La terza serata di SummerBook 2026 – promossa da Altrimedia Edizioni in collaborazione con Diotima, Ideama, Dihub e Streamiotica, con il patrocinio del Comune di Matera e la partnership di Ego Italiano e Radio Radiosa – svoltasi domenica 12 luglio nella sede di Altrimedia Edizioni in Via delle Arti 26, ha messo al centro uno dei temi più profondi e necessari della rassegna: “Carceri visibili e invisibili”e “Giullari, in prima serata, e Poeti e danze macabre” nella seconda parte. Un appuntamento che ha confermato la vocazione di SummerBook come spazio di confronto culturale e civile, capace di usare il libro non come semplice oggetto da presentare, ma come luogo vivo da cui far partire domande, relazioni e percorsi di consapevolezza. La prima parte della serata, alle 19.30, è stata dedicata alla presentazione di Memoria delle carceri di Cesare Cuscianna, vincitore della Sezione Poesia della VIII edizione del Premio letterario nazionale Liberalia “La Città dei Sassi”. A curare l’incontro è stata Gabriella Lanzillotta, direttrice editoriale di Altrimedia Edizioni, che ha accompagnato il pubblico dentro un dialogo sul valore della parola poetica come strumento di memoria, ascolto e responsabilità. L’incontro si è arricchito con l’intervento di DISMA ODV: il presidente Vincenzo Pace, la responsabile della redazione di “S-catenati oltre l’errore” Elena Baldassarre e la componente del Direttivo DISMA ODV, e per l’occasione lettrice di poesie, Lucia De Stefano; una presenza importante che ha portato al centro della riflessione i temi della detenzione e dell’inclusione. La presenza dell’associazione ha dato alla serata una dimensione concreta e sociale, ricordando che parlare di carcere significa interrogarsi non solo sui luoghi fisici della detenzione, ma anche sulle possibilità di reinserimento, dignità, relazione e partecipazione alla vita comunitaria. Il tema delle carceri visibili e invisibili ha permesso di ampliare lo sguardo: accanto alle carceri reali, fatte di muri e cancelli, esistono infatti forme meno evidenti di esclusione, isolamento, stigma e marginalità. SummerBook ha trasformato questa riflessione in un momento di ascolto collettivo, nel quale poesia e impegno sociale si sono incontrati per restituire complessità a un tema spesso rimosso dal discorso pubblico.,Alle 21.00, la seconda parte della serata ha lasciato spazio alla poesia, al racconto e alla favola con E cadde la notte di Maddalena Giordano, esordio letterario dell’autrice. L’incontro è stato moderato da Gabriella Lanzillotta, direttrice editoriale, con la partecipazione di Adele Paolicelli, mediatrice culturale e theatre coach di Officine Eutopia.,Con E cadde la notte, SummerBook ha accolto una voce nuova, capace di intrecciare racconto, lirismo e dimensione immaginativa. La presentazione ha offerto al pubblico un attraversamento poetico della notte non come chiusura, ma come soglia: uno spazio in cui fragilità, memoria e desiderio di trasformazione possono trovare parola.,La partecipazione di Adele Paolicelli, theatre coach di Officine Eutopia, ha aggiunto al dialogo una sensibilità culturale e teatrale, contribuendo a valorizzare il rapporto tra testo, voce e presenza scenica. La poesia è diventata così esperienza condivisa, non solo lettura, ma possibilità di ascolto e di relazione. La terza serata ha confermato uno dei tratti più significativi di SummerBook 2026: la capacità di accostare letteratura, poesia, impegno civile e linguaggi diversi, costruendo un percorso che mette al centro le domande più urgenti del presente. Questa prima edizione di “Summerbook. Finché c’è un libro c’è speranza” si chiude stasera , lunedì 13 luglio, con i temi: Tradizione, emozioni e cura di sé. L’ultima giornata si apre (ore 19:30) con i saluti del sindaco Antonio Nicoletti e la presentazione de “Il pane di Matera” di Massimo Cifarelli e Rosanna Roselli, con il contributo del professore Ferdinando Mirizzi (UNIBAS). La rassegna si chiuderà alle ore 20:30 con “C’era una volta una nuvola” di Rossella Acito, in dialogo con la psicologa Carmen Greco, per una riflessione sulle emozioni e la cura di sé. Sotto il claim “Finché c’è un libro c’è speranza”, la rassegna continua a proporre il libro come presidio di attenzione e responsabilità: uno spazio da abitare insieme, per riconoscere le fratture della società, dare voce ai margini e immaginare nuove forme di comunità.












