dei conflitti’ per la laurea magistrale in Relazioni Internazionali della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università ‘Roma Tre’.

Un volume quanto mai attuale che, come spiega la Maniscalco nell’introduzione, “pur trovando il suo ‘naturale‘ centro gravitazionale in quelle teorie che studiano il conflitto con l’intento propositivo di contribuire ai processi di pace (cioè, in altri termini, su alcuni dei principali apporti della cosiddetta peace research), intende richiamare l’attenzione su alcuni aspetti del più generale pensiero sociologico sui conflitti e in modo particolare sui conflitti armati di rilevanza internazionale. Lo scopo è quello di fornire un quadro sintetico di alcuni principali studi sociologici in argomento colti nella loro genesi, cioè nel pensiero dei loro autori e nelle condizioni storiche in cui hanno preso corpo”.

Quelle trattate da Sociologia e conflitti sono “questioni di natura così coinvolgente e drammatica che possono trarre solo da una prospettiva di lungo periodo un adeguato sostegno alla pratica metodologica del distacco nell’analisi, pur nel fermo convincimento morale di un impegno per una civile e pacifica convivenza che possa, se non eliminare totalmente, almeno attenuare i pericoli che gli esseri umani costituiscono per gli altri e per sé”.

Nel volume dialogano virtualmente autori tra loro distanti a livello temporale, ideologico e culturale.

Maria Luisa Maniscalco, già professore ordinario di Sociologia presso l’Università degli Studi Roma Tre e coordinatore del Master in Peacekeeping & Security Studies ha alle spalle un’intensa attività di ricerca sui conflitti, sui processi di pace, sui rapporti tra cultura, religione, politica e società. È stata Dean della Facoltà di Security Sciences del Multinational Intelligence Studies Campus of Lugano (Switzerland), consulente scientifico per lo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano e vice Presidente del Comitato Diritto Umanitario della Croce Rossa Italiana. Membro di numerosi comitati scientifici di fondazioni e istituti di ricerca, tra cui l’“Euro-Arab Institute for the Dialogue between Cultures” (Roma- Tunisi) e il “Mediterranean Council for Intelligence Studies” (Atene), e di riviste, tra cui “População e Sociedade”, “Polis”, “Democrazia e Sicurezza”.

Di recente si è occupata delle problematiche legate al radicamento di popolazioni musulmane sui territori europei a cui ha dedicato due volumi e numerosi saggi.

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Nuovi titoli per chi ama "sfogliare" il tablet

Nuovi titoli per chi ama “sfogliare” il tablet

I titoli di Altrimedia sono anche in tutti gli store digitali, per poter leggere su pc, tablet o e-reader. Ne presentiamo altri quattro, disponibili in versione e-book. La raccolta di poesie “Oltre la notte”, la città dei Sassi raccontata da un “forestiero” – “A Matera si va si torna e si resta” -, il primo volume della trilogia “Anime brulicanti”, “Amore e passione” e il mondo delle biblioteche narrato in presa diretta, “Le disavventure di un bibliotecario”: proposte in versione ebook per chi, anziché sfogliare le pagine, ha voglia di “sfogliare” un tablet.

OLTRE LA NOTTE

Introspezione e ricercatezza stilistica: è questo il binomio che caratterizza le poesie di Oltre la notte dell’autrice potentina Carmen Lucia. Versi che non lasciano indifferenti e arrivano al lettore con una forza dirompente: liriche che scuotono e travolgono con parole cariche di introspezione, riflessioni ad alta voce, pensieri che non sempre è facile esternare eppure l’autrice non ha paura di dare voce al dolore, alla sofferenza. Stati d’animo tormentati che però nascondono una forza incredibile, quella necessaria ad andare avanti senza rimanere sopraffatti dalle avversità della vita.
Carmen Lucia, docente presso il Liceo Classico “Quinto Orazio Flacco” di Potenza ha vinto numerosi concorsi letterari con la raccolta Canti d’amore e Vivere (Altrimedia Edizioni); dal 2015 collabora con il Circolo culturale “Silvio Spaventa Filippi” alla redazione della rivista Leukanikà.

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A MATERA SI VA, SI TORNA, SI RESTA

Matera raccontata dallo sguardo di un materano d’adozione. A Matera si va, si torna, si resta di Sergio Fadini è una raccolta di storie e luoghi, immagini e persone, indicazioni utili per il turista e incontri da ricordare e narrare. È la descrizione della città dei Sassi – in modo insolito, ironico, dettagliato – fatta da un sociologo di origini napoletane che di Matera si è perdutamente innamorato tanto da aver scelto di lavorarci, aprendo un B&B e coronando così il sogno un posto dove il viaggiatore potesse dormire e far colazione la mattina, come se fosse a casa sua. Fadini, uno studioso di turismo responsabile, ha fondato il progetto “il Vagabondo” e fa parte del tavolo Formazione dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR) di cui è anche responsabile per l’ospitalità. Scrive saggi sugli impatti del turismo nel sud e sul turismo responsabile.
Ha pubblicato Salvateci dalla Taranta (2011).

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AMORE E PASSIONE

Una full immersion nella Matera degli anni Cinquanta con il primo volume di Anime brulicanti, Amore e passione, di Francesco Sciannarella. Una trilogia di racconti ambientati nella città dei Sassi – nove storie, tre per ogni volume, che narrano di emancipazione, della lotta tra il cuore e la ragione, dei valori di una cultura contadina che sa riscattare storie di miseria economica e umana. Nell’attesa dell’ultimo volume, tra le prossime uscite di Altrimedia, si può riscoprire il primo con i suoi indimenticabili protagonisti: Bruna ed Eustachio alle prese con la povertà (La miseria); la lotta di Antonietta per far tornare a casa il figlio Mario, ripudiato dal marito Raffaele quando ha scoperto di non esserne il padre (La famiglia); il giovane aiutante fornaio Franceschino che per inseguire il suo sogno emigra in America (Il pane). Francesco Sciannarella è nato, vive e lavora a Matera, ha ricevuto diversi riconoscimenti. Scrive sceneggiature e ha fondato il gruppo teatrale Tutto Esaurito.

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LE DISAVVENTURE DI UN BIBLIOTECARIO

Il mondo delle biblioteche universitarie della Capitale illustrato da un cicerone d’eccezione: Ennio M. Tarantola, bibliotecario delle università capitoline in pensione, già direttore la Biblioteca di Area Scientifico Tecnologica dell’Università degli Studi di Roma Tre. Le disavventure di un bibliotecario è definito “un atto di giustizia per i bibliotecari. La testimonianza di una speranza che si è fatta realtà.” Infatti, tutto ciò che Tarantola descrive è realmente accaduto. Le disavventure di un bibliotecario è una registrazione in presa diretta che permette a chi legge d’entrare per un momento o per davvero all’interno di un vero e proprio circuito. L’autore è riuscito a trovare le parole giuste per spiegare e dare visibilità a un vero e proprio universo a parte, di nicchia.

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"La risacca. Il lavoro senza lavoro", l'analisi di Pierre Carniti sulla crisi occupazionale

“La risacca. Il lavoro senza lavoro”, l’analisi di Pierre Carniti sulla crisi occupazionale

 

“(…) È sempre più evidente che da questa crisi non uscirà una società con qualche frattura facilmente ricomponibile dai volonterosi ortopedici di turno, con qualche piccola ferita, con qualche ammaccatura. Cioè inconvenienti più o meno impegnativi, ma tutto sommato curabili. Uscirà invece una società completamente diversa. Con problemi del tutto inediti. E, se non si dovesse incominciare a discuterne, ci coglierà completamente impreparati. Con il rischio di dover pagare costi umani e sociali del tutto esorbitanti”.

È di stretta attualità il volume di Pierre Carniti La risacca. Il lavoro senza lavoro, un’analisi lucida e puntuale sulla crisi occupazionale.

La risacca parte da un excursus storico sulla “questione lavoro”, si basa su dati, compara alcuni fenomeni internazionali e prende in esame quelle che, in materia, sono state le proposte più coraggiose e decisive.

Come afferma Chiara Saraceno nella prefazione: “Il lavoro non è solo fonte di reddito. È anche fonte di dignità, di occasione di scambio interpersonale e sociale, perciò anche ambito di costruzione di senso per sé e per/con altri. In questa riflessione sul lavoro in un’epoca in cui esso è sempre più scarso rispetto al numero di individui che vorrebbero accedervi, Pierre Carniti ripropone una concezione forte di lavoro, come attività umana completa. Da questa concezione si dovrebbe ripartire per ripensare il lavoro, il modo in cui vi si accede, entro quali rapporti e forme di riconoscimento”.

I ricavi della diffusione del volume contribuiscono a sostenere Dignità del Lavoro (www.dignitadellavoro.it), una cooperativa sociale impegnata in Calabria nell’avvio di iniziative produttive finalizzate a restituire, attraverso il lavoro, dignità alle persone messe ai margini.

Pierre Carniti (Castelleone, CR, 25 settembre 1936) è stato uno dei massimi dirigenti sindacali negli anni complicati di una conflittualità sociale accompagnata dalla prima deriva dei conti pubblici in Italia (anni Ottanta). Era segretario generale della Cisl (1979 – 1985) quando si raggiunse il famoso accordo sulla revisione della scala mobile. Idealista e pragmatico, coraggioso e realista, capace di unire l’analisi e la proposta, Carniti ha riproposto questa sua qualità di sintesi anche nell’attività politica, da europarlamentare europeo prima (1989 – 99), e, poi, da presidente della Commissione d’indagine sulla povertà e da fondatore del movimento politico dei Cristiano sociali (movimento che ha contribuito prima alla nascita dei Democratici di Sinistra e poi del Partito Democratico).

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"Campus Rom", delicati percorsi di avvicinamento

“Campus Rom”, delicati percorsi di avvicinamento

“(…) A parte le associazioni riconosciute e finanziate dallo Stato per la scolarizzazione dei Rom, e poche associazioni cattoliche che offrono assistenza, a volte volontaria altre lucrativa, di tutto questo non se ne occupa nessuno. E in molti campi non entra veramente mai nessuno, solo la polizia, che spesso entra nelle case senza permesso di perquisizione, magari alle 5 di mattina. Anche i giornalisti hanno paura di entrare in un campo, ci vanno quando succede qualcosa di grave, magari scortati. È per questo che mi sembra importante portare gli studenti universitari nei campi, fargli conoscere queste realtà serve a scalfire le mura del disprezzo e dell’indifferenza che come le reti, circondano i campi. Serve ad assottigliare i pregiudizi reciprocamente, sia per gli studenti che per i Rom”.

È una delle riflessioni di Campus Rom, curato da Francesco Careri e Lorenzo Romito, che racconta il delicato processo di avvicinamento all’universo dei Rom intrapreso dal collettivo Stalker/On che compie ricerche e azioni sul territorio con particolare attenzione alle aree marginali.

L’approccio all’universo dei Rom da parte di Stalker/On, avvenuto proprio sul campo di battaglia tra istituzioni e Rom, si snoda nel volume attraverso l’autodialogo – risposte collettive a domande che avremmo voluto ci fossero state fatte – con i percorsi di formazione universitaria e di consapevolezza civile realizzati dal LAC, Laboratorio di Arti Civiche e da PrimaveraRomana, un progetto di cittadinanza creativa.

I progetti di Stalker hanno come prerogativa il coinvolgimento collettivo, la partecipazione del pubblico all’interno dell’intero processo creativo: il contenuto di Campus Rom ne è la prova tangibile.