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Per la rubrica "Libri e società" presentato in streaming "Mai più indifesa"

Per la rubrica “Libri e società” presentato in streaming “Mai più indifesa”

Non se ne parla mai abbastanza, è un fenomeno che soprattutto durante il lockdown può aver sfiorato picchi preoccupanti: la violenza sulle donne rimane, purtroppo, una tematica sempre attuale.

È stato presentato in streaming per la rubrica “Libri e società” Mai più indifesa (Altrimedia) della dottoressa Chiara Gambino, psicologa e psicoterapeuta e del dottor Giampaolo Salvatore, psichiatra, psicoterapeuta, criminologo e insegnante di arti marziali. Dopo i saluti della direttrice editoriale di Altrimedia Gabriella Lanzillotta, la giornalista e scrittrice Daniela Lella ha intervistato gli autori.

Mai più indifesa affronta una tematica attualissima, quella della violenza, sia fisica sia psicologica nei confronti delle donne, ma la affronta sotto una luce nuova: offre infatti a ogni donna le basi per guardarsi dentro con obiettività, comprendere se si sta vivendo un rapporto “malato” e dà spunti per provare a uscirne fuori.

Ciascuno di noi può cadere vittima di relazioni tossiche, fonti di sofferenza o vittimizzanti. È un meccanismo psicologico che, indistintamente, può scattare nelle donne di qualsiasi status o background culturale. Fa riflettere il fatto che, nonostante se ne parli tanto, continuiamo a rimanerne intrappolate.

Il primo passo per liberarsi da relazioni che non ci fanno star bene è avere la consapevolezza che gli strumenti per uscirne sono dentro di noi. Come scrivono gli autori “andare nelle zone scomode è scomodo ma rivela piaceri inaspettati”. Mai più indifesa presenta, nella sua prima parte storie vere di donne, il loro modo di agire, i loro schemi, quelle coazioni a ripetere che bloccano il cambiamento e impediscono di liberarsi. Storie che indirettamente offrono alle lettrici la possibilità di accedere alla consapevolezza dei propri schemi e mettere in atto una serie di strategie emotive, cognitive, corporee e meditative per rimodellarli.

La seconda parte tende a sottolineare come il cambiamento passi soprattutto attraverso il corpo, tesi confermata anche dal laboratorio esperienziale degli autori, Mai più indifese.

Chiara Gambino è psicologa e psicoterapeuta, ha lavorato in diversi Consultori Familiari e Associazioni di Roma, dove ha prestato aiuto a donne di ogni cultura, razza ed età. Dal 2000 è impegnata in prima linea nella lotta contro la violenza di genere. È ospite regolare in diverse trasmissioni televisive di Rai Uno, tra cui “A sua Immagine” e “La vita in diretta”. Svolge attualmente l’attività di psicoterapeuta a Roma. È autrice di diversi articoli di ricerca. È istruttrice di yoga e cultrice di meditazione hawaiana.

Giampaolo Salvatore è psichiatra, psicoterapeuta e criminologo. È autore di numerosi articoli sul trattamento dei disturbi gravi di personalità e della schizofrenia, pubblicati su riviste internazionali. È autore del volume divulgativo Il tao della psicoterapia, e coautore di numerosi volumi tecnici tra i quali ilrecente Corpo, Immaginazione e Cambiamento. Ha esordito nella narrativa nel 2015 con la raccolta di racconti Nati a perdere; nel 2018 è stato pubblicato il suo primo romanzo, Lo psicoterapeuta in bilico.

"La congettura dell'anima": il romanzo di Giovanni Calia sul matematico che rifiuto un milione di dollari

“La congettura dell’anima”: il romanzo di Giovanni Calia sul matematico che rifiuto un milione di dollari

“Lo sfuggente genio della matematica”, “il matematico che rifiuto un milione di dollari”, “il no man più famoso del mondo” ma, soprattutto, il matematico che dimostrò la congettura di Poincaré, uno dei più grandi enigmi della scienza, diventando lui stesso l’enigma da risolvere: è attorno alla figura di Grigorij Jakovlevič Perel’man che Giovanni Calia ha scritto La congettura dell’anima. Storia dell’uomo che ha scoperto la forma dell’universo (Altrimedia Edizioni). Un romanzo ricco di spunti e contenuti, denso di sentimenti e sensazioni nonostante sia calato in un contesto scientifico particolare, tra le aule universitarie dei dipartimenti di Matematica nella Russia e nella Germania degli anni Ottanta.
La congettura dell’anima, con tutte le suggestioni che si porta dentro e che trasmette al lettore, è stato presentato in streaming dalla blogger Paola Giorgia di Tiportounlibro.com che, dopo l’introduzione della direttrice editoriale di Altrimedia Gabriella Lanzillotta, ha intervistato l’autore.
Sono così emerse tutte le contraddizioni (o l’incredibile coerenza, a seconda dei punti di vista) di Grigorij, il matematico russo di San Pietroburgo che nel 2002 ha risolto la congettura di Poincarè, cercando così di spiegare quale sia la forma dell’universo, uno dei più importanti problemi di matematica. Perel’man rifiutò clamorosamente sia i riflettori sia i premi in denaro. Da allora è scomparso, è inavvicinabile. Calia, con una scrittura evocativa e coinvolgente, ha dato voce a una personalità tormentata, intensa, impossibile da dimenticare.
La trama va oltre la cronaca, intrecciando storie e scelte emotivamente forti e trasformando una vicenda che ha suscitato scalpore ma che è rimasta confinata tra gli addetti ai lavori in un romanzo a tratti struggente
La “freddezza” della matematica va di pari passo con la volubilità delle emozioni e l’imprevedibilità della vita. Le situazioni e i dialoghi molto credibili, lo stile asciutto e ritmato rendono La congettura dell’anima un romanzo con il giusto pathos: il lettore viene subito catturato in una storia che, per quanto insolita, al di là dei teoremi e delle scoperte scientifiche, è ricca di umanità. Le scelte dei protagonisti, in particolare, si ripercuoteranno in una serie di eventi che cambierà i destini di ciascuno.
Giovanni Calia, materano classe ‘82, in 16 anni ha vissuto in 11 città di 4 nazioni.
Ricercatore con Derrick de Kerckhove, braccio destro di Marshall McLuhan, lavora poi per Current TV, canale premiato agli Ammy e fondato dall’ex vice-Presidente USA, premio Oscar e premio Nobel, Al Gore.
Per cinque anni insegna storytelling allo IED di Torino e alla Scuola Holden di Alessandro Baricco.
Dopo un lungo periodo all’estero torna a Matera per lavorare con l’ex vicepresidente di Apple per start-up e scale-up italiane.
Ha vinto diversi premi in Italia e all’estero per lavori svolti nella comunicazione e nel marketing.

"Fortunato Lacchi c'est moi": alla scoperta del protagonista della raccolta di racconti di Emanuele Scandiffio

“Fortunato Lacchi c’est moi”: alla scoperta del protagonista della raccolta di racconti di Emanuele Scandiffio

Una raccolta di racconti leggeri, sostanzialmente spensierati, calati nell’attualità recente: è Le disavventure del Signor Fortunato Lacchi (Altrimedia) di Emanuele Scandiffio, presentato in diretta streaming. Dopo l’introduzione della direttrice editoriale Gabriella Lanzillotta, l’autore è stato intervistato dalla giornalista Rossella Montemurro.

Le disavventure che vive Fortunato, un 45enne sposato con Lea e papà di due figlie, sono in realtà situazioni che possono capitare o che sono capitate a ciascuno di noi. Quello che cambia è il modo in cui Fortunato le affronta. Con tutto sé stesso, con un’abnegazione marcata, con un altruismo spropositato. Peccato che, a dispetto del nome, le circostanze quasi sempre non giochino a favore di Fortunato.  Le situazioni che sulle prime sono piuttosto ordinarie, si trasformano in vicende straordinarie pronte a travolgerlo con risvolti spesso esilaranti. Con il lettore scatta una complicità immediata, grazie anche a un’innocenza stilistica che evita qualsiasi circostanza o termine volgare.

Emanuele Scandiffio è nato nel 1950 a Matera, città in cui è rimasto fino al compimento degli studi liceali classici. Ha frequentato la facoltà di Fisica a Firenze. Si è trasferito a Milano subito dopo la laurea, ha avuto una breve esperienza di insegnamento in un liceo milanese per poi intraprendere una lunga carriera in una rinomata società multinazionale che nel giro di qualche anno lo ha portato a diventare il CIO di quell’azienda.
Attualmente lavora come consulente. Nel tempo libero scrive racconti e romanzi.
Tra le sue opere pubblicate per ilmiolibro.it: Evaristo e altri racconti, Evaristo (edizione teatrale), Virginia, L’onore è Salvo, Delitto preventivo e Le donne di Gloria.

"Il vento è solo un capriccio", presentata in streaming la nuova raccolta di poesie di Emilio Gerardo Giugliano

“Il vento è solo un capriccio”, presentata in streaming la nuova raccolta di poesie di Emilio Gerardo Giugliano

Le suggestioni di un poeta che considera le poesie come il vento. E Il vento è solo un capriccio (Altrimedia) è il titolo della nuova raccolta di liriche di Emilio Gerardo Giugliano, un poeta che nei suoi versi rappresenta soprattutto la quotidianità, con tutte le sfumature. L’ultima presentazione in streaming del mese di Altrimedia Edizioni nell’ambito del Maggio dei Libri ha riguardato proprio Il vento è solo un capriccio. Dopo l’introduzione di Gabriella Lanzillotta, Giugliano è stato intervistato dalla scrittrice Annalisa Giuliani (autrice della prefazione dell’antologia)

“Abbiamo bisogno di riappropriarci della poesia, della parola bella, della parola lieta. – ha affermato Giuliani – Il vento è un elemento che ritorna molto spesso nei tuoi versi.”

“Per me la poesia è espressione assoluta di libertà – ha sottolineato l’autore – e se dovessi pensare a un elemento che rappresenta questa libertà è il vento.”

Secondo la Giuliani Il vento è solo un capriccio è “una raccolta che racconta ciò che c’è e ciò che manca e che celebra la pienezza della vita che si rivela nella domanda di bimba in una notte di pallida luna o in un conto alla rovescia che si conclude con una sola volta ma che ha il valore del per sempre”.

Lo sguardo di Giugliano cattura sensazioni, gesti, paesaggi. La realtà non è interpretata, è semplicemente catturata e descritta con “gli occhi dell’anima”.
Quelle racchiuse ne Il vento è solo un capriccio sono liriche delicate, spesso intimiste, nelle quali trova ampio spazio lo stupore per la bellezza della natura e la ricchezza  infinita delle piccole cose.

Emilio Gerardo Giugliano è nato a Venosa (Pz) il 12 maggio 1966. Si è laureato in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Bari. Vive e lavora a Potenza occupandosi di formazione professionale e di finanza agevolata. Opera da oltre 20 anni nel volontariato internazionale ed ha maturato esperienze di cooperazione in Africa ed in America Latina. Ha contribuito all’organizzazione di Premi Letterari  e Cinematografici. Coltiva la passione per la Poesia e la letteratura. Ha già pubblicato le raccolte Trasparenze, Fili di canapa, Succede di Notte. Per Altrimedia ha pubblicato, nel 2017, la raccolta Questione di prospettive.

Un commissario sui generis sulle tracce di serial killer: "Dalla parte dell'assassino", il nuovo giallo di Pietro De Sarlo

Un commissario sui generis sulle tracce di serial killer: “Dalla parte dell’assassino”, il nuovo giallo di Pietro De Sarlo

Affari loschi, colletti bianchi, un serial killer che tiene sotto scacco Roma  e un commissario sui generis sulle sue tracce. Ma, a conoscere le motivazioni dell’omicida, sicuramente i punti di vista cambierebbero. Si intitola Dalla parte dell’assassino (Altrimedia Edizioni) il nuovo giallo firmato da Pietro De Sarlo e presentato in streaming dalla casa editrice materana nel corso della rassegna “Il Maggio dei Libri”. Dopo l’introduzione della direttrice editoriale di Altrimedia, Gabriella Lanzillotta, il giornalista Sergio Palomba ha intervistato l’autore.

La sfida serrata tra il misterioso serial killer e l’eclettico commissario Schietroma del Tuscolano X si svolge sullo sfondo della capitale e nell’attualità più stretta: la corruzione su più livelli, il sesso in cambio di favori, il potere ottenuto illecitamente, i reati ambientali.

Molto ben strutturato, con personaggi caratterizzati con cura, Dalla parte dell’assassino è un giallo per niente scontato nel suo intreccio, in grado di delineare un quadro moralmente deplorevole e purtroppo realistico dell’Italia.
Da apprezzare il ritmo della narrazione, i dialoghi brillanti e l’originalità delle situazioni descritte.

Spicca la figura del commissario, un uomo brusco, cinico, disilluso, con il vizio del fumo e la passione segreta dei tarocchi.

Pietro Francesco Maria De Sarlo è nato a Napoli il 2 aprile 1956 da famiglia di origini lucane.
Laureato alla Sapienza in Ingegneria, ha un lungo passato manageriale esercitato ai massimi livelli in società italiane ed estere. In tale ambito, come presidente della Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus, ha promosso diversi interventi a favore della cultura tra cui le borse di studio per dottorati di ricerca in materie umanistiche.
Oltre ad alcuni saggi di natura economica, ha pubblicato il primo romanzo nel novembre 2016, L’Ammerikano (premio della giuria al concorso Argentario 2017 e premio San Salvo – Artese, sempre nel 2017, riservato alle opere prime).
È appassionato di vela, sci e motociclismo.
Gestisce il blog http://pietrodesarlo.altervista.org/

Con Elena e Sara Pellicoro tra i segreti della calligrafia

Con Elena e Sara Pellicoro tra i segreti della calligrafia

Riscoprire il piacere di scrivere… rigorosamente a mano.

Dopo aver assistito alla presentazione in diretta streaming di Calligrafia. La via della scrittura (Altrimedia Edizioni), per tanti sarà stato inevitabile prendere la penna, spinti dall’entusiasmo con cui le autrici, Elena e Sara Pellicoro, hanno condotto il pubblico in un mondo affascinante popolato da pennini, inchiostri e una grafia impeccabile. La calligrafia è una vera e propria arte e sono stati necessari ben tre anni a Elena e Sara per completare questo piccolo capolavoro, come lo ha definito la direttrice editoriale di Altrimedia Edizioni Gabriella Lanzillotta.

“Calligrafia è il risultato di un lungo lavoro di sintesi, perché sulla calligrafia si potrebbero scrivere (e sono stati scritti) numerosi libri e manuali.
– sottolineano – Noi abbiamo scelto di rivolgerci a chi non conosce la calligrafia e provare a ispirarlo. Ad accompagnarci in questo viaggio, ci sono le voci dei grandi calligrafi Georgia Angelopoulos, Luca Barcellona, Ewan Clayton, Yves Leterme, Laurent Pflughaupt e Carl Rohrs. E poi insegnamenti pratici, esercizi, notizie storiche, aneddoti e naturalmente tante immagini, perché le immagini sono il vocabolario di un calligrafo. La parola calligrafia, il kalòs grafein greco, la bella scrittura, non riesce da sola a evocare l’universo che racchiude. È una parola che fa pensare al passato, agli esercizi con il pennino che sporcavano le dita di inchiostro, a un mondo che non esiste più. Molto lontano da quei banchi di scuola, la calligrafia è oggi un mondo dinamico, fatto di persone spesso diverse tra loro, per età e formazione, che si incontrano per condividere e approfondire una passione, un percorso di ricerca. La calligrafia è un luogo di contatti e di scambi, anche tra discipline: i confini con la pittura o con la grafica sono sottili e ciascuno entra in questo mondo attraverso un percorso personale, incontrando il piacere della concentrazione, della meditazione, del ritmo che dal cuore e dalla mente passa al foglio. Un’esperienza affascinante”.

Elena Pellicoro, artigiana prima che artista, si specializza e lavora a lungo nell’ambito della decorazione murale. L’incontro con la calligrafia spingerà il suo lavoro in una direzione diversa. È fortemente attratta dalle tecniche di lavorazione della carta ‒ intagliata, sbalzata, piegata ‒ che impiega
nelle sue opere.

Per Sara Pellicoro i viaggi avventurosi via terra sono la sua palestra per il lettering e il disegno, che prendono vita nei suoi taccuini da tutto il mondo. Lo studio della calligrafia antica (la sua passione) e la chimica (la sua professione) hanno segnato la sua via.

Per rivedere la presentazione: https://www.youtube.com/watch?v=w2cF2Mw4e0k

Verso ritmi lavorativi più “umani” e momenti da dedicare a sé stessi: presentato “Il tempo non è denaro” di Giorgio Maran

Verso ritmi lavorativi più “umani” e momenti da dedicare a sé stessi: presentato “Il tempo non è denaro” di Giorgio Maran

Basterebbero poche misure per modificare sensibilmente la qualità delle nostre vite. In primis, riequilibrare tempo di vita e tempo di lavoro intervenendo sull’orario di lavoro. È proprio partendo da questi presupposti che Giorgio Maran ha scritto Il tempo non è denaro. Perché la settimana di 4 giorni è urgente e necessaria (Altrimedia Edizioni). Il volume è stato presentato nel pomeriggio dalla casa editrice materana in diretta streaming sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/altrimediaedizioni/ e sul canale You Tube https://www.youtube.com/user/altrimediaedizioni all’interno del cartellone del Maggio dei Libri.

Dopo i saluti della direttrice editoriale di Altrimedia, Gabriella Lanzillotta, l’editore Vito Epifania ha intervistato l’autore. È intervenuta la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein che ha firmato la prefazione.

Dalle parole di Maran, “viviamo nella società più produttiva e prospera della storia umana, ma per qualche motivo perseveriamo in un modello di produzione e consumo che prevede lo sfruttamento fino allo sfinimento di tutte le risorse: naturali e umane. Molte persone vedono un aumento e un’intensificazione dei tempi di lavoro, troppe altre l’esclusione dal lavoro e, spesso, dall’accesso alla società. Aznar la definisce la «società duale, in cui la metà degli individui lavora troppo e l’altra metà non lavora affatto».
È necessario spalmare gli aspetti negativi del lavoro su un numero maggiore di persone e condividerne gli effetti positivi. Ridurre gli orari, e quindi redistribuire il lavoro, significa liberare tempo di vita. L’obiettivo è quello di lasciare spazio anche ad aspetti che non siano dominati dall’economico, spazio cioè a tutto ciò che non risponde alle logiche del mercato e del denaro”.

Maran, con uno stile semplice e diretto e con il supporto di una vasta bibliografia in materia, ha esposto una innovativa proposta che offrirebbe ritmi lavorativi più “umani” e, soprattutto, permetterebbe di riappropriarsi di momenti da dedicare a sé stessi.

In questo volume l’autore è riuscito a superare risposte semplicistiche, spaziando dalla sociologia all’economia alla filosofia fino alla medicina e alla storia.
Per rivedere la presentazione: https://youtu.be/7qyPFm3LN74

Bagno di folla per la presentazione di "Matera, paesaggi dell'uomo"

Bagno di folla per la presentazione di “Matera, paesaggi dell’uomo”

Sala Levi di Palazzo Lanfranchi gremita sabato scorso a Matera per la presentazione di “Matera, paesaggi dell’uomo” (Altrimedia, a cura di Isabella Marchetta) di Michele Morelli.

Con gli autori sono intervenuti l’editore Vito Epifania e Maristella Trombetta, docente di Estetica all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

Nel volume, foto dinamiche nelle quali il paesaggio diventa tutt’uno con il turista o il materano che lo sta guardando. Sono, appunto, scorci vivi nei quali non si  procede per sottrazione, per esaltare il paesaggio, ma si lascia inalterato il contesto: i turisti, gli anziani, la mamma che cambia il bambino sullo sfondo di Lucania 61 a Palazzo Lanfranchi.
Quella catturata dagli scatti di Morelli non è una Matera immobile, “incantata”, da cartolina ma una Matera viva, che riflette “in movimento” la sua bellezza inglobando, nei suoi scenari, cittadini, lavoratori, turisti.
Un colpo d’occhio vivace e ricercato allo stesso tempo, proprio come i testi, curati dall’archeologa Marchetta, che accompagnano il lettore in un itinerario inedito alla scoperta della città dei Sassi.

Michele Morelli è un fotografo anomalo rispetto ai suoi colleghi. Il suo modo di lavorare non è mai ridondante, eccessivo, “urlato” come spesso capita quando si osservano i fotografi. E le sue foto, sempre curatissime, riescono a conservare una spontaneità di fondo che le rende autentiche.
Nel volume, a corredo delle immagini di Morelli, c’è una  “narrazione emotiva” tracciata con passione dall’archeologa Isabella Marchetta. Non poteva esserci una voce più adatta come filo conduttore alle immagini di Morelli: lo stile raffinato e la competenza fuori discussione della Marchetta hanno impreziosito “Matera, paesaggi dell’uomo”.

"Al Crocevia", appuntamento a Torino l'8 novembre con il professor Mario Chiavario

“Al Crocevia”, appuntamento a Torino l’8 novembre con il professor Mario Chiavario

 

Allievo di Giovanni Conso, professore di ruolo in vari Atenei a partire dal 1971, già presidente (dal 2002 al 2008) dell’Associazione “Gian Domenico Pisapia” che riunisce i docenti italiani di diritto processuale penale e professore emerito dell’Università di Torino: è firmato da Mario Chiavario “Al Crocevia” (Altrimedia), un volume composto da oltre ottanta articoli selezionati da un materiale cinque volte più ampio, per la maggior parte costituito da editoriali pubblicati su quotidiani a larga diffusione nazionale (Il Sole 24 Ore, La Stampa, Avvenire) anche su temi non strettamente giuridici.

Nella scelta dei pezzi si è guardato soprattutto a ciò che poteva evocare realtà e problemi tuttora attuali, messi in evidenza anche dalle premesse a parecchi degli scritti riprodotti e soprattutto dalle chiose, intendendosi il crocevia come fattore d’incontro fra percorsi, culturali e pratici, originati da punti di partenza anche assai lontani tra loro ma aperti al dialogo nel rispetto reciproco.

“Al Crocevia” sarà presentato venerdì 8 novembre alle 17 a Torino nella sala conferenze del Polo del ‘900 – palazzo San Celso in Corso Valdocco, 4A. Interverranno Marcello Maddalena, magistrato a riposo e  la storica Marta Margotti. Modera il giornalista Luca Rolandi.