Alla Villa comunale, Giuseppe Dalessandro ha dialogato con l’editore Gabriella Lanzillotta sul nuovo caso del reporter Luca Laudadio, tra indagine, ritorni e contraddizioni delle piccole comunità
Una serata dedicata alla letteratura, all’indagine e alle dinamiche sociali delle comunità dell’entroterra. Sabato 29 agosto 2026, nella Villa comunale di Accettura, è stato presentato “Barone per un giorno. Le indagini di Luca Laudadio, professione reporter” il nuovo romanzo di Giuseppe Dalessandro pubblicato da Altrimedia Edizioni. Dopo i saluti istituzionali e l’introduzione della consigliera comunale con delega alla Cultura, Marika Loscalzo, l’autore ha dialogato con la direttrice editoriale Gabriella Lanzillotta, accompagnando il pubblico alla scoperta della genesi dell’opera, dei suoi temi e del protagonista Luca Laudadio. Il confronto ha permesso di mettere in luce la duplice anima del libro. Barone per un giorno è un romanzo investigativo, costruito attorno a un omicidio consumato durante una festa di paese e una rievocazione storica, ma è anche un romanzo sociale. Il caso criminale diventa infatti il punto di partenza per osservare una comunità attraversata da tensioni, segreti, ambizioni, fragilità e legami difficili da sciogliere. Al centro della narrazione torna Luca Laudadio, giovane reporter d’inchiesta già protagonista di Teorema Boikena. Dopo sei mesi trascorsi lontano dal proprio paese e dai ricordi di una relazione conclusa tra incomprensioni e silenzi, Luca rientra nei luoghi da cui era partito. Ad attenderlo trova un nuovo delitto, avvenuto nel cuore di una manifestazione collettiva che, dietro la spettacolarità dei costumi e della rievocazione, lascia emergere le contraddizioni della vita locale. L’indagine condotta da Luca, insieme al fidato maresciallo Nicola Melucci, si sviluppa così su più livelli. Alla ricerca del responsabile si affianca quella, più intima, di un uomo costretto a confrontarsi con le proprie ferite, con il significato del ritorno e con la distanza tra ciò che era prima di partire e ciò che è diventato. Il giornalismo investigativo rappresenta per il protagonista uno strumento per avvicinarsi alla verità, ma anche un modo per continuare a interrogare sé stesso. Nel dialogo tra Dalessandro e Lanzillotta è emersa proprio la capacità del romanzo di utilizzare il mistero per raccontare altro: le relazioni tra gli abitanti, il bisogno di riconoscimento, il peso delle apparenze, la solitudine e le difficoltà dei piccoli centri. La comunità non costituisce semplicemente lo sfondo dell’indagine, ma assume il ruolo di un personaggio collettivo, con le proprie memorie, i rituali, le divisioni e il desiderio di resistere alle partenze e alle tentazioni di altrove. La rievocazione storica intorno alla quale prende forma il delitto diventa, in questa prospettiva, una lente attraverso cui osservare la società contemporanea. Dietro l’immagine festosa del paese affiorano rapporti di potere, interessi personali, aspettative economiche, dinamiche politiche e sentimenti privati. Dalessandro costruisce un microcosmo narrativo nel quale realtà e finzione si alimentano reciprocamente, restituendo il ritratto di un territorio riconoscibile pur all’interno di una storia dichiaratamente letteraria. Barone per un giorno può essere letto indipendentemente dal precedente romanzo, ma rappresenta anche una nuova tappa nel percorso umano e professionale di Luca Laudadio; chi ha già incontrato il reporter in Teorema Boikena ne riconoscerà l’inquietudine, il fiuto investigativo, la riservatezza e la ricerca ostinata della verità. Chi comincia da questa storia troverà invece un protagonista complesso, leale e vulnerabile, capace di indagare gli altri mentre prova faticosamente a ricomporre i frammenti della propria esistenza. La presentazione nella Villa comunale ha offerto quindi l’occasione per riflettere sul rapporto tra letteratura e territorio, tra racconto investigativo e osservazione sociale; attraverso il dialogo con l’autore, il libro si è rivelato non soltanto come una storia costruita intorno a un delitto, ma come un viaggio nelle zone più profonde delle persone e delle comunità: quei luoghi nei quali la ricerca della verità, dei fatti come dei sentimenti, finisce sempre per chiedere un prezzo.


