La memoria di una comunità, il valore della testimonianza e la responsabilità di non lasciare che il tempo trasformi una tragedia in oblio. Sono stati questi i temi al centro della presentazione di L’estate spezzata. Storie dalla tragedia di collina Timpone a Senise, 26 luglio 1986, il volume di Mariapaola Vergallito pubblicato da Altrimedia Edizioni. All’incontro sono intervenuti con l’autrice Valentina Viola, sindaca di Chiaromonte; Rosa Ciminelli, responsabile della Biblioteca comunale “Giovanni Percoco”; Filippo Gazzaneo, scrittore, e Vito Epifania per Altrimedia Edizioni. Le letture sono state curate da Francesco Ciminelli, contribuendo a restituire alla serata la dimensione emotiva delle storie raccolte nel libro. Il volume prende le mosse dalla frana che, all’alba del 26 luglio 1986, travolse la collina Timpone di Senise, provocando otto vittime e segnando profondamente la comunità locale e l’intera Basilicata. Mariapaola Vergallito ricostruisce quelle ore drammatiche e i giorni successivi attraverso la rassegna stampa dell’epoca, documenti, interviste realizzate dal 2006 in poi e testimonianze raccolte nel corso degli anni. Il libro non si limita alla cronaca del disastro. Dietro i numeri della tragedia emergono persone, famiglie, bambini, progetti e vite spezzate. La ricostruzione restituisce il dolore dei sopravvissuti, il lavoro dei soccorritori, le reazioni della comunità e le conseguenze che continuarono a pesare nel tempo, mantenendo al centro il fattore umano. Nel corso della presentazione è stato sottolineato come L’estate spezzata sia anche un’opera di memoria civile. Il racconto nasce infatti dalla necessità di contrastare quella terza fase che spesso segue ogni tragedia: dopo il cordoglio e la rabbia, il rischio dell’oblio. Conservare le testimonianze significa dare un nome alle vittime, riconoscere la sofferenza di chi è rimasto e impedire che le responsabilità vengano cancellate dal trascorrere degli anni. La prefazione del giornalista Renato Cantore inquadra il lavoro di Vergallito come un esempio di “giornalismo civile”: una narrazione rigorosa, attenta ai cittadini, ai diritti e alla partecipazione democratica. La ricostruzione storica diventa così anche uno strumento per interrogare il presente e per dare voce a persone e comunità che rischiano di restare ai margini dell’informazione. Un’attenzione particolare è stata dedicata al rapporto tra la tragedia del Timpone e la fragilità del territorio. Nel volume, il caso di Senise viene letto non soltanto come un evento del passato, ma come un monito sulla necessità della prevenzione, della conoscenza geologica, della manutenzione e di una pianificazione capace di ascoltare i segnali del suolo. La parte dedicata al dissesto idrogeologico amplia il significato della vicenda e richiama la responsabilità delle istituzioni e dei cittadini. La sicurezza non può essere affidata soltanto agli interventi successivi all’emergenza: richiede monitoraggio, informazione, competenze tecniche e scelte pubbliche coerenti con la vulnerabilità dei territori. Il libro conserva anche la memoria della vita quotidiana di Senise prima della frana, di una comunità sospesa tra il mondo contadino e le trasformazioni portate dalla modernizzazione. Attraverso fotografie, documenti e racconti personali, il volume ricostruisce un paesaggio umano e sociale nel quale il destino delle famiglie si intreccia con quello della collina e del paese. Le letture di Francesco Ciminelli hanno accompagnato il percorso della serata, dando voce alle pagine dedicate alle vittime, ai sopravvissuti e alle testimonianze di chi ha continuato a vivere con il peso di quella notte. La parola letteraria e la lettura pubblica hanno così rafforzato il valore dell’incontro come momento di ascolto e partecipazione. La presenza della sindaca Valentina Viola, della responsabile della Biblioteca comunale “Giovanni Percoco” Rosa Ciminelli, dello scrittore Filippo Gazzaneo e di Vito Epifania ha contribuito a costruire un confronto tra istituzioni, cultura, editoria e territorio. La presentazione ha mostrato come un libro possa diventare uno spazio condiviso per riflettere sulla storia locale e sulle responsabilità che riguardano il futuro delle comunità. Con L’estate spezzata, Mariapaola Vergallito consegna ai lettori un lavoro nato da anni di ricerca e da un coinvolgimento personale profondo. La sua è una scrittura che unisce documentazione e partecipazione, memoria e impegno, con l’obiettivo di tenere insieme il ricordo dei morti e la tutela dei vivi. (Photo Copyright @Enza Doria)













