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La rivoluzione dell'automobile. Idee per un nuovo modello industriale

La rivoluzione dell’automobile. Idee per un nuovo modello industriale

È uscito in questi giorni, nella collana “Tempi moderni”, il libro di Francesco Morante La rivoluzione dell’automobile. Idee per un nuovo modello industriale. Se la motorizzazione di massa può dirsi conclusa, e lascia il posto al cosiddetto “mercato della sostituzione”, la prospettiva di una nuova (se non – per certi versi – addirittura peggiore) crisi energetica, derivante dal raggiungimento del picco della produzione petrolifera, soffia sul nostro destino per via dello sviluppo delle economie dell’Estremo Oriente. Serve un cambio di passo, è necessario immaginare grandi cambiamenti per il mondo dell’automobile. Di questa necessità, Francesco Morante ragiona nel suo significativo saggio “La rivoluzione dell’automobile” per arrivare a darci analisi e numeri dell’attualità del settore, “Idee per un nuovo modello industriale” che si realizzi in “automobili snelle”.

Perché l’industria automobilistica cresciuta, innanzitutto,  attraverso il modello Ford, “ha una pesantezza che non le consente di muoversi con agilità nel campo dell’innovazione del prodotto”. Quindi serve ripensare processi produttivi e la struttura stessa dell’automobile. “Davide e Golia”, “Il sistema di produzione”, “Il mercato europeo dell’automobile” sono i capitoli del minuzioso volume che fa il quadro d’una realtà decisamente, quanto paradossalmente difficile. “Industrie snelle”, “La Smart”, “L’automobile non è un computer” e “Tecnologie snelle” descrivono il possibile futuro, passando appunto per quel che già si sta facendo – vedi l’idea Smart insomma.

Per terminare con la “Riduzione delle emissioni di Co2” e in fine “Automobili snelle”. Quando, sostanzialmente, lo studio con la scienza trovano geografie di pensiero da proporre. L’ingegnere Francesco Morante, autore di questo saggio dotato di tutti i crismi della saggistica utile alle discussioni che devono esser fatte allora, consegna un manuale buono a migliorare la quotidianità. Per queste ragioni, Argante, presidente di Nuvolaverde e Accademia+, fra le altre cose scrive: “Ecco, l’auto non sarà più una quattroruote che si ferma ai semafori e che bisogna sistemare da qualche parte per evitare la multa, ma un luogo di mobilità connesso. La connettività (tra auto, tra auto e utente, auto e infrastruttura, auto e Internet) produrrà cambiamenti ‘radicali’ nel sistema mobilità. La macchina diventa un luogo di istruzione, lavoro, divertimento. Uno spazio personale che si muove con l’individuo. Con tutto quello che ne consegue. Per la persona ma soprattutto per il territorio quando si guarda all’insieme”.

Nel migliore dei mondi possibili, magari un giorno. Però se non vogliamo soccombere alle sole bizze del mercato e suoi gestori.

La rivoluzione dell’automobile