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2014

Sto studiando per imparare a morire sbarca in Sicilia

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI ANTONIO THELLUNG

Venerdì 21 novembre 2014 – ore 19.00
Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo
Via Siena, 1 – Catania

“Per non sprecare il tempo
che ancora gli rimane,
Antonio Thellung sta
tentando di imparare a
morire…
“Ma sono ancora lontano
dall’aver imparato. Ecco
da dove mi viene lo
stimolo a sondare la realtà
invisibile…”

Interverrà Don Salvatore Resca
Sarà presente l’Autore

copertina_thellung
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Antonio Thellung

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sto studiando per imparare a morire a Livorno

copertina_thellung
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Sarà presentato giovedì 2 ottobre alle ore 21.15,

 

nell’ambito delle iniziative legate a “Leggi un libro, gusta la vita”,

nel salone “Ablondi”, in Via Olanda 44, nel quartiere La Scopaia, a Livorno, presso la chiesa della Ss. ma Annunziata,

l’ultimo libro di Antonio Thellunt, “Sto studiando per imparare a morire” (Altrimedia Edizioni, Matera, 2014).

 

 

 

 

 

 

 

Per maggiori informazioni sul testo:

http://altrimediaedizioni.blured.biz/libri/sto-studiando-per-imparare-a-morire

Antonio Thellung

 

 

Parte il Laboratorio di scrittura di viaggio

COMUNICATO STAMPA

Diòtima presenta il “Laboratorio di scrittura di viaggio”

MATERA – 5 settembre 2014 – Diòtima srl in collaborazione con le associazioni Scuola del Viaggioe IlVagabondo è pronta per accogliere i partecipanti al Laboratorio di scrittura di viaggio, corso che si svolgerà a Matera presso gli spazi della Mediateca provinciale “A. Ribecco”, i giorni 13 e 14 Settembre, conuna durata complessiva di 12 ore.

Il lavoro sulla scrittura di viaggio si basa sull’esperienza fortemente innovativa maturata in cinque anni dalla Scuola del viaggio: un nuovo modo di vivere e raccontare il viaggio. Tutte le attività sono realizzate in forma di laboratorio, in continua interazione tra il docente e i partecipanti. Dopo una breve introduzione teorica, durante la prima giornata di laboratorio si assegnano e si discutono brevi esercizi di scrittura; durante il lavoro di “factory” si elaborano nuovamente altri contenuti, anche teorici, e si lascia che emergano temi e tecniche di narrazione utili per il lavoro di scrittura.

La giornata di sabato si conclude con l’individuazione di un progetto personale; se si hanno già dei lavori in corso (articoli, racconti), si può lavorare su questi. Altrimenti suggeriamo di pensare a un racconto di viaggio o a un reportage.

Nella mattinata di domenica si lavorerà su questi progetti: un’ora e mezza circa per scriverli o completarli e poi letture, suggerimenti, nuove idee, correzioni, miglioramenti, editing, riscrittura di parti sotto la guida del docente.

Al termine del corso ciascuno dovrebbe poter aver completato il proprio progetto o almeno aver perfezionato l’impostazione e aver chiarito le linee da seguire per il suo completamento.

L’esperienza sarà coordinata da Guido Bosticco, che nella città dei Sassi ha già curato altri laboratori di questo genere.

Le iscrizioni sono aperte fino all’11 settembre, per 25 posti a disposizione; il costo del laboratorio è di 150 euro i.i.

L’appuntamento consentirà ai partecipanti di continuare o iniziare una formazione alla scrittura, con particolare attenzione al racconto di viaggio.

per Ufficio Stampa Virtuale

Nunzio Festa

by Diòtima srl

via U. La Malfa, n. 47 – Matera

n.festa@diotimagroup.it

339/85535455

Dettagli:

Docente

Guido Bosticco (1972) tiene corsi sulla scrittura creativa e sulle professioni dell’editoria all’Università di Pavia. Ha pubblicato numerosi reportage di viaggio su quotidiani e periodici nazionali e ha realizzato diversi carnet di viaggio in forme originali. E’ autore dei volumi “Riempire i vuoti. Un manuale (soggettivo) di scrittura e comunicazione” (2007), “La tromba a cilindri. La musica, io e Pasolini” (2008), “PPP Il mondo non mi vuole più e non lo sa” (2012). Giornalista professionista, è socio fondatore di Epoché, un’agenzia che da oltre dieci anni si occupa di comunicazione culturale, politica e istituzionale e di progettazione internazionale. Viaggia, scrive e suona come e quando può.

Programma del laboratorio


Sabato 13 Settembre

Introduzioni
Che cosa è (e perché c’è) la Scuola del viaggio
Un’idea di viaggio
Scrittura e viaggio (prima, durante, dopo)
Esercitazioni

Narrazioni
L’idea e la struttura
Questioni di stile. La persona, i verbi, gli aggettivi…
Esercitazioni
La percezione. La descrizione. I personaggi e i dialoghi.
Esercitazioni

Generi: verso il proprio progetto
Scrittura creativa, scrittura giornalistica: il racconto di viaggio, il reportage, i “nuovi” carnet di viaggio, altre narrazioni.
Definizione e prima discussione dei progetti personali.


Domenica 14 Settembre

La factory (ovvero: la casa di correzione)
Lavoro al progetto: correzioni, analisi e discussioni
Suggerimenti
Lavoro al progetto: seconda stesura
Discussione
Lavoro al progetto: riscrittura, rifinitura.

Costo, numero partecipanti e luogo di svolgimento

Il costo del laboratorio sarà di € 150 i.i. da versare anticipatamente previa registrazione nella form qui in basso. A registrazione avvenuta correttamente, sarà inviata una email di conferma con le indicazioni per effettuare il pagamento. Chi effettuerà la registrazione ma non il versamento verrà automaticamente escluso dalla partecipazione al laboratorio.
Il luogo di svolgimento del laboratorio sarà la Mediateca provinciale di Matera. Il numero di partecipanti massimo sarà di 25 unità.
Le registrazioni devono pervenire entro e non oltre il giorno 11 settembre p.v.

Lavoro e crisi economica: il coraggio di pensarla diversamente…

Il libro di Pierre Carniti edito da Altrimedia presentato a Matera il 10 luglio alle ore 19.15

MATERA – 3 luglio 2014 – Crisi economica e disoccupazione sono inevitabilmente intrecciate. Le risposte delle istituzioni (nazionali e locali) alla mancanza di lavoro appaiono ancora troppo deboli e parziali.
Come ridare speranza ai giovani? Chi sente la precarietà del proprio posto di lavoro può legittimamente ipotizzare una svolta? Ma poi, in realtà, esiste ancora il mitico “posto di lavoro”? E il principio costituzionale della “giusta retribuzione” è ormai archeologia? Per non parlare dell’articolo 1 e del diritto/dovere al lavoro… Sono tutte domande che richiedono risposte alternative e non convenzionali, intelligenza e creatività, nessun cedimento alla pigrizia mentale di chi è convinto che non si possa fare altrimenti da ciò che le teorie tradizionali (dello Stato o del Mercato) hanno sempre consigliato di fare.
C’è chi, ad esempio, come Pierre Carniti, con coraggio e ostinazione, continua a parlare e a far riflettere su un principio basilare che ci ha accompagnato nel corso degli ultimi secoli: l’aumento della produttività ha consentito la generale riduzione dell’orario di lavoro. E quindi, anche ora, di fronte ad una poderosa crisi di sistema si deve procedere ad una radicale scelta: redistribuire con raziocinio e in maniera concordata il lavoro che c’è. Altro non è dato. E’ una proposta provocatoria? Forse.
L’ha scritta in due libri pubblicati per la casa editrice Altrimedia Edizioni: il primo ”Dove stiamo andando”, con la prefazione di Gad Lerner; il secondo, uscito da poco:

“La Risacca. Il lavoro senza lavoro”, prefazione di Chiara Saraceno
Ne parleranno

Giovedì 10 luglio alle ore 19.15, presso Casa Cava del Sasso Barisano, a Matera

Michele Plati, responsabile Sportello Mestieri, Matera
Giovanni Serra, presidente della Cooperativa Dignità del lavoro
Vito Verrastro, responsabile di LAVORADIO
Enzo Acito, presidente Confapi Matera

Modera Vittorio Sammarco, giornalista

Nel corso della serata sarà proiettata una video intervista rilasciata ad Altrimedia da Pierre Carniti.
L’iniziativa è inserita nell’ambito della rassegna Caviamo Cultura, in collaborazione con Consorzio Casa Cava e Onyx Jazz Club.
La risacca
Il lavoro senza lavoro

Autore: Pierre Carniti
Prefazione di Chiara Saraceno
Curatore: Vittorio Sammarco
Collana: Tempi moderni
Genere: saggistica
Editore: Altrimedia Edizioni
Anno: 2013
Pagine: 158
Formato:15×21
Allestimento: brossura con bandelle
ISBN: 978-88-96171-71-4
www.altrimediaedizioni.com

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L’addetto stampa

Nunzio Festa / Ufficiostampavirtuale
tel. 0835/1971591 – fax 0835/1971594
cell. 339/8535455
mail to: n.festa@diotimagroup.it

"Comunità, istituzioni e volontariato": i libri di Carniti all'incontro dell'ANTEAS

“Pratica di cittadinanza e Legami di comunità nel volontariato ANTEAS”, su questo tema 90 volontari, provenienti da tutti i gruppi e le associazioni dell’ANTEAS Regionale del Friuli Venezia Giulia, si sono riuniti il 21 Giugno per il consueto incontro annuale di confronto, ospiti quest’anno a San Giovanni al Natisone presso Villa De Brandis.
Nella prima parte dell’incontro Alberto Fabris, collaboratore ANTEAS, ha ricordato il significato dei percorsi di cittadinanza, un metodo che da dieci anni caratterizza l’operato ANTEAS in Friuli e che mira a far crescere nella comunità cittadini attivi, capaci di essere “protagonisti” e di migliorare il proprio territorio attraverso un impegno di solidarietà, partecipazione e volontariato insieme a tutti gli altri. A questo si è legata la presentazione sul ruolo del volontariato come costruttore di legami comunitari e volano di cambiamento culturale.
“Un ruolo che lo interroga anche sulla necessità di costruire nuovi rapporti con le istituzioni.” ha spiegato nel suo contributo Giorgio Volpe, Presidente del Comitato Regionale del volontariato “Relazioni che devono vederci non più come sudditi, ma come cittadini capaci di costruire sui territori spazi di co-progettazione”. Su questo tema è intervenuta poi anche Gabriella Totolo, responsabile dell’Ambito socio assistenziale di Cividale.
Su questi temi ci si è confrontati in quattro gruppi di lavoro dove i volontari hanno potuto evidenziare e lavorare sui punti di forza e le criticità nei rapporti con le istituzioni (sia amministrazioni comunali che servizi sociali), le associazioni e la comunità in genere, facendo emergere diverse proposte di rafforzamento dei legami partendo dall’operatività quotidiana.
Partendo dalle riflessioni dei volontari l’incontro si è concluso con le considerazioni del portavoce del Forum Regionale del Terzo settore, del segretario della FNP regionale e del vicepresidente nazionale ANTEAS, prima del momento di festa e il pranzo comune.
L’iniziativa è stata anche l’occasione per presentare e diffondere gli ultimi testi di Pierre Carniti : “La Risacca” e “Dove stiamo andando” (Altrimedia edizioni, http://altrimediaedizioni.blured.biz/.

Per maggiori informazioni vedi il sito

In libreria, un viaggio attraverso i colori…

saggio
Tutti i colori del viola

Il colore non è solo un fenomeno naturale, ma anche e soprattutto un fenomeno culturale, da esplorare nelle sue caratteristiche fisiche e chimiche, nell’aspetto fisiologico e psicologico, nella sua natura simbolica e antropologica. Questo è un viaggio attraverso il colore, che in maniera più o meno consapevole investe i gesti e le scelte della nostra quotidianità rispondendo al nostro inconscio. La strada per la comprensione del fenomeno-colore è ancora lunga e impervia. Il lettore è accompagnato attraverso lo studio, in particolare del colore viola, che da qualche anno sembra non essere solo un fenomeno passeggero o volubile, ma più un’esperienza attraverso la quale l’umanità sperimenta nuovi modi di essere e pensare. Il viola diviene così il file rouge che guida il lettore nel mondo dell’arte, della musica e della letteratura. Declinato in tutte le sue sfumature tonali, metaforiche e simboliche, il colore viola, posto al limite della scala cromatica, rappresenta l’ultimo confine di un ponte immaginario fra cielo e terra, tra il divino e l’umano. Oltrepassare questo confine, è un po’ come sfidare le leggi scritte e non scritte.

Milvia Lo Forte
Milvia Lo Forte
Tutti i colori del viola
Autore Lo Forte Milvia
Prezzo
€ 24
2014, 176 p., ill.
  (collana I saggisti)

Bianchi, Astril (Associazione studi e ricerche interdisciplinari sul lavoro), parla de La risacca, di Pierre Carniti

L’ASTRIL (Associazione Studi e Ricerche Interdisciplinari sul Lavoro) ha organizzato su iniziativa del Prof. S. Fadda un incontro/dibattito presso il Dipartimento di Economia dell’Università Roma Tre sul volume di Pierre Carniti “La risacca: il lavoro senza lavoro” con la partecipazione dell’autore, di docenti universitari e di studenti.
Il contributo allegato offre una riflessione su quanto è emerso dal dibattito.

IL LAVORO SENZA LAVORO SECONDO PIERRE CARNITI

di Giuseppe BIANCHI

L’Associazione ASTRIL (Associazione Studi e Ricerche Interdisciplinari sul Lavoro) ha organizzato il 15 marzo di questo anno un dibattito sul volume di Pierre Carniti “La Risacca: il lavoro senza lavoro” (2013, Ed. Altrimedia) presso il Dipartimento di Economia dell’Università Roma Tre.

Di questo nuovo lavoro di Carniti abbiamo avuto modo di scriverne in una precedente Nota ISRIL (n. 33-2013) per cui ora ci limitiamo a brevi osservazioni sull’incontro.

Il tema è noto: l’ormai strutturale squilibrio fra domanda ed offerta di lavoro all’origine dell’attuale insostenibile disoccupazione.

Carniti conferma una analisi, peraltro largamente condivisa tra i convenuti, che il problema dell’occupazione non è aggredibile con le flessibilità, con gli incentivi e sgravi fiscali al lavoro.

Il restringimento progressivo della base occupazionale è determinato da due eventi strutturali: la raggiunta sazietà della società dei consumi di massa nelle economie avanzate; un progresso tecnico “labor saving” che non alimenta meccanismi compensativi dal lato occupazionale, come avvenuto nelle precedenti fasi tecnologiche.

Come uscirne? Una ipotesi è una redistribuzione del reddito che corregga le attuali disuguaglianze sociali che non solo contraddicono l’equità ma rallentano i processi di sviluppo sottraendo la partecipazione di segmenti vitali della popolazione. Lasciando da parte ogni considerazione in ordine all’efficacia dei possibili interventi in tale materia, a livello di singolo paese, date le caratteristiche globali della nuova economia finanziaria, il quesito dubitativo è se tale pur auspicabile correzione, in nome di una maggiore giustizia sociale, sia di per sé sufficiente a rimettere in moto la macchina della produzione e soprattutto dell’occupazione nelle condizioni date di squilibrio fra crescita della produttività e crescita dei consumi.

Un’altra ipotesi presuppone la redistribuzione del lavoro tenendo conto di come le nuove tecnologie mettono a disposizione il tempo liberato dai processi produttivi.

Come utilizzare tale tempo? Una soluzione è quella a vantaggio dei lavoratori occupati riattivando la compensazione produttività/orari, come avvenuto nel passato, nel corso di un processo storico che ha creato condizioni di “favore al lavoro” tradotte nel rafforzamento della sua rappresentanza collettiva.

Situazione ben diversa dall’attuale ove la riduzione degli orari di lavoro viene utilizzata per contenere gli esuberi (contratti di solidarietà) e dove disoccupazione, entro certi limiti, è considerata come un “accidente” necessario per la crescita della nuova economia globalizzata.

Un’altra soluzione privilegia la collettività dei lavoratori e prefigura “una uscita dall’attuale modello lavoro-produzione-consumo tipico della società industriale” (P. Carniti).

Si presuppone il rafforzamento di una economia solidale (già in embrione) in cui lo Stato utilizza il dividendo della maggiore produttività incentivando e finanziando forme di azione collettiva (cooperative, imprese sociali) che producono beni di utilità pubblica. Il dato di partenza è che esiste una larga domanda insoddisfatta nel campo della salute, dell’istruzione, dei servizi alla persona, della valorizzazione dei beni culturali ed ambientali che l’attuale costosa macchina dello Stato non riesce a soddisfare soprattutto a vantaggio dei ceti sociali più deboli, posti alla periferia del sistema. Una vasta terra di nessuno, non appetibile ai privati né presidiata dallo Stato, che può essere recuperata all’iniziativa economica solidale a vantaggio di una nuova occupazione e a correzione delle disuguaglianze prodotte dallo stesso Stato sociale.

Ma c’è un altro campo di sperimentazione per formule imprenditoriali innovative a vantaggio di un ceto medio non tanto povero da rivolgersi alla gratuità pelosa dello Stato né tanto ricco da accedere all’offerta privata.

Ciò che sta nascendo è un “low cost” sociale, cioè imprese privato collettive che avvalendosi di strumenti finanziari già operanti nel mercato dei capitali (social bond, fondi “venture capital sociale”) forniscono prestazioni sanitarie non coperte dallo Stato (cure dentistiche), servizi agli anziani, asili nido ed altro, a costi particolarmodo vantaggiosi (30%-40% inferiori a quelli di mercato), in virtù di modelli organizzativi flessibili e di più efficaci forme di utilizzo delle costose strumentazioni tecniche. Progetti di welfare sostenuti dai contributi della società civile (banche, sindacati, singoli cittadini) attraverso la costituzione di “fondi di scopo” con cui avviare nuove imprese in grado di autosostenersi nel mercato, superata la fare di avvio.

La conclusione è che se vogliamo uscire dalle attuali strettoie occupazionali e correggere le attuali disuguaglianze sociali dobbiamo allargare la dimensione del mercato, includendo nuovi soggetti economici, che pur non perseguendo il profitto, sono in grado di produrre ricchezza ed occupazione, soprattutto rivolta alla fasce giovanili più scolarizzate.

Un mercato poco conosciuto ma vitale per le sue prospettive di crescita che va organizzato e stimolato con regolazioni appropriate come qualsiasi altro mercato.

 

Pierre Carniti (La risacca) intervistato da Radio Popolare

DOMENICA 2 marzo, su Radio Popolare, dalle 12,30

sulla frequenza 107,6 MHZ A MILANO E LOMBARDIA, in streaming su WWW.RADIOPOPOLARE.IT [1] o su satellite EUTELSAT HOT BIRD 8 – 13° EAST Frequenza: 11.541 MHZ, Polarizzazione: VERTICALE, Symbolrate: 22.000, FEC: 5/6

 

Pierre Carniti, autore per Altrimedia Edizioni de “La risacca” (prefazione di Chiara Saraceno) e “Dove stiamo andando?” (prefazione di Gad Lerner).

Il lavoro senza lavoro
La risacca