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News

Le maschere a Teana.

Sarร  presentato domenica 11 agosto alle 20,30, a Teana, il saggio di Rosario Castronuovo, “Le mashere di Teana”, recentemente pubblicato da Altrimedia Edizioni, nella collana le podoliche diretta da Nunzio Festa.

Tutte e tutti, siete invitati a partecipare.

b!

I nostri autori premitati. A Castronuovo il "Parole e Poesia".

Oramai sarebbe da aprire una rubrica, per i tanti premi che autrici e autori targati Altrimedia Edizioni ricevono in tutt’Italia.

Rosario Castronuovo vince il premio letterario โ€œParole e Poesiaโ€ promosso a Formigine (Modena), con la pubblicazione in e-bookย di unaย raccolta di poesia dal titolo โ€œLe cittร  del mio mondoโ€.

Le maschere di Teana
la copertina delle Maschere

Presentazione dell'ultimo libro di Pierre Carniti: "La risacca. Il lavoro senza lavoro"

Lunedรฌ 24 giugno 2013 ore 17 presso il Palazzo della Cooperazione in Via Torino, 146 a Roma verrร  presentato l’ultimo lavoro dell’autore Pierre Carniti intitolato “La risacca. Il lavoro senza lavoro”.

Di seguito il programma dell’evento:

larisacca_copertinaSaluto di Carlo Mitra โ€ข vicepresidente nazionale Confcooperative
Presiede Mario Colombo
Modera Vittorio Sammarco โ€ข giornalista, Altrimedia edizioni

IL SENSO DEL LAVORO NELLA SOCIETA’ CONTEMPORANEA
Giovanni Serra โ€ข consigliere di amministrazione di Dignitร  del lavoro
GLOBALI E LOCALI
Fabrizio Molina โ€ข Presidente di Nessun Luogo รจ lontano
IL LAVORO E’ FINITO?
Raffaele Morese โ€ข Presidente di Koinรจ

Intervengono
Stefano Fassina โ€ข viceministro dellโ€™Economia e delle Finanze
Luigi Sbarra โ€ข segretario confederale CISL
Conclude Pierre Carniti

Per scaricare il programma completo clicca qui

Per acquistare il libro clicca qui

Un nuovo indirizzo di posta per Altrimedia edizioni

Un avviso per tutti gli utenti: a breve lo storico indirizzo <edizioni(at)altrimedia.net> sarร  chiuso.
Il nuovo indirizzo da utilizzare per informazioni e ordini รจ il seguente:
info(at)altrimediaedizioni.com
Grazie per l’attenzione.

I nostri e-pub

Dove stiamo andando?

Altrimedia Edizioni si presenta nel mercato degli e-book:
con la qualitร  il tempo passa dolcemente

MATERA – Dal primo marzo progressivamente su tutti i principali store on-line, Ibs, Bol, Apple Bookstore e tanti altri, sarร  possibile acquistare le prime versioni digitali dei libri pubblicati da Altrimedia Edizioni.

“Consapevoli, infatti, che il confronto improbabile con i colossi editoriali si gioca anche riuscendo a stare al passo con gli sviluppi della tecnologia, – fanno sapere i responsabili della casa editrice – abbiamo dare la possibilitร  a lettrici e lettori dei romanzi, dei saggi, dei libri di poesia editi da Altrimedia di accedere ancora piรน facilmente ai contenuti che vogliamo diffondere”.

“Abbiamo deciso d’iniziare dalla fine – continuano gli editori materani – ovvero portando in formato e-book gli ultimi piรน importanti titoli editi: ‘Dove stiamo andando? Democrazia e lavoro nell’etร  dell’incertezza’, raccolta di scritti di una delle figure piรน importanti del sindacato, Pierre Carniti, curata dal giornalista Vittorio Sammarco e prefatta da Gad Lerner. E poi ‘Officina Italia. La Fiat secondo Sergio Marchionne’, di Fabio Sebastiani, prefazione di Maurizio Landini. Perchรฉ riflettere su quel che ci circonda รจ il nostro obiettivo primario. Senza dimenticare che serve cercarsi nei romanzi, quindi avremo presto ‘Un albero di cachi sono stata’, di Carmen Pafundi. E molto altro ancora; fino ad arrivare alla diffusione della versione digitale dei nostri libri dedicati al territorio.

Convinti che in ogni momento e in ogni luogo, dotati come siamo degli strumenti offerti dallo sviluppo tecnologico della societร , le scelte di qualitร  diano dolcezza a un pianeta purtroppo sempre piรน amaro”.

Grazie alla piattaforma tecnologica a disposizione, Altrimedia edizioni sarร  quindi in grado di fornire progressivamente i propri ebook tramite oltre trenta piattaforme online nazionali e internazionali, in tre formati distinti: e pub (il formato standard della maggior parte degli ebook oggi in commercio), mobi (per la piattaforma kindle di Amazon) e nel classico formato pdf. Tutti i titoli saranno ricercabili attraverso diverse chiavi di ricerca e saranno resi disponibili senza alcun tipo di protezione “DRM”, ma solo con l’apposizione di un “watermark ” personalizzato, secondo la tendenza del cosiddetto “social drm” che affida la protezione del diritto d’autore non a forme stringenti di protezione da copia o uso su piรน piattaforme, ma solo tramite una marcatura che indica chi e quando ha acquistato l’opera.

Ufficio Stampa Virtuale

by Diรฒtima srl

per Altrimedia Edizioni

 

un albero di cachi sono stata_copertina978-88-96171-50-9

 

LERNER SU CARNITI

LA PREFAZIONE DIGad Lerner al libro di Pierre Carniti, “Dove stiamo andando? Democrazia e lavoro nell’etร  dell’incertezza”

Non cโ€™รจ niente da fare: Pierre Carniti era, รจ, resterร  per sempre un sindacalista. Anzi, โ€œIl sindacalista dโ€™assaltoโ€ come recita il titolo di una sua biografia pubblicata nel lontano 1976, quando non aveva ancora compiuto quarantโ€™anni, a firma di Claudio Torneo per le edizioni Sugarco, con una bella prefazione di Walter Tobagi. Non รจ affatto una diminutio sottolinearlo. Al contrario, รจ lโ€™omaggio piรน sincero che mi sento di rivolgere a una personalitร  straordinaria,
per certi versi unica nella storia del movimento dei lavoratori italiani. Un autodidatta di umili origini che ha saputo far tesoro dellโ€™esperienza maturata fin da ragazzo nel mondo degli svantaggiati che attraverso lโ€™organizzazione e la lotta per affermare i propri diritti hanno conseguito non solo un maggior grado di benessere economico e sociale, ma anche dignitร  e consapevolezza culturale. Ricordo di avere letto allโ€™epoca questa biografia alla quale Carniti
non volle collaborare, perchรฉ di carattere schivo e renitente al narcisismo, sviluppando nei suoi confronti unโ€™affettuosa ammirazione che non รจ mai venuta meno. Negli anni precedenti allโ€™uscita di quel libro le sedi della Fim Cisl erano stati luoghi ospitali e istruttivi per noi studentelli che cercavamo lโ€™incontro piรน autentico con la comunitร  operaia e la vita di fabbrica. Lรฌ, senza il filtro dellโ€™ideologia, per tanti di noi si realizzรฒ la scoperta preziosa del lavoro
manuale e dei valori di giustizia sociale che ne promanavano. A distanza di tanti anni, Carniti non puรฒ immaginare quanto me ne senta ancora debitore a lui, a Bruno Manghi, a Sandro Antoniazzi, a Franco Castrezzati e, perchรฉ no, allโ€™โ€arrabbiatoโ€ Piergiorgio Tiboni che poi avrebbe intrapreso un tragitto diverso di sindacalismo dib base. Senza dimenticare Bepi Tomai delle Acli milanesi. Non credo di offenderlo se dico che ha dato il meglio di sรฉ come sindacalista
perchรฉ la politica non avrebbe mai potuto diventare un mestiere affine alla sua indole. Me ne diede una dimostrazione straordinaria quando Bettino Craxi, affascinato dal coraggio rivelato da Carniti nella rottura con la Cgil sul punto unico di contingenza, pensรฒ di ricompensarlo facendolo nominare presidente della Rai. Lโ€™equivoco durรฒ pochi giorni: non appena soppesate le condizioni lottizzatorie cui avrebbe dovuto soggiacere, Carniti fu lesto a rassegnare le
dimissioni. Quel โ€œduroโ€ mi piaceva quando rivelava la sua tempra, lโ€™assenza di complessi di inferioritร  nei confronti dei potenti con cui doveva trattare. In anni piรน recenti, quando il mio lavoro mi portรฒ a conoscere vari esponenti della classe imprenditoriale italiana, fu un piacere ma non una sorpresa ascoltare dalla loro viva voce il riconoscimento piรน bello: non avevano mai incontrato nรฉ prima nรฉ dopo un negoziatore cosรฌ abile e snervante, capace di inchiodarli al tavolo
per nottate intere, per poi sorprenderli con smarcamenti, lotta dura, compromessi, nuovi scenari inaspettati. Sempre e solo guardando agli interessi del lavoro dipendente di cui avvertiva la rappresentanza come un dovere assoluto. Lo ha aiutato in questo percorso una concezione originale e nobile della funzione autonoma dellโ€™organizzazione sindacale, controparte non solo degli imprenditori ma anche della politica tradizionale e quindi del sistema politico. In taluni passaggi il sindacato poteva essere costretto ad assecondare delle inevitabili ritirate, pagare anche il prezzo di spaccature al suo interno, determinate per lo piรน
da interessi di partito, sempre perรฒ ricercando lโ€™unitร  del mondo del lavoro. Perchรฉ il sindacalista Carniti non era semplicemente astuto: in sintesi, lo definirei uno studioso dei rapporti di forza dotato di visione strategica dei cicli economici. In lui la tattica รจ sempre stata al servizio della strategia. Per questo credo che abbia vissuto come una tragedia storica lโ€™occasione mancata dellโ€™unitร  sindacale, un ripiegamento che i lavoratori italiani stanno ancora pagando duramente.
Perchรฉ in una societร  complessa come la nostra รจ evidente che la miopia dei gruppi dirigenti confederali, nellโ€™illusione di saper giocare di sponda con le dinamiche conflittuali della politica, ha finito per favorire lโ€™imponente smottamento di quote crescenti di ricchezza nazionale dal lavoro ai profitti e alle rendite. Lโ€™acuirsi abnorme delle disuguaglianze di reddito, cui รจ dedicato il primo saggio di questa raccolta, rappresenta lโ€™esito non scontato ma bruciante di questa occasione perduta. Ricordo che negli anni ruggenti seguiti allโ€™โ€autunno caldoโ€ del 1969 Carniti veniva apostrofato con un epiteto dispregiativo che
suppongo gli suonasse come un complimento: pansindacalista. Anche la sinistra che a parole, ma non nei fatti, aveva ripudiato la teoria della โ€œcinghia di trasmissioneโ€ con cui il sindacato doveva rimanere assoggettato alla visione โ€œsuperioreโ€ del partito, respingeva come scandalosa lโ€™idea di unโ€™organizzazione dei lavoratori votata a esprimere in proprio una visione della societร  che andava oltre la tutela degli interessi. Cosรฌ, allโ€™accusa di pansindacalismo si accoppiava
volentieri quella di spontaneismo. Dove pensate di andare voialtri, da soli, senza una guida dallโ€™alto di chi sa muoversi nelle istituzioni? Il risultato di questa scomunica รจ sotto gli occhi di tutti. Dapprima si รจ incrinata la capacitร  di rappresentanza democratica del mondo del lavoro, e quindi la sua forza contrattuale; per poi rimettere in discussione lo stesso valore della concertazione, sottraendo alle forze sociali lo spazio naturale di formulazione delle regole entro
cui esprimersi liberamente, senza che nรฉ il governo nรฉ i partiti fossero in grado di realizzare una degna supplenza su terreni che non gli sono propri. Neanche in questo libro Carniti si rassegna al distacco dello studioso. Non rinuncia alla sua militanza per la giustizia sociale, quando si misura con le dimensioni di una crisi globale nella quale il lavoro diviene sempre piรน precario, subalterno al primato della finanza e al ricatto del debito, fino a rimettere in discussione i fondamenti della democrazia economica e perfino alcuni principi di cittadinanza. Lo soccorrono in questa riflessione gli strumenti culturali appresi fin dalla Scuola Cisl di Firenze, dove giunse ventenne dalla bassa cremonese: lo studio, cioรจ, delle relazioni industriali, dellโ€™organizzazione del lavoro e delle dinamiche dellโ€™economia internazionale, approfondito senza il filtro di unโ€™ideologia falsamente messianica in cui la Classe viene idealizzata per ridurla nei fatti a strumento di lotta per il potere politico. Allโ€™epoca veniva guardata con sospetto la sociologia del lavoro dโ€™impronta anglo-sassone introdotta in Italia da studiosi non marxisti, fatta propria dalla generazione di Carniti. Ma oggi constatiamo che proprio loro – capaci allโ€™epoca di fornire un orizzonte culturale e organizzativo alle nuove leve del lavoro non piรน imperniato nelle gerarchie tradizionali dei mestieri – hanno tenuto vivi quei valori calpestati dal senso comune dominante, che la sinistra per subalternitร  e timidezza non ha saputo difendere. Tra questi valori, ne cito uno per tutti: lโ€™egualitarismo. Il pensiero
dominante ne ha tracciato caricature grossolane, quasi che il principio fondamentale dellโ€™aspirazione allโ€™uguaglianza comportasse la mortificazione delle professionalitร , la negazione del merito, lโ€™appiattimento salariale, lโ€™istigazione allโ€™ozio. Lโ€™esito รจ sotto gli occhi di tutti: nessuno potrebbe decentemente sostenere che le scandalose disuguaglianze da cui รจ lacerato il mondo del lavoro, siano il frutto di una leale competizione dei talenti, nรฉ tanto meno corrispondano alla tanto richiamata meritocrazia. Concedetemi infine un attimo di cedimento sentimentale, che rimanga come attestato di gratitudine anche se so che Pierre Carniti ne farebbe piรน che volentieri a meno. Ancor oggi udire la sua voce arrochita dai troppi sigari toscani suscita in me il ricordo emozionato
di comizi bellissimi nella nebbia padana, circondato da migliaia di tute blu con le quali si misurava alla pari, senza bisogno di indulgere alla demagogia, anzi, pronto a riversargli addosso pure le veritร  scomode; perchรฉ non occorreva il filtro di un partito per garantire la confidenza fra il rappresentante e i rappresentati, fatti della stessa pasta.