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Per amare i pipistrelli bisogna andare oltre le apparenze: presentato a Matera il volume di Pier Paolo De Pasquale

Per amare i pipistrelli bisogna andare oltre le apparenze: presentato a Matera il volume di Pier Paolo De Pasquale

Morbidi orsacchiotti volanti o animaletti assetati di sangue? Dolcissimi o crudeli, da sempre nell’immaginario collettivo evocano però soprattutto ribrezzo, complice anche una certa filmografia che non li ha mai aiutati a essere considerati sotto una luce diversa – il Conte Dracula è stato protagonista di 170 film e sono oltre 600 le pellicole in cui, comunque compare. Eppure, per conoscere davvero i pipistrelli, creature straordinarie, bisogna andare oltre le apparenze. In primis, i chirotteri (è questo il loro nome scientifico) hanno un ruolo ecologico di individui con il loro esercito che si ciba di notte di zanzare e farfalle notturne. Sono un terzo di mammiferi a livello mondiale, le specie italiane (ben 33) sono le più rappresentate anche se poco conosciute.

A loro Pier Paolo De Pasquale, laureato in Scienze Naturali e specializzato nello studio della chirotterofauna, ha dedicato il volume “I pipistrelli dell’Italia Meridionale” (Altrimedia) presentato nella Sala Levi di Palazzo Lanfranchi a Matera in un incontro che, in maniera semplice e coinvolgente, ha svelato aneddoti e curiosità. Al tavolo dei relatori, coordinati da Gianni Palumbo, curatore della collana di Altrimedia Edizioni “Tutta la Terra abitata”, insieme all’autore c’erano Maurizio Gioiosa, Direttore del Museo Provinciale di Storia Naturale di Foggia e Gemma Lanzo, Sindacato nazionale Critici Cinematografici.

Gabriella Lanzillotta, Direttore Editoriale Altrimedia Edizioni, ha ricordato come il volume di De Pasquale abbia contribuito a dare nuovo slancio alla collana “Tutta la Terra abitata”.

De Pasquale ha rimarcato l’importanza di preservare l’habitat dei chirotteri, specie fragilissima ma fondamentale. Anche per Gioiosa è opportuno limitare l’uso dei pesticidi dannosi per i pipistrelli, che si nutrono di insetti.

Gemma Lanzo ha affermato che i pipistrelli, presenti in tutto il mondo in leggende, racconti e poesie sono da sempre associati al buio: “Anche Dante quando si trova a parlare di Lucifero lo descrive sotto la forma di un pipistrello. E poi, nei film, dagli horror di Dario Argento a Lucio Fulci fino a Batman. Di contro, in alcune culture dell’Oriente e del Centro America il pipistrello è venerato. Esopo gli ha dedicato ben tre favole. Non solo, il chirottero ha fatto la fortuna di Strauss: “Il pipistrello” è la sua operetta più celebre.”

Sicuramente, bisogna andare oltre il loro aspetto. Lo sottolineava anche Gianni Rodari, in questi versi ricordati da Palumbo: “Indovina se ti riesce: / la balena non è un pesce / il pipistrello / non è un uccello; / e certa gente, chissà perché, / pare umana e non lo è”.

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