Carrello

Login Cliente

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.

Password smarrita? Registrati

Dai uno sguardo al tuo carrello

Redazione

A Senise la presentazione de L’estate spezzata di Mariapaola Vergallito: la memoria del Timpone come responsabilità civile e politica

A Senise la presentazione de L’estate spezzata di Mariapaola Vergallito: la memoria del Timpone come responsabilità civile e politica

Si è svolta ieri, 14 luglio, a Senise, la presentazione del libro L’estate spezzata. Storie dalla tragedia della collina Timpone a Senise, 26 luglio 1986 di Mariapaola Vergallito, con foto di Ottavio Chiaradia, pubblicato da Altrimedia Edizioni. L’incontro, organizzato dalla testate giornalista La Siritide in collaborazione con Altrimedia Edizioni, moderato dal giornalista Angelo Oliveto, ha riportato al centro del dibattito pubblico una delle ferite più profonde della comunità senisese e della Basilicata: la frana della collina Timpone del 26 luglio 1986, che causò la morte di otto persone e la distruzione di un gruppo di case di recente costruzione. Al confronto hanno preso parte l’editrice Gabriella Lanzillotta, la presidente dell’Ordine dei giornalisti Sissi Ruggi, il vicepresidente del Consiglio Regionale della Basilicata Angelo Chiorazzo, la sindaca di Senise Eleonora Castronuovo, il professore dell’Università degli Studi della Basilicata Mario Bentivenga e una sedia vuota in ricordo dell’amcio, collega e mentore Renato Cantore (autore dlela prefazione del volume). Nel corso della serata, Gabriella Lanzillotta e Sissi Ruggi hanno sottolineato la necessità che la memoria collettiva, custodita e valorizzata nel libro, non resti soltanto esercizio del ricordo, ma diventi una guida per una politica capace di assumersi la responsabilità di dare risposte non più rinviabili. Una responsabilità che riguarda in modo diretto la Basilicata, regione segnata da un quadro di dissesto idrogeologico diffuso e strutturale come ampiamente sottolineato dagli esperti (geologi e docenti universitari) che la giornalista Vergallito ha coinvolto nella stesura del libro). Il volume di Mariapaola Vergallito nasce da un lavoro che l’ha vista impegnata circa 20 anni durante i quali ha ricostruito la vicenda attraverso la raccolta, puntuale e certosina,di rassegna stampa, interviste e testimonianze. L’obiettivo dichiarato dall’autrice è quello di cristallizzare la storia della frana di Senise, i momenti salienti di quelle ore e di quei giorni concitati, con uno sguardo rivolto al futuro e alla tutela del territorio, senza mai dimenticare il fattore umano. La presentazione ha evidenziato proprio questo doppio registro: da un lato il dovere di restituire voce alle vittime, ai sopravvissuti e alla comunità colpita; dall’altro l’urgenza di trasformare quella memoria in coscienza pubblica, prevenzione e responsabilità istituzionale. L’estate spezzata ricostruisce il contesto della tragedia del Timpone e ricorda come Senise fosse già un territorio segnato da fragilità geologiche e da precedenti fenomeni di dissesto. Nel libro si legge che la frana del 1986 si inserì in una storia più ampia di instabilità del territorio e di scelte urbanistiche che impongono ancora oggi una riflessione seria sul rapporto tra comunità, ambiente e sicurezza. «La memoria non può essere un rito sterile — è il messaggio emerso dall’incontro — ma deve diventare responsabilità: verso chi non c’è più, verso chi ha vissuto quella tragedia e verso le generazioni future». La serata di Senise ha così confermato il valore civile del lavoro di Mariapaola Vergallito: un libro che non si limita a raccontare una tragedia, ma invita a interrogarsi su ciò che resta da fare perché il ricordo diventi impegno concreto, perché le parole “mai più” assumano davvero il loro significato.

SummerBook 2026 chiude con “Tradizione, emozioni e cura di sé”

SummerBook 2026 chiude con “Tradizione, emozioni e cura di sé”

Si è conclusa ieri lunedì 13 luglio la quarta e ultima serata di SummerBook 2026 – promossa da Altrimedia Edizioni in collaborazione con Diotima, Ideama, Dihub e Streamiotica, con il patrocinio del Comune di Matera e la partnership di Ego Italiano e Radio Radiosa – la rassegna culturale promossa da Altrimedia Edizioni nella sede di Via delle Arti 26, a Matera. Una serata intensa e partecipata, dedicata al tema “Tradizione, emozioni e cura di sé”, che ha unito memoria collettiva, racconto del territorio, educazione emotiva e riflessione sulla relazione tra libri, comunità e benessere. Ad aprire l’appuntamento sono stati i saluti istituzionali dell’assessora alla Cultura Simona Orsi che ha sottolineato il valore delle iniziative culturali capaci di generare partecipazione, dialogo e attenzione verso il patrimonio materiale e immateriale della città. La prima parte della serata, alle 19.30, è stata dedicata alla presentazione del volume Il pane di Matera di Massimo Cifarelli e Rosanna Roselli, a cura dell’editrice Gabriella Lanzillotta. Al dialogo ha contribuito il professor Ferdinando Mirizzi dell’Università degli Studi della Basilicata, offrendo una lettura antropologica e culturale del pane come simbolo identitario, rito quotidiano e patrimonio condiviso. Il pane, al centro del racconto, è emerso non solo come alimento, ma come segno profondo di comunità: memoria familiare, gesto tramandato, legame con la terra e con la storia di Matera. Attraverso il volume, il pubblico è stato accompagnato in un percorso che ha restituito al pane il suo valore culturale, sociale e simbolico, mettendo in luce la forza delle tradizioni quando diventano occasione di conoscenza e consapevolezza. Alle 20.30, la seconda parte della serata ha aperto uno spazio dedicato alle emozioni e alla cura di sé con la presentazione di C’era una volta una nuvola di Rossella Acito. L’autrice ha dialogato con l’editrice Gabriella Lanzillotta e con la psicologa Carmen Greco, dando vita a una riflessione delicata e profonda sul mondo interiore, sull’ascolto delle emozioni e sull’importanza di educare, fin dall’infanzia, alla consapevolezza di sé. Il libro ha offerto l’occasione per parlare di fragilità, immaginazione e crescita emotiva, mostrando come la narrazione possa diventare uno strumento prezioso per riconoscere ciò che si prova, dare nome ai sentimenti e trasformare l’esperienza personale in dialogo. Il confronto con Carmen Greco ha arricchito la presentazione con uno sguardo psicologico, evidenziando il valore della lettura come pratica di cura, relazione e accompagnamento.,La quarta serata ha rappresentato una chiusura coerente con lo spirito di SummerBook: un format che non considera il libro un oggetto statico, ma un luogo da abitare, uno spazio da cui far nascere domande, relazioni e percorsi condivisi. Dalla tradizione del pane alla cura delle emozioni, l’ultimo appuntamento ha mostrato come la cultura possa tenere insieme memoria e futuro, radici e trasformazione, comunità e interiorità. Sotto il claim “Finché c’è un libro c’è speranza”, SummerBook 2026 ha confermato la propria vocazione interdisciplinare: costruire occasioni di incontro tra libri, persone e linguaggi diversi, restituendo alla lettura il ruolo di presidio civile, educativo e umano.

SummerBook 2026, la terza serata attraversa le “Carceri visibili e invisibili” e "Giullari, poeti e danze macabre"

SummerBook 2026, la terza serata attraversa le “Carceri visibili e invisibili” e “Giullari, poeti e danze macabre”

La terza serata di SummerBook 2026 – promossa da Altrimedia Edizioni in collaborazione con Diotima, Ideama, Dihub e Streamiotica, con il patrocinio del Comune di Matera e la partnership di Ego Italiano e Radio Radiosa – svoltasi domenica 12 luglio nella sede di Altrimedia Edizioni in Via delle Arti 26, ha messo al centro uno dei temi più profondi e necessari della rassegna: “Carceri visibili e invisibili”e “Giullari, in prima serata, e Poeti e danze macabre” nella seconda parte. Un appuntamento che ha confermato la vocazione di SummerBook come spazio di confronto culturale e civile, capace di usare il libro non come semplice oggetto da presentare, ma come luogo vivo da cui far partire domande, relazioni e percorsi di consapevolezza. La prima parte della serata, alle 19.30, è stata dedicata alla presentazione di Memoria delle carceri di Cesare Cuscianna, vincitore della Sezione Poesia della VIII edizione del Premio letterario nazionale Liberalia “La Città dei Sassi”. A curare l’incontro è stata Gabriella Lanzillotta, direttrice editoriale di Altrimedia Edizioni, che ha accompagnato il pubblico dentro un dialogo sul valore della parola poetica come strumento di memoria, ascolto e responsabilità. L’incontro si è arricchito con l’intervento di DISMA ODV: il presidente Vincenzo Pace, la responsabile della redazione di “S-catenati oltre l’errore” Elena Baldassarre e la componente del Direttivo DISMA ODV, e per l’occasione lettrice di poesie, Lucia De Stefano; una presenza importante che ha portato al centro della riflessione i temi della detenzione e dell’inclusione. La presenza dell’associazione ha dato alla serata una dimensione concreta e sociale, ricordando che parlare di carcere significa interrogarsi non solo sui luoghi fisici della detenzione, ma anche sulle possibilità di reinserimento, dignità, relazione e partecipazione alla vita comunitaria. Il tema delle carceri visibili e invisibili ha permesso di ampliare lo sguardo: accanto alle carceri reali, fatte di muri e cancelli, esistono infatti forme meno evidenti di esclusione, isolamento, stigma e marginalità. SummerBook ha trasformato questa riflessione in un momento di ascolto collettivo, nel quale poesia e impegno sociale si sono incontrati per restituire complessità a un tema spesso rimosso dal discorso pubblico.,Alle 21.00, la seconda parte della serata ha lasciato spazio alla poesia, al racconto e alla favola con E cadde la notte di Maddalena Giordano, esordio letterario dell’autrice. L’incontro è stato moderato da Gabriella Lanzillotta, direttrice editoriale, con la partecipazione di Adele Paolicelli, mediatrice culturale e theatre coach di Officine Eutopia.,Con E cadde la notte, SummerBook ha accolto una voce nuova, capace di intrecciare racconto, lirismo e dimensione immaginativa. La presentazione ha offerto al pubblico un attraversamento poetico della notte non come chiusura, ma come soglia: uno spazio in cui fragilità, memoria e desiderio di trasformazione possono trovare parola.,La partecipazione di Adele Paolicelli, theatre coach di Officine Eutopia, ha aggiunto al dialogo una sensibilità culturale e teatrale, contribuendo a valorizzare il rapporto tra testo, voce e presenza scenica. La poesia è diventata così esperienza condivisa, non solo lettura, ma possibilità di ascolto e di relazione. La terza serata ha confermato uno dei tratti più significativi di SummerBook 2026: la capacità di accostare letteratura, poesia, impegno civile e linguaggi diversi, costruendo un percorso che mette al centro le domande più urgenti del presente. Questa prima edizione di “Summerbook. Finché c’è un libro c’è speranza” si chiude stasera , lunedì 13 luglio, con i temi: Tradizione, emozioni e cura di sé. L’ultima giornata si apre (ore 19:30) con i saluti del sindaco Antonio Nicoletti e la presentazione de “Il pane di Matera” di Massimo Cifarelli e Rosanna Roselli, con il contributo del professore Ferdinando Mirizzi (UNIBAS). La rassegna si chiuderà alle ore 20:30 con “C’era una volta una nuvola” di Rossella Acito, in dialogo con la psicologa Carmen Greco, per una riflessione sulle emozioni e la cura di sé. Sotto il claim “Finché c’è un libro c’è speranza”, la rassegna continua a proporre il libro come presidio di attenzione e responsabilità: uno spazio da abitare insieme, per riconoscere le fratture della società, dare voce ai margini e immaginare nuove forme di comunità.

La seconda serata di Summerbook Finché c’è un libro c’è speranza mette al centro relazioni, identità e creatività

La seconda serata di Summerbook Finché c’è un libro c’è speranza mette al centro relazioni, identità e creatività

La seconda serata di SummerBook 2026 – promossa da Altrimedia Edizioni in collaborazione con Diotima, Ideama, Dihub e Streamiotica, con il patrocinio del Comune di Matera e la partnership di Ego Italiano e Radio Radiosa – ha portato al centro della rassegna due grandi temi del nostro tempo: da un lato le relazioni, l’identità e le pressioni sociali; dall’altro il rapporto, sempre più urgente, tra creatività umana e agency artificiale generativa. Nella sede di Altrimedia Edizioni, Diotima, Ideama, Dihub e Streamiotica, in via delle Arti 26, il percorso culturale della manifestazione è proseguito confermando la sua vocazione: il libro come spazio di confronto, approfondimento e dialogo pubblico.,La serata di sabato 11 luglio si è aperta alle 19.30 con il focus su Non sposare uno coi calzini bianchi di Emma Mariani, in dialogo con Stefania Draicchio, assessora alle Pari opportunità e alle Politiche di genere del Comune di Matera e Gabriella Lanzillotta, direttrice editoriale di Altrimedia Edizioni. Un incontro che ha offerto l’occasione per riflettere sulle aspettative che attraversano la vita quotidiana, sulle forme più sottili della pressione sociale e sul modo in cui identità, relazioni e libertà personali continuano a essere temi centrali nel dibattito culturale contemporaneo.,Attraverso il libro di Emma Mariani, SummerBook ha aperto uno spazio di parola su ciò che spesso resta implicito: i modelli affettivi, gli stereotipi, le convenzioni, le richieste sociali che condizionano il modo in cui ciascuna/o costruisce sé stessa/o e il proprio rapporto con gli altri. La presenza dell’assessora Draicchio ha rafforzato il legame tra racconto letterario e dimensione civile, mostrando come la cultura possa diventare uno strumento utile per interrogare le relazioni, le pari opportunità e le politiche di genere che rimangono un termometro centrale per misurare lo stato di salute della convivenza civile. Alle 21.00, il secondo momento della serata ha spostato l’attenzione su un altro fronte decisivo dell’attualità: il confronto tra creatività umana e IA generativa. La presentazione del Piccolo manuale di meccanica irrazionale e semiotica del caos di Andrea Canepari, insieme ad Alberto Acito, CEO Ideama e socio Dihub, ha dato vita a una riflessione sul rapporto tra immaginazione, tecnologia e pensiero creativo. Il tema non riguarda soltanto gli strumenti digitali, ma il modo in cui l’essere umano continua a produrre senso in un tempo attraversato da algoritmi, automazioni e nuove forme di linguaggio. Il titolo stesso del volume di Canepari, con il suo richiamo alla meccanica irrazionale e alla semiotica del caos, ha offerto una chiave originale per affrontare una domanda sempre più presente: che cosa resta specificamente umano nel processo creativo quando l’agency artificiale entra nella scrittura, nella progettazione, nella comunicazione e nella produzione culturale? Di grande rilievo la riflessione che è stata sviluppata intorno alla differenza sostanziale tra intelligenza artificiale e agency artificiale, e della necessità di utilizzare i termini appropriati: quindi non parliamo di intelligenza ma di agente perché l’artificale assembla dati a cui accesso e non li lavora attraversoi una intelligenza.,La seconda giornata ha così confermato uno dei tratti distintivi di SummerBook: la capacità di tenere insieme libri, temi sociali e linguaggi contemporanei. Non una rassegna chiusa nella sola presentazione editoriale, ma un laboratorio culturale in cui narrativa, attualità, tecnologia e impegno civile si incontrano davanti al pubblico.,Sotto il claim “Finché c’è un libro c’è speranza”, SummerBook continua a proporre il libro come un luogo vivo: non un oggetto statico, ma un punto di partenza per riconoscere le complessità del presente e provare ad abitarle con più consapevolezza. Dopo la giornata inaugurale dedicata alla comunità, alla cura e ai nuovi linguaggi, il secondo appuntamento ha allargato lo sguardo alle relazioni e alla creatività, due campi in cui si gioca una parte importante della nostra vita personale e collettiva.,La rassegna prosegue fino al 13 luglio, con nuovi incontri e nuove voci chiamate a esplorare il rapporto tra cultura, identità, territorio e trasformazioni sociali. SummerBook 2026 si svolge a Matera, presso la sede di Altrimedia Edizioni, in Via delle Arti 26, dal 10 al 13 luglio. La rassegna propone incontri con autori, dialoghi culturali, podcast e momenti di approfondimento dedicati ai grandi temi dell’attualità sociale, dell’identità territoriale e della condivisione.

 

Al via la rassegna di Altrimedia Edizioni Summerbook Finché c’è un libro c’è speranza

Al via la rassegna di Altrimedia Edizioni Summerbook Finché c’è un libro c’è speranza

Quattro serate che riportano il libro al centro della vita personale e pubblica come cantiere per costruire co-conoscenza e comunità

Si è aperta nel segno della comunità, della cura e dell’ascolto la prima giornata di SummerBook 2026, la rassegna promossa da Altrimedia Edizioni in collaborazione con Diotima, Ideama, Dihub e Streamiotica, con il patrocinio del Comune di Matera e la partnership di Ego Italiano e Radio Radiosa. A Matera, nella sede di via delle Arti 26. Un avvio che ha dato subito forma allo spirito del progetto: non un semplice calendario di presentazioni, ma un luogo di confronto in cui il libro diventa occasione per costruire dialogo, pensiero critico e partecipazione. L’apertura delle ore 19.30 è stata affidata ai saluti istituzionali di Rita Orlando, direttrice generale della Fondazione Matera-Basilicata 2019, una presenza che ha sottolineato il valore pubblico della rassegna e il suo legame con la città, con le sue istituzioni culturali e con una visione della cultura come pratica condivisa.  A seguire, il pubblico è entrato nel cuore narrativo della serata con la presentazione de L’estate spezzata di Mariapaola Vergallito. Il libro è stato raccontato in dialogo con Angelo Chiorazzo, vicepresidente del Consiglio Regionale della Basilicata. Un confronto che ha aperto una riflessione sul modo in cui le storie individuali possono diventare materia collettiva, capace di interrogare il presente e restituire profondità alle fragilità, alle fratture e alle possibilità di ripartenza. La prima serata ha confermato anche la vocazione interdisciplinare di SummerBook, arricchendosi con la presentazione dei podcast Abitare poeticamente il design, di Silvana Kuhtz e Giuseppe L. De Bona, e Artiamo e partiamo, a cura di Monica Palumbo. La scelta di affiancare ai libri i nuovi linguaggi sonori ha reso evidente una delle direzioni più interessanti della rassegna: far dialogare editoria, voce, racconto e media contemporanei, senza separare la tradizione del libro dalle forme nuove della comunicazione culturale. Il claim “Finché c’è un libro c’è speranza” ha trovato così una prima traduzione concreta: nella possibilità di ritrovarsi attorno a una storia, di ascoltare punti di vista diversi, di abitare la periferia non come margine ma come spazio generativo. SummerBook nasce infatti con l’obiettivo di sfidare l’indifferenza e di rimettere al centro la capacità del libro di generare pensiero, relazione e senso. La giornata inaugurale ha dunque aperto un percorso che proseguirà fino al 13 luglio, attraversando temi sociali, identitari e culturali con un approccio aperto e interdisciplinare. Matera, ancora una volta, si conferma luogo capace di accogliere domande e trasformarle in occasioni di incontro.  SummerBook 2026 si svolge a Matera, presso la sede di Altrimedia Edizioni, in Via delle Arti 26, dal 10 al 13 luglio. La rassegna propone incontri con autori, dialoghi culturali, podcast e momenti di approfondimento dedicati ai grandi temi dell’attualità sociale, dell’identità territoriale e della condivisione. (Tra le immagini Foto di Enza Doria)

“Il Pane di Matera”: un viaggio tra storia, cultura e sapore presentato a Matera

“Il Pane di Matera”: un viaggio tra storia, cultura e sapore presentato a Matera

Matera celebra il suo simbolo gastronomico in una presentazione ricca di interventi, che ha esplorato il legame profondo tra il pane, la città e le sue tradizioni

Matera celebra il suo simbolo gastronomico in una presentazione ricca di interventi, che ha esplorato il legame profondo tra il pane, la città e le sue tradizioni, Il 5 giugno, il prestigioso Salone Camerale di Matera ha ospitato la presentazione del volume “Il pane di Matera. La nostra storia tra farina e Sassi” di Massimo Cifarelli e Rosanna Roselli, edito da Altrimedia Edizioni. Un evento che ha celebrato non solo un libro, ma un vero e proprio simbolo dell’identità materana, riunendo autori, istituzioni e figure di spicco del mondo culturale ed economico. La serata ha visto la partecipazione degli autori, Massimo Cifarelli, erede di una lunga tradizione panificatoria, e Rosanna Roselli, che con la sua penna ha saputo tessere la storia di famiglia e del territorio. Il loro dialogo ha guidato il pubblico attraverso le pagine del libro, ripercorrendo le tappe di un percorso che affonda le radici nel Sasso Caveoso con il nonno Antonio, attraversa la riapertura del forno nel 1980 da parte del papà di Massimo, fino ad arrivare all’innovazione e alla valorizzazione del Pane di Matera IGP nel presente. Ad arricchire il dibattito, l’intervento dell’assessore del Comune di Matera alle Attività produttive Giuliano Paterino, che ha sottolineato l’importanza del Pane di Matera non solo come eccellenza gastronomica, ma anche come motore di sviluppo economico e turistico per la città. La sua presenza ha ribadito il sostegno delle istituzioni locali alla promozione delle tipicità che rendono Matera unica nel mondo. Gabriella Lanzillotta, editore e moderatrice della serata, ha invitato Angela Martino, componente della giunta camerale, a offrire una prospettiva sul ruolo della Camera di Commercio nella tutela e nella valorizzazione dei prodotti tipici, evidenziando come il Pane di Matera sia un patrimonio da salvaguardare e promuovere a livello nazionale e internazionale. Il suo intervento ha messo in luce le strategie per sostenere le imprese locali e per garantire la qualità e l’autenticità di un prodotto così rappresentativo.,Un momento particolarmente suggestivo è stato quello dedicato alla postfazione del volume, intitolata “Suonare il pane”, curata da Patrizia Perrone. La sua riflessione ha esplorato il parallelismo tra l’arte della panificazione e la musica, suggerendo come la creazione del pane, con i suoi ritmi, le sue pause e la sua armonia di ingredienti, possa essere paragonata a una vera e propria composizione musicale. Un’interpretazione originale che ha saputo toccare le corde emotive del pubblico, elevando il pane da semplice alimento a espressione artistica e culturale. La presentazione si è conclusa con un invito sui generis a opera di due alunni dell’autrice Rosanna Roselli, insegnante della Scuola primaria, alla lettura e alla riscoperta del Pane di Matera, non solo come prodotto da gustare, ma come custode di storie, tradizioni e valori che continuano a nutrire l’anima di una città millenaria. Il volume, arricchito da contenuti multimediali accessibili tramite QR Code, si propone come uno strumento prezioso per approfondire la conoscenza di un’eccellenza che è storia, cultura e futuro.

Altrimedia Edizioni al Salone del Libro di Torino: tre presentazioni allo stand del Consiglio Regionale della Basilicata

Altrimedia Edizioni al Salone del Libro di Torino: tre presentazioni allo stand del Consiglio Regionale della Basilicata

Due giorni, tre libri, una regione che porta la propria voce letteraria al Salone Internazionale del Libro di Torino. Allo stand del Consiglio Regionale della Basilicata, Altrimedia Edizioni ha presentato in anteprima nazionale tre nuovi titoli del catalogo della casa editrice materana, con, in chiusura, le letture del terzo volume presentato “Non ha bisogno di tanta luce” di Matteo Ricca affidate all’attore e conduttore televisivo Fabio Troiano. Ad aprire il ciclo di presentazioni per Altrimedia, il 15 maggio, è stato “Il pane di Matera. La nostra storia tra farina e Sassi” di Massimo Cifarelli e Rosanna Roselli. Il volume racconta la storia di tre generazioni di fornai, la famiglia Cifarelli. Massimo Cifarelli, panettiere di terza generazione e presidente del Consorzio di Tutela del Pane di Matera IGP, ha ripercorso la storia che lo ha portato a riscoprire le origini del pane di Matera — dalla semola di grano duro lucano al lievito madre ottenuto dalla macerazione di frutta fresca, tecnica tramandata dalle donne dei Sassi — e a battersi per il riconoscimento del marchio IGP. Accanto alla voce di Massimo, quella della moglie Rosanna Roselli, insegnante di scuola primaria, che al libro ha contribuito con la sezione dedicata al pane nel tempo e con i laboratori esperienziali.

Il 16 maggio ha visto protagonisti altri due titoli Altrimedia. Il primo è “Non sposare uno coi calzini bianchi “: il nuovo romanzo di Emma Mariani tra nostalgia, amicizia e “regole di sopravvivenza” Un viaggio emozionale che parte da una capsula del tempo sepolta nel 2006 per ritrovare, diciassette anni dopo, il coraggio di essere se stesse. Una storia di “resilienza affettuosa” dedicata a chi non ha tutte le risposte, ma sa chi chiamare quando il soffitto crolla. L’autrice Emma Mariani, nata a Bergamo, lavora nel mondo della comunicazione e dell’editoria digitale è direttrice di DailyMood.it, web magazine dedicato a lifestyle, moda, food culture e tendenze contemporanee. Accanto all’attività professionale, coltiva da sempre la scrittura come forma di ricerca personale ed espressiva. Nei suoi romanzi indaga i temi dell’identità, della memoria e dei conflitti interiori, dando vita a personaggi attraversati da trasformazioni profonde e a luoghi che diventano parte viva della narrazione.

A chiudere il pomeriggio è stato “Non ha bisogno di tanta luce” di Matteo Ricca, con le letture di Fabio Troiano che hanno accompagnato la presentazione del volume in un’atmosfera capace di valorizzare la scrittura dell’autore. Matteo Ricca, originario di Rimini è un regista televisivo e di spot pubblicitari con una solida carriera alle spalle. Ha collaborato a numerosi progetti per i principali broadcaster nazionali (Rai, Mediaset, Sky, La7) e ha diretto cortometraggi pluripremiati come “Nel silenzio” (2015) e “Mia madre faceva la pittrice” (2013). Con questo esordio letterario, Ricca ha trasferito la sua capacità di “inquadrare” la realtà dalla macchina da presa alla pagina scritta, mantenendo una cifra stilistica di rara intensità. Nel corso della presentazione di “Non ha bisogno di tanta luce” sono stati esplorati i numerosi temi che emergono dai racconti che compongono la raccolta. Attraverso una scrittura asciutta e profondamente visiva, eredità della sensibilità registica dell’autore, Ricca è riuscito a trasferire anche ai presenti quel “non detto” protagonista della vita quotidiana sempre al centro della sua narrazione.

La partecipazione di Altrimedia Edizioni al Salone del Libro di Torino, nello spazio istituzionale del Consiglio regionale della Basilicata, conferma la vocazione di Altrimedia a portare fuori dai confini regionali storie, autori e cultura di un territorio spesso lontano dai grandi circuiti editoriali nazionali. Tre presentazioni che hanno unito editoria, letteratura e identità locale, con la partecipazione di un volto noto come Fabio Troiano a fare da ponte tra i testi e il grande pubblico del Salone.

Presentato "L'ultima carta" di Matteo Camerini e Maurizio Camerini

Presentato “L’ultima carta” di Matteo Camerini e Maurizio Camerini

Si è svolta giovedì 2 aprile, presso il Salone Camerale della Camera di Commercio della Basilicata di Matera, la presentazione del libro L’ultima carta di Matteo Camerini e Maurizio Camerini. A dialogare con gli autori è stata l’editrice Gabriella Lanzillotta, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta di un romanzo originale e stratificato, capace di intrecciare riflessione filosofica, distopia e dinamiche familiari. Al centro del libro vi è una domanda radicale: cosa accadrebbe se nel mondo non fosse più possibile produrre carta? Da questa intuizione prende forma una vicenda ambientata in un futuro prossimo in cui libri, giornali e ogni forma di comunicazione cartacea vengono aboliti, aprendo scenari inediti sul rapporto tra memoria, tecnologia e potere. Il protagonista, Carlo, editor di mestiere, si trova a fare i conti con la fine di un intero universo culturale e con la necessità di ridefinire se stesso, il proprio lavoro e il legame con il figlio Rocco.  Durante l’incontro, Matteo e Maurizio Camerini hanno approfondito la genesi del romanzo, nato da una scrittura a quattro mani che riflette anche il loro autentico rapporto padre-figlio e nello specifico la corrispondenza epistolare nel periodo del Covid. Una relazione che attraversa il libro e ne rappresenta uno degli elementi più intensi: il dialogo difficile tra generazioni, la distanza emotiva, la ricerca di un linguaggio comune e il bisogno di comprendersi oltre il silenzio.  Ampio spazio è stato dedicato anche alla componente distopica dell’opera, che richiama atmosfere vicine a Fahrenheit 451 e immagina un futuro dominato dal digitale, dall’intelligenza artificiale e dalla progressiva scomparsa della materialità del libro. Il cuore narrativo ruota attorno a un convegno mondiale sulla “fine della carta”, durante il quale si ipotizza la creazione di un’unica biblioteca mondiale, destinata a conservare una sola copia di ogni libro pubblicato, mentre tutto il resto verrebbe affidato alla distribuzione digitale. Nel corso della serata, Gabriella Lanzillotta ha sottolineato come L’ultima carta sia un’opera che “fa resistenza” alle semplificazioni contemporanee, proponendo una scrittura densa e capace di interrogare il lettore su temi centrali del nostro tempo: il valore della memoria, la fragilità delle relazioni, il rischio dell’omologazione tecnologica e il ruolo della letteratura nella costruzione della storia collettiva. L’incontro si è concluso con un vivace confronto con il pubblico, che ha mostrato grande interesse per un libro capace di unire riflessione culturale e tensione narrativa, confermando ancora una volta il valore delle iniziative letterarie promosse a Matera.

"L'Italia s'è desta": un viaggio nella storia che incanta Matera

“L’Italia s’è desta”: un viaggio nella storia che incanta Matera

Un pubblico attento e partecipe ha affollato venerdì 20 marzo la sala eventi dell’Hotel del Campo di Matera per la presentazione di “L’Italia s’è desta. Dal Risorgimento alla Costituzione della Repubblica italiana” (Altrimedia Edizioni), il nuovo saggio storico di Saverio Omar Ciccimarra. L’evento, moderato dall’editrice Gabriella Lanzillotta, ha offerto un’occasione preziosa per riflettere sui momenti cruciali che hanno plasmato l’identità nazionale italiana, dal 1815 al 1948. Il dialogo con l’autore è stato arricchito dagli interventi qualificati di figure di spicco del mondo scolastico e culturale locale, che hanno saputo contestualizzare e valorizzare il messaggio dell’opera. La dirigente scolastica dell’IIS Duni-Levi, Patrizia Di Franco, ha sottolineato l’importanza del volume come strumento didattico, capace di avvicinare le nuove generazioni alla complessità della storia patria, stimolando il pensiero critico e la consapevolezza civica. Ha evidenziato come il saggio di Ciccimarra, pur mantenendo un rigoroso approccio storiografico, riesca a rendere accessibili e coinvolgenti eventi e personaggi che spesso rimangono distanti dalla percezione comune. La professoressa del Liceo Classico, Maghita Palumbo, ha offerto una lettura più approfondita degli aspetti culturali e letterari legati al periodo storico trattato, evidenziando come l’arte e la letteratura abbiano accompagnato e spesso anticipato i grandi cambiamenti politici e sociali. Ha posto l’accento sulla capacità dell’autore di intrecciare la grande storia con le vicende umane e altre discipline rendendo il racconto vivido e appassionante. Particolarmente toccante è stato l’intervento dell’ex studente Pippo Sambogna, che ha portato la prospettiva delle nuove generazioni, dimostrando come la storia, se ben raccontata, possa ancora parlare ai giovani, offrendo chiavi di lettura per il presente e spunti per costruire il futuro. Sambogna ha evidenziato come il libro di Ciccimarra riesca a colmare un vuoto, fornendo una narrazione completa e sfaccettata di un periodo fondamentale per la comprensione dell’Italia contemporanea. Saverio Omar Ciccimarra, dialogando con i relatori e il pubblico, ha ribadito la sua intenzione di offrire non solo una ricostruzione storica, ma un invito a interrogare il passato per comprendere i “nodi irrisolti” dell’epoca odierna. Ha sottolineato come la nascita della Repubblica e l’entrata in vigore della Costituzione abbiano rappresentato il culmine di una lunga “spinta morale e civile” iniziata con il Risorgimento, un’eredità che è nostro dovere conoscere, preservare e tramandare. La presentazione si è conclusa con un caloroso applauso, a testimonianza del successo dell’evento e dell’interesse suscitato da un’opera che si conferma un contributo significativo alla riflessione sulla storia e sull’identità italiana.

Matera accoglie la prima nazionale di "Barone per un giorno": successo per il nuovo romanzo di Giuseppe Dalessandro

Matera accoglie la prima nazionale di “Barone per un giorno”: successo per il nuovo romanzo di Giuseppe Dalessandro

Grande partecipazione e interesse a Matera per la prima nazionale di “Barone per un giorno”, il nuovo romanzo di Giuseppe Dalessandro, presentato il 14 marzo presso l’Hotel del Campo con l’intervento dell’autore e dell’editore intervistati dalla giornalista Sissi Ruggi. L’incontro  ha segnato il debutto ufficiale del libro, secondo capitolo della serie dedicata alle indagini del giornalista Luca Laudadio. Un pubblico attento e partecipe ha seguito il dialogo con l’autore, che ha approfondito genesi, temi e sviluppi narrativi dell’opera. Al centro del romanzo, una vicenda che prende avvio durante una rievocazione storica, dove un delitto improvviso incrina l’equilibrio della comunità. Da qui si snoda un racconto che intreccia indagine giornalistica, memoria e dinamiche sociali, restituendo uno spaccato lucido e talvolta ironico della provincia italiana. Nel corso della presentazione, Dalessandro ha sottolineato il ruolo del protagonista, Luca Laudadio, come osservatore critico della realtà: un personaggio che, tornando nei luoghi delle proprie origini, si confronta non solo con un caso da risolvere, ma anche con un percorso personale di consapevolezza., Ampio spazio è stato dedicato anche al rapporto tra scrittura e realtà, con riflessioni sul valore del giornalismo narrativo e sulla capacità della letteratura di indagare le contraddizioni del presente. Il confronto con il pubblico ha arricchito l’incontro, trasformandolo in un momento di dialogo vivo e partecipato. La serata ha confermato il crescente interesse per la narrativa polar contemporanea e per un autore che, attraverso “Barone per un giorno” riesce a coniugare tensione narrativa e profondità di analisi sociale. Un esordio nazionale riuscito, che apre ora il percorso del libro verso nuove tappe e presentazioni.