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"Al Crocevia", appuntamento a Torino l'8 novembre con il professor Mario Chiavario

“Al Crocevia”, appuntamento a Torino l’8 novembre con il professor Mario Chiavario

 

Allievo di Giovanni Conso, professore di ruolo in vari Atenei a partire dal 1971, già presidente (dal 2002 al 2008) dell’Associazione “Gian Domenico Pisapia” che riunisce i docenti italiani di diritto processuale penale e professore emerito dell’Università di Torino: è firmato da Mario Chiavario “Al Crocevia” (Altrimedia), un volume composto da oltre ottanta articoli selezionati da un materiale cinque volte più ampio, per la maggior parte costituito da editoriali pubblicati su quotidiani a larga diffusione nazionale (Il Sole 24 Ore, La Stampa, Avvenire) anche su temi non strettamente giuridici.

Nella scelta dei pezzi si è guardato soprattutto a ciò che poteva evocare realtà e problemi tuttora attuali, messi in evidenza anche dalle premesse a parecchi degli scritti riprodotti e soprattutto dalle chiose, intendendosi il crocevia come fattore d’incontro fra percorsi, culturali e pratici, originati da punti di partenza anche assai lontani tra loro ma aperti al dialogo nel rispetto reciproco.

“Al Crocevia” sarà presentato venerdì 8 novembre alle 17 a Torino nella sala conferenze del Polo del ‘900 – palazzo San Celso in Corso Valdocco, 4A. Interverranno Marcello Maddalena, magistrato a riposo e  la storica Marta Margotti. Modera il giornalista Luca Rolandi.

 

Altrimedia e Coop Alleanza 3.0, buona la prima con Sciannarella a Bari. Il 30 all'Ipercoop di Matera arriva Lara Croft

Altrimedia e Coop Alleanza 3.0, buona la prima con Sciannarella a Bari. Il 30 all’Ipercoop di Matera arriva Lara Croft

La festa della Madonna della Bruna con tutte le sue suggestioni, alla quale è dedicato il racconto “La Madonna della Bruna” di “Tradizioni e speranze”, dell’ultimo volume della trilogia di Francesco Sciannarella “Anime brulicanti”, ha catturato particolarmente il pubblico che venerdì sera a Bari ha partecipato nel Centro Commerciale Mongolfiera di Japigia al primo appuntamento di Altrimedia con l’iniziativa “Il Maggio dei Libri” promossa da Coop Alleanza 3.0.

La storia di Giovannino, un ragazzo materano che è disposto a tutto (anche a lavorare gratuitamente per un tipo losco che possiede però uno splendido cavallo) pur di partecipare alla cavalcata del 2 Luglio, ha suscitato domande e curiosità negli spettatori che, numerosi, hanno seguito il dialogo tra l’editrice Gabriella Lanzillotta e lo scrittore.

Altrimedia e Coop Alleanza 3.0 saranno di nuovo insieme il 30 maggio a Matera alle 19 nel Centro Commerciale Mongolfiera di Matera-Venusio, all’Ipercoop, per presentare, nell’ambito di “Seminar Libri”, il volume di Isabella Marchetta “Quando Lara Croft arrossì. L’ordinarietà straordinaria di un’archeologa”.

Archeologa di professione, l’autrice scrive con spontaneità di se stessa e del suo amore per gli scavi, riuscendo a coinvolgere il lettore con aneddoti, storie e disavventure a lieto fine. Un volume che in dieci episodi – la maggior parte flash di vita vissuta – racconta in presa diretta l’archeologia dei giorni nostri. Non manca l’ironia, la spensieratezza di una quotidianità altra e impegnativa che però ha alla base una passione fortissima che da sempre motiva l’autrice in un’attività lavorativa spesso non a misura di donna. Ciò che emerge è un nuovo modo di concepire l’archeologia, non più disciplina per pochi eletti o per addetti ai lavori ma una materia affascinante.

"Nel nome del pane" alla scoperta delle tradizioni

“Nel nome del pane” alla scoperta delle tradizioni

Pane, timbro, famiglia, tradizioni: sono queste le parole chiave del volume “Nel nome del pane. Segni della cultura agropastorale in Basilicata” (Altrimedia) dell’artista Marianna D’Aquino presentato ieri sera a Matera nella Sala Levi di Palazzo Lanfranchi e definito dai relatori (il prof. Nicola Rizzi che ha firmato un testo presente nel libro, l’editore Vito Epifania e Maria Antonietta Carbone in rappresentanza della direttrice del Polo Museale della Basilicata Marta Ragozzino) “opera d’arte in un’opera d’arte”.

“Questo libro è una riflessione sul filo della memoria. – ha affermato Epifania – Il pane è qualcosa di essenziale che riporta a una simbologia ricca. Ormai stampare un libro è un’operazione diventata banale – ha aggiunto – Come editori cerchiamo qualcosa che sia provocazione, qualcosa di nuovo e che sia legata al territorio: il testo di Marianna ha queste caratteristiche”.

Nel volume sono riprodotti pittoricamente 35 timbri del pane: raffigurano alcuni pezzi conservati nella Collezione Etnografica del Museo Nazionale Archeologico “D. Ridola”; una collezione che comprende anche conocchie (utilizzate per dipanare la lana) cucchiai e stecche da busto.

“Parlando di pane parliamo di un bene primario. – ha sottolineato Maria Antonietta Carbone, responsabile del Museo Ridola – Quello che affronta “Nel nome del pane” è un tema meraviglioso”.

Si tratta di manufatti lignei che raccontano la storia di un popolo che nella sua semplicità ha tramandato questi piccoli oggetti, dal notevole valore artistico e degni di considerazione.

Un tempo, marchiare i pani con le iniziali del capo famiglia, in modo che non si confondessero con quelli di altre famiglie, dal momento che la consistenza della pasta e la pezzatura erano diverse e ciascuno voleva avere la certezza che il proprio pane non fosse scambiato con quello altrui.

L’autrice ha raccontato di aver iniziato la sua ricerca nel 2015: “Ho trovato circa 60 timbri ma mancava ancora qualcosa. Mi hanno aiutato sia il professor Rizzi sia il professor Ferdinando Mirizzi (che ha anche firmato la prefazione del volume, ndr). A ogni timbro ho voluto dare un nome, anche ricordando persone che non ci sono più. La scelta dei timbri presenti nel libro è nata dai soggetti che mi hanno ispirato maggiormente. Ognuno di loro raccontava la storia della città e ogni timbro è stato raccontato in maniera diversa. La mia arte, insomma, si è messa in funzione di questi timbri reinterpretati con occhi da artista”.

Un accurato lavoro, quindi, che ci consente di capire bene non solo il passato ma anche e soprattutto il presente. 

Il professor Rizzi, ricordando gli studiosi che fin dagli anni Cinquanta si sono occupati dei timbri del pane (l’etnologo danese, Holger Rasmussen, che tra il 1953 e il 1955 condusse una ricerca specifica; a “studiare” i timbri del pane furono anche Eleonora Bracco, il prof. Annona, Silvestrini e Spera) ha svelato che la sua non è stata un’esperienza di studio ma un contatto diretto: “I miei genitori avevano un forno e, poiché non volevo andare all’asilo, trascorrevo lì le mie giornate. Ben presto i timbri diventarono i miei giocattoli. Poi, mentre percorrevo la strada dell’istruzione quei timbri iniziarono un altro percorso, verso il Museo Ridola. Il mio è un racconto evocativo perché insieme alla storia dei timbri c’è il ricordo di un qualcosa che non tornerà più”.

Anche l’artigiano Luca Colacicco ha reinterpretato i timbri con pregiati manufatti in legno in vendita con il libro in una confezione speciale.

L’edizione del libro “Nel nome del pane” è bilingue, in italiano e in inglese.

“I pipistrelli dell’Italia meridionale. Ecologia e conservazione”  il nuovo titolo della collana “Tutta la terra abitata” di Altrimedia Edizioni

“I pipistrelli dell’Italia meridionale. Ecologia e conservazione” il nuovo titolo della collana “Tutta la terra abitata” di Altrimedia Edizioni

Da Dracula a Batman, sono da sempre nell’immaginario collettivo a metà tra repulsione e simpatia. Questa volta i pipistrelli sono i protagonisti del volume di Pier Paolo De Pasquale “I pipistrelli dell’Italia Meridionale” edito da Altrimedia.

Il libro sarà presentato in anteprima mercoledì 17 aprile, alle ore 19, a Bari presso l’Associazione Terre del Mediterraneo in via Piave 59. Dopo i saluti di Francesca Aquilino (presidente dell’Associazione Terre del Mediterraneo), Gabriella Lanzillotta (editrice) e Giovanni Zaccaria (Servizio Parchi e Tutela della Biodiversità Regione Puglia), l’autore dialogherà con il vicepresidente dell’Associazione Terre del Mediterraneo Rocco Labadessa.

“In un momento storico in cui il tema ambientale e quello della tutela della biodiversità sono seriamente a rischio, Altrimedia Edizioni – sottolinea l’editrice Gabriella Lanzillotta –  ha ritenuto importante offrire un contributo per provare a recuperare il senso di un Pianeta che ospita la vita in tutte le sue varietà biologiche, genetiche e culturali, missione della collana Tutta la terra abitata. Il volume “I pipistrelli dell’Italia meridionale. Ecologia e conservazione” di Pier Paolo De Pasquale, infatti, arricchisce la storica collana di Altrimedia sia sotto il profilo dei contenuti, questo nuovo titolo va ad affiancarsi a quello dedicato al falco grillaio, sui rondoni e sui rapaci del Pollino, che di quello grafico, abbiamo infatti lavorato al restyling degli elementi che caratterizzano il progetto editoriale nel suo complesso.”

I pipistrelli sono mammiferi molto specializzati, capaci di volare e di localizzare le prede nell’oscurità attraverso un sofisticato biosonar, adattamenti che hanno contribuito in modo significativo al loro successo evolutivo. Il libro di De Pasquale descrive i principali aspetti della biologia e della storia naturale di questi affascinanti animali, focalizzandosi sull’ecologia e le problematiche di conservazione delle diverse specie nelle regioni dell’Italia meridionale, un territorio  fragile, estremamente vario e ricco di biodiversità. Il testo è ricco di  fotografie di pipistrelli, tutte scattate in habitat naturali, ad animali catturati da ricercatori autorizzati per le attività di cattura temporanea a fini scientifici – la cattura dei pipistrelli è infatti proibita per legge, previa autorizzazione rilasciata dagli organi competenti.

Pier Paolo De Pasquale, laureato in Scienze Naturali e specializzato nello studio della chirotterofauna, svolge la libera professione di consulente faunista. Negli anni ha maturato una rilevante esperienza professionale, occupandosi della progettazione di Piani di Gestione dei Siti Natura 2000, studi d’impatto ambientale, ricerche faunistiche in numerosi Parchi Nazionali dell’Italia meridionale, tra cui il PN del Pollino, PN dell’Appennino Lucano, PN del Gargano, PN dell’Aspromonte. Inoltre, ha partecipato a diversi monitoraggi scientifici nell’ambito di progetti per la conservazione della natura (programma LIFE+ Natura e Biodiversità). Dal 2008 è socio del Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri (GIRC) e dell’Associazione Teriologica Italiana (A.T.It.). I suoi interessi scientifici sono orientati sull’ecologia, la distribuzione e la conservazione delle popolazioni di chirotteri dell’Italia meridionale. È autore e coautore di diversi articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali, atti di convegno e delle linee guida redatte dal GIRC, per la valutazione dell’impatto degli impianti eolici sui chirotteri in Italia.

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A Policoro confronto a più voci sulle suggestioni del paesaggio nella presentazione del libro “I muri parlano”

A Policoro confronto a più voci sulle suggestioni del paesaggio nella presentazione del libro “I muri parlano”

Il valore intrinseco del paesaggio, le sue suggestioni, la possibilità di scoprire zone del nostro territorio leggendo una storia, perdendoci nelle descrizioni che, a uomini e donne, affiancano altre prospettive, panorami, scenari mai svincolato dalla storia che quei luoghi racchiudono.

È questo il senso della collana Paesaggi Raccontati – nata sulla scia dell’omonimo progetto dedicato alla narrazione dei territori che Diótima, società proprietaria del marchio Altrimedia Edizioni, ha realizzato assieme ad altri partner di livello internazionale -, della quale fa parte il nuovo libro di Vincenzo Maida “I muri parlano. Montalbano, tra passato, vicoli e destini” presentato sabato scorso nella Biblioteca comunale di Policoro.

“In Le Goff la grande storia e la piccola storia avevano sempre intrecci profondi. – ha sottolineato l’editrice Gabriella Lanzillotta – Le Goff aveva grande consapevolezza che un popolo non può restare privato del racconto della propria storia, una memoria «che gli storici si sforzano, attraverso lo studio dei documenti, di rendere oggettiva, la più veritiera possibile: ma è pur sempre memoria. Non proporre ai giovani una conoscenza della storia che risalga ai periodi essenziali e lontani del passato, significa fare di questi giovani degli orfani del passato, e privarli dei mezzi per pensare correttamente il nostro mondo e per potervi agire bene». Ed è questo che, nel nostro piccolo abbiamo inteso fare con Paesaggi raccontati. L’intento è quello di narrare i territori attraverso diverse tecniche narrative: scrittura, ma anche tecniche pittoriche ispirate ai carnet des voyages, foto e video reportage.
La collana intende proporre testi innovativi, dove la narrazione dei luoghi non è solo descrittiva ma si imbeve di storie, di racconti, di gente.

“I muri parlano” descrive con passione quello che, nel corso degli anni, è accaduto nelle strade e nelle case del piccolo centro del Materano. L’autore, Vincenzo Maida, a metà tra cronaca e narrazione, ha ripercorso le vicende salienti che hanno interessato il suo paese e hanno reso protagonisti i montalbanesi”.

Forse non tutti sanno, infatti, che a Montalbano sono nati personaggi illustri: da Francesco Lomonaco, amico e maestro di Alessandro Manzoni e secondo padre Gabriele Ronzano ispiratore del romanzo più famoso della storia della letteratura italiana “I promessi sposi”, a Nicola Romeo fondatore della famosa casa automobilistica Alfa Romeo (palazzo Romeo è ancora esistente), da Rachele Cassano a Niccolò Fiorentino, da Felice Mastrangelo a Placido Troyli.

Maida, che nel suo libro ha descritto scorci che sono stati testimoni di storie d’amore e tradimenti pagati col sangue, segreti inconfessabili e vite eccezionali, ha parlato anche dello spirito di accoglienza che caratterizza oggi i montalbanesi, persone che non hanno alcun problema di integrazione con i tanti migranti presenti nella cittadina.

In sintonia con le parole di Gabriella Lanzillotta anche Maria Lovito e Anna Albino del Presidio del Libro intervenute insieme all’autrice delle illustrazioni del libro Mariangela Tripaldi. Nel corso della serata Gabriella Orofino ha letto alcuni brani tratti dal volume.

Letteratura e solidarietà: storie che salvano la vita

Letteratura e solidarietà: storie che salvano la vita

Racconti che diventano fumetti, che sono rielaborati, analizzati dalla curiosità degli studenti del Liceo Classico. È stato un incontro virtuoso quello tra i ragazzi delle prime (sezioni A, B, C, D, E) classi e della seconda D del Liceo classico Duni di Matera e la scrittrice Monica Serra che ha potuto apprezzare i lavori nei quali l’antologia “Lei. Storie di donne da tutti i mondi possibili” è stata reinterpretata. Nella sala Levi di Palazzo Lanfranchi, accanto alla solidarietà, tappa materana della rassegna “Storie che salvano la vita” promossa dalla casa editrice Altrimedia – da pochi mesi ha ideato all’interno della sua linea editoriale la collana “Altrimedia edizioni per il sociale” – la letteratura ha avuto un posto da protagonista. La presidente del Comitato Race for the Cure di Matera sezione regionale Basilicata Komen Italia Laura Tosto ha annunciato che quest’anno la Race, l’evento simbolo di Komen Italia, la più grande manifestazione per la lotta ai tumori del seno in Italia e nel mondo, si svolgerà a Matera. Dal 27 al 29 settembre, inoltre, sarà allestito nella città dei Sassi il Villaggio della salute. Presente anche l’assessore alle Politiche Sociali Marilena Antonicelli che ha particolarmente apprezzato l’impegno di Altrimedia nei confronti della solidarietà. Gli alunni, grazie alle sensibilità delle docenti Maghita Palumbo, Lafasanella, Dell’Acqua, Quarto e Cosola, hanno colto l’occasione per intervistare Monica Serra e cercare di carpire qualche segreto per la stesura di una storia del genere fantastico: a prima vista, infatti, il fantastico sembra un genere tipicamente maschile – scritto da uomini e rivolto a lettori uomini – eppure non bisogna dimenticare che una delle pietre miliari della letteratura fantastica è “Frankenstein” di Mary Shelley. Nel pomeriggio, l’autrice, che devolverà i suoi proventi dalla vendita del libro all’organizzazione Susan G. Komen Italia, ha incontrato il pubblico nella Biblioteca di Matera.

"Altri mondi altre storie", il fantastico fa tappa a Matera

“Altri mondi altre storie”, il fantastico fa tappa a Matera

“Lo scrittore di fantascienza è uno che gioca con la parola. Io quando scrivo prendo spunto dalla realtà: prima c’è la base scientifica, poi parto per la tangente”.  Il re del fantastico Donato Altomare ha svelato qualche segreto dei suoi racconti, presentando a Matera “Altri mondi altre storie”, la nuova antologia pubblicata da Altrimedia.

Intervistato dal giornalista Filippo Radogna (“collega” scrittore anche lui nell’ambito del fantastico) in un’Arti Visive Gallery gremita di appassionati del genere, Altomare ha precisato di non amare il termine scrittore ma di preferire “narratore”: “In realtà – ha scherzato Radogna – Donato è un affabulatore. I suoi racconti sono una piccola parte della sua produzione stratosferica e ormai ultratrentennale. Ha la capacità di spaziare dalla fantascienza al fantastico al paranormal al fantasy. Ma lui è anche poeta, fa parte dell’importante realtà de La Vallisa di Bari. A coronamento di tutto ciò è anche ingegnere”.

Non solo, l’ampia cultura umanistica Altomare la intreccia con la cultura tecnica di un ingegnere civile che ha fatto il liceo scientifico e ama follemente il latino, tanto da aver scritto un libro di fantascienza in latino. È stato due volte premio Urania Mondadori, premio Italia e premio Vegetti.

“Mi ero stancato di pubblicare da Roma in su. Volevo pubblicare un’opera importante e pubblicarla al Sud. – ha detto Altomare Volevo trovare un buon editore che fosse anche coraggioso. Filippo mi ha indicato Altrimedia. In questa antologia ho voluto riprendere miei vecchi racconti per dimostrare come il fantastico fosse leggibile da chiunque. Purtroppo infatti ci sono ancora dei preconcetti”.

Altomare ha sottolineato che quando scrive lo fa in modo che il lettore possa vedere e immaginare ciò che è scritto. Un bravo scrittore, se vuole affrontare tematiche sulle quali non ha competenze, le deve approfondire e studiare per essere il più credibile possibile.

Vito Epifania, editore di Altrimedia ha ricordato come due anni fa sia stata creata la collana “Fantastica”, curata proprio da Donato Altomare e da Loredana Pietrafesa, “per colmare un vuoto che cominciava a diventare ingombrante”.

Nel corso della serata gli attori Tommaso Ferrandina del Gruppo teatrale “Tutto Esaurito” e Carla Latorre dell’Associazione Gutta hanno letto alcune pagine del libro. Al termine dell’incontro è stato offerto al pubblico un aperitivo a base di prodotti tipici pugliesi e lucani.

"Finuzza e le sue storie": bagno di folla per la presentazione a Matera del libro di Marinella Battiafarano

“Finuzza e le sue storie”: bagno di folla per la presentazione a Matera del libro di Marinella Battiafarano

Bagno di folla venerdì scorso a Matera nella Sala Laura Battista della Biblioteca provinciale per la presentazione di “Finuzza e le sue storie” (Altrimedia) di Marinella Battifarano. L’autrice, esaudendo un desiderio della madre – la protagonista Finuzza – a distanza di alcuni anni dalla sua morte, ha voluto lasciare un preciso ricordo scritto della storia della sua vita e della sua famiglia.

Marinella Battifarano ha avuto il merito di essere obiettiva, di non lasciarsi coinvolgere emotivamente permettendo così al lettore, libero di condizionamenti, di farsi un’idea propria. Quello che viene fuori è il ritratto di una donna dallo spirito profondamente moderno, una pioniera, così come la definisce la professoressa Battifarano. Una donna che, pur provata dai piccoli e grandi drammi che inevitabilmente incontra durante la propria vita, riesce sempre, con spirito indomito, a trovare la forza per andare avanti. È resiliente, ottimista, ha fiducia nel prossimo ed è sempre circondata da amici. Ama confrontarsi, è discreta, il suo status non le impedisce di prodigarsi per le persone meno fortunate, di aiutare chi ha bisogno. Emblematico il suo atteggiamento verso gli albanesi, che negli anni Novanta sbarcarono in Italia e furono ospitati in un camping nei pressi della sua casa a Nova Siri.

Accanto alla Finuzza impegnata nel sociale, abbiamo la Finuzza madre esemplare. Per i suoi figli è disposta a tutto, sfida la forma mentis del suocero e del marito che avrebbero voluto tenere lontane dai libri le figlie, permettendo invece loro di studiare e laurearsi, consapevole del valore dell’istruzione.

Stanca dei continui attriti con il marito non esita a prendere decisioni drastiche, ancora una volta incurante delle convenzioni ma consapevole del valore del benessere psicofisico e della dignità.

Il tutto, nelle cornici di due paesi lucani, San Paolo Albanese e Nova Siri, e due diverse culture che in Finuzza, nata nel 1917, trovano la sintesi ideale.

“Finuzza e le sue storie”, infine, è un libro che permette di rivalutare il Meridione: quello raccontato non è un Sud fatto di gente che si piange addosso ma è un Sud positivo, di persone intraprendenti e ottimiste che hanno dato e fatto tanto per la Basilicata.

Nel corso della serata, moderata dalla giornalista Rossella Montemurro, sono intervenuti la professoressa Eliana Rusciani e gli editori Vito Epifania e Gabriella Lanzillotta. L’attore Tommaso Grossi della Compagnia teatrale Tutto Esaurito ha letto alcuni brani tratti dal testo.

La professoressa Rusciani si è soffermata sul valore della microstoria sottesa al libro e sul legame madre-figlia-biografia, una triade complessa. Gli editori, infine, hanno rimarcato l’importanza della responsabilità sociale: “Strumenti quali quelli offerti da “Finuzza e le sue storie” sono indispensabili per interpretare l’attualità e provare a immaginare il futuro”.

A Montalbano sulle tracce di personalità illustri: presentato a Matera "I muri parlano"

A Montalbano sulle tracce di personalità illustri: presentato a Matera “I muri parlano”

C’è un vero e proprio tesoro, a Montalbano Jonico: le sue mura sono uno scrigno che custodisce aneddoti, leggende e, soprattutto, personaggi illustri che hanno segnato la storia d’Italia. I segreti della cittadina del Materano sono stati illustrati venerdì scorso nella Sala Laura Battista della Biblioteca provinciale della città dei Sassi da Vincenzo Maida, giornalista e scrittore, durante la presentazione del suo “I muri parlano” (Altrimedia edizioni). Come recita il sottotitolo, “A Montalbano, tra passato, vicoli e destini”, Maida ha ripercorso le vicende salienti che hanno interessato il suo paese e hanno reso protagonisti i montalbanesi utilizzando il rigore del cronista, sempre attento alla verifica delle fonti, e la leggerezza della narrazione che spesso è riuscita ad ammorbidire vicende dai toni troppo cruenti.
Insolito il modo in cui l’autore ha avuto l’input per “I muri parlano”: prima di iniziare le cene con gli amici nel fine settimana – un’usanza in voga nei paesini dell’hinterland – nell’attesa che tutto fosse pronto, Maida passeggiava nei vicoli di Montalbano. Ed è allora che gli si apre un mondo: palazzi antichi dimenticati nonostante le loro stanze siano impregnate di storia, uomini e donne montalbanesi doc che, in vari campi, costituiscono un vanto per la Penisola. Come Francesco Lomonaco, amico e maestro di Alessandro Manzoni e secondo padre Gabriele Ronzano ispiratore del romanzo più famoso della storia della letteratura italiana “I promessi sposi”, o Nicola Romeo fondatore della famosa casa automobilistica Alfa Romeo (palazzo Romeo è ancora esistente e, secondo l’autore, se si pensasse a un museo dell’Alfa Romeo si riuscirebbe a portare in regione un numero cospicuo di appassionati, considerando sono 70.000 in tutta Italia), Rachele Cassano, Niccolò Fiorentino, Felice Mastrangelo, Placido Troyli… Un elenco di personalità non a tutti note delle quali Maida ha ricostruito accuratamente la vita, le opere, e gli episodi per cui si sono distinte. Come scrive Maisa: “Segmenti di tempo e frammenti di vite, quasi tutte destinate all’oblio, avevano ridato luce e vita a quelle strade e voce a quei silenzi.”
 “I muri parlano” è anche un omaggio a Montalbano: “Non a caso – ha ricordato l’editore Vito Epifania – è stato pubblicato in “Paesaggi raccontati”, è il terzo volume di questa collana dopo “A Matera si va, si torna, si resta” di Sergio Fadini e “Fuori traccia” di autori vari.  Raccontare il paesaggio vuol dire assimilare la sua idea complessiva ed è un modo per prendersene cura. Abbiamo così provato ad allargare il campo partendo da Matera. Non vogliamo limitarci a fare gli stampatori, vogliamo avere una responsabilità sociale.”
Nel corso della serata, moderata dalla giornalista Rosalba Stasolla, il vicepresidente della Provincia Carmine Alba ha portato i saluti istituzionali mentre Emilia Fortunato e Emilio Andrisani dell’HermesteatroLaboratorio hanno letto alcuni brani tratti dal volume di Maida.