Si è svolta giovedì 2 aprile, presso il Salone Camerale della Camera di Commercio della Basilicata di Matera, la presentazione del libro L’ultima carta di Matteo Camerini e Maurizio Camerini. A dialogare con gli autori è stata l’editrice Gabriella Lanzillotta, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta di un romanzo originale e stratificato, capace di intrecciare riflessione filosofica, distopia e dinamiche familiari. Al centro del libro vi è una domanda radicale: cosa accadrebbe se nel mondo non fosse più possibile produrre carta? Da questa intuizione prende forma una vicenda ambientata in un futuro prossimo in cui libri, giornali e ogni forma di comunicazione cartacea vengono aboliti, aprendo scenari inediti sul rapporto tra memoria, tecnologia e potere. Il protagonista, Carlo, editor di mestiere, si trova a fare i conti con la fine di un intero universo culturale e con la necessità di ridefinire se stesso, il proprio lavoro e il legame con il figlio Rocco. Durante l’incontro, Matteo e Maurizio Camerini hanno approfondito la genesi del romanzo, nato da una scrittura a quattro mani che riflette anche il loro autentico rapporto padre-figlio e nello specifico la corrispondenza epistolare nel periodo del Covid. Una relazione che attraversa il libro e ne rappresenta uno degli elementi più intensi: il dialogo difficile tra generazioni, la distanza emotiva, la ricerca di un linguaggio comune e il bisogno di comprendersi oltre il silenzio. Ampio spazio è stato dedicato anche alla componente distopica dell’opera, che richiama atmosfere vicine a Fahrenheit 451 e immagina un futuro dominato dal digitale, dall’intelligenza artificiale e dalla progressiva scomparsa della materialità del libro. Il cuore narrativo ruota attorno a un convegno mondiale sulla “fine della carta”, durante il quale si ipotizza la creazione di un’unica biblioteca mondiale, destinata a conservare una sola copia di ogni libro pubblicato, mentre tutto il resto verrebbe affidato alla distribuzione digitale. Nel corso della serata, Gabriella Lanzillotta ha sottolineato come L’ultima carta sia un’opera che “fa resistenza” alle semplificazioni contemporanee, proponendo una scrittura densa e capace di interrogare il lettore su temi centrali del nostro tempo: il valore della memoria, la fragilità delle relazioni, il rischio dell’omologazione tecnologica e il ruolo della letteratura nella costruzione della storia collettiva. L’incontro si è concluso con un vivace confronto con il pubblico, che ha mostrato grande interesse per un libro capace di unire riflessione culturale e tensione narrativa, confermando ancora una volta il valore delle iniziative letterarie promosse a Matera.