La rivoluzione dell’automobile

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Il mondo dell’automobile richiede grandi cambiamenti. Soprattutto in occidente, nel quale l’automobile è nata (in Europa) e si è sviluppata (Stati Uniti). Gli anni della travolgente motorizzazione di massa sono finiti e adesso il mercato è solo di sostituzione. Nello stesso tempo, la prospettiva di una nuova crisi energetica (dopo lo shock petrolifero del 1973) a causa del raggiungimento del picco di produzione petrolifera e dell’impetuoso sviluppo delle economie dell’estremo oriente (Cina e India su tutte) che richiedono risorse crescenti, necessitano di un ripensamento sull’efficienza energetica delle automobili, sui consumi, e impone l’esplorazione di applicazioni di fonti rinnovabili. La grande questione ambientale, del riscaldamento della Terra a causa di gas serra è l’altro tema che condiziona gli sviluppi prossimi futuri. L’industria automobilistica, per come si è sviluppata a partire dal modello Ford, ha una pesantezza che non le consente di muoversi con agilità nel campo dell’innovazione del prodotto. Il modello Ford è nato per produrre grandissime quantità, tutte uguali. Oggi, in occidente, occorre ripensare radicalmente i processi produttivi e la struttura dell’automobile, che è figlia di un’impostazione coerente. La snellezza comporta lo spostamento da processi estremamente articolati e complessi verso modelli estremamente più semplici, modulari, più semplici da gestire.

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