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luglio 2018

Un'autrice che scrive come se dipingesse: Carmen Pafundi e "La ragazza sull'aquilone"

Un’autrice che scrive come se dipingesse: Carmen Pafundi e “La ragazza sull’aquilone”

Scrive come se dipingesse: è questa la caratteristica dello stile di Carmen Pafundi, una caratteristica che nel romanzo “La ragazza sull’aquilone” è ancora più evidente. L’autrice di origini lucane (è nata a Pietragalla) non ha mai nascosto, infatti, la sua passione per la scrittura e la pittura.

La trama è ambientata nell’“isola degli aquiloni”, Borgo Segezia, in provincia di Foggia, dove la stessa scrittrice ha trascorso alcuni anni della sua vita. È a Segezia che è fuggito Lupo Morgante, ex professore di matematica diventato talent scout alla Morgante Edizioni, casa editrice che pubblicava fiabe e libri per ragazzi. Lì il professore aveva abitato saltuariamente cinquant’anni prima. Lupo, padre di due figli, viene raggiunto da Erminia. È la figlia con cui va meno d’accordo: lei lo ha deluso, ha scelto di fare l’autrice e l’illustratrice di fiabe. Erminia, tuttavia, ha la sensibilità giusta per parlargli, è madre di una bambina disabile ed è stata lasciata dal marito. Ha quindi quella delicatezza necessaria per tentare di ammorbidirlo.

Segezia affascina Erminia, i suoi abitanti la conquistano. La sconvolgerà, invece, la verità sul  padre, che non le aveva mai raccontato una fiaba né mai l’aveva chiamata con il suo nome, ma Bimba.

L’universo femminile e la disabilità sono le due costanti della Ragazza sull’aquilone,   un po’ come era accaduto nei suoi due romanzi precedenti, “Un albero di cachi sono stata” (Premio nazionale Ciociaria – 2014) e “Le donne della merceria Alfani” (Premio Olmo 2013).

Entrambi sono editi da Altrimedia nella collana I Narratori. Un suo racconto, “Caffè color pistacchio al profumo di gelsomino”, è incluso nell’antologia Parole di pane 2 (2014).

 

Lago Negro, i racconti di Pierpaolo Grezzi

Lago Negro, i racconti di Pierpaolo Grezzi

Intimismo e spiritualità nei racconti di Pierpaolo Grezzi sullo sfondo di un paesaggio dell’anima

Tre racconti intensi, delicati, intimisti. Sono quelli che compongono “Lago Negro” di Pierpaolo Grezzi, filosofo e scrittore di origini lucane che in questa raccolta ha accostato a un micromondo – la cittadina di Lagonegro e il suo hinterland – il mondo con tutte le sue contraddizioni. Quasi come nel realismo magico di Borges o Garcia Marquez, sono frequenti le incursioni di una spiritualità soffusa, una luce mistica e introspettiva che di colpo stravolge la quotidianità dei protagonisti.

Globale e locale si ritrovano nei tre racconti che, se da un lato sono un omaggio alla Basilicata, dall’altro mantengono una sana obiettività, non tralasciando anche aspetti poco edificanti della realtà lucana.

Con uno stile elegante e ricercato e la descrizione dei più disparati personaggi, le trame coinvolgenti sono tutte ambientate nello stesso luogo fisico – Lagonegro – che è, prima di tutto, un paesaggio dell’anima.

L’autore è laureato in Filosofia all’Università di Roma “La Sapienza”, è stato docente di Storia della filosofia araba ed ebraica nella stessa università. È coordinatore scientifico dello IASEM – Istituto Alti Studi Euro-Mediterranei. 

Ha vinto il concorso letterario “Racconti nella rete” e ha pubblicato il romanzo “Telegramma sull’essenza” (Roma 2011).

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