La danza continua

15,00

“Nel gennaio 1943, fui chiamato in anticipo alle armi e fui destinato al IV Genio di Casale Monferrato: eravamo centocinquanta universitari, divisi in radio–telegrafisti e in artiglieri–pontieri (esercitazioni sul Po) sistemati in una caserma costruita ai primi dell’ottocento. Tutti in una camerata unica in cui, quando alla sera si aprivano le reti, formavano quattro file di letti attaccati, ai quali si entrava dal lato corto; avevamo solo tre gabinetti alla turca aperti sullo stretto disimpegno dove si formavano tre file di quanti erano in attesa e che sollecitavano, da sopra gli sportelli a ventola, i tre “occupanti” di turno. La doccia, ogni settimana, comportava di spogliarsi, lasciando gli indumenti ammucchiati in un primo locale, e nel secondo, sotto tubi sospesi, il caporale di giornata alternava acqua bollente e gelida consentendo un lavaggio sommario”.