Carrello

2016

Il 21 Marzo nel segno del Cut-Up

Il 21 Marzo nel segno del Cut-Up

La poesia è davvero di tutti e va liberata per conviderne il potenziale di entusiasmo, delicatezza, energia, bellezza che c’è in  ognuno di noi. Tina Festa ha accompagnato i ragazzi del Liceo classico “E. Duni” di Matera, II e III B, in questo mondo dove le differenze fanno la differenza. Perché contro le discriminazioni razziali, sociali, culturali, etniche, sessuali, religiose, per combattere la mafia e i regimi occorre “praticare gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi si senso”, occorre riscoprire le nostre bellezze e quelle presenti nel mondo, serve il coraggio di ritornare a essere uomini. Perché sono le differenze il vero motore del cambiamento che segna il progresso positivo e foriero di futuro.

21 Marzo - Cut-Up e Poesia sospesa. Liberiamo la Poesia

21 Marzo – Cut-Up e Poesia sospesa. Liberiamo la Poesia

In occasione della Giornata Mondiale della Poesia, il prossimo 21 Marzo, Altrimedia Edizioni promuove, presso il Liceo classico di Matera “E. Duni”, Cut-Up e Poesia sospesa. Liberiamo la Poesia un laboratorio curato da Tina Festa, inventrice del Metodo didattico del Caviardage. “Attraverso la tecnica del Cut-Up – ha spiegato Tina Festa – realizzeremo una cartolina poetica che sarà poi “liberata”, dopo avere aggiunto un messaggio sul retro della stessa e averla indirizzata al potenziale destinatario, in libreria o nei luoghi che i ragazzi preferiranno. Tutte le cartoline liberate parteciperanno alla sfida creativa promossa sul sito internet Caviardage.it.”

Nel libro “Il Metodo Caviardage” sono racchiuse diverse tecniche di scrittura creativa poetica che aiutano a scrivere poesie e pensieri non partendo da una pagina bianca ma da testi già scritti: pagine strappate da libri da macero, articoli di giornali e riviste, ma anche testi su formato digitale. La tecnica di base si contamina con svariate tecniche artistiche espressive (quali il collage, la pittura, l’acquarello, il Cu-Up, ecc.) per dar vita a poesie visive: piccoli capolavori che attraverso parole, segni e colori danno voce ad emozioni difficili da esprimere nel quotidiano.  Può essere utilizzato per se stessi, come pratica di benessere, all’interno di percorsi scolastici e in ambiti terapeutici come in arteterapia e counseling. “Aumentano sempre più le persone che mostrano entusiasmo per questo innovativo Metodo didattico di scrittura creativa poetica.  Il Caviardage, grazie al suo semplice processo e alle sue potenzialità creative ed espressive, si sta diffondendo in Italia – ha aggiunto Tina Festa – in diversi ambiti come scuola, associazioni e biblioteche, merito anche della presenza su territorio nazionale di 56 insegnanti certificati in Metodologia Caviardage che diffondono le tecniche rispettandone filosofia di base e contenuti e del libro dedicato al Caviardage edito da Altrimedia Edizioni.” “Con questo laboratorio, incentrato su una tecnica riportata nel libro “Caviardage cercare la poesia nascosta. Il Metodo” – ha sottolineato l’editore Vito Epifania – intendiamo dimostrare, concretamente, come la poesia sia una risorsa per lo sviluppo creativo, sociale e culturale delle persone e dei territori che abitano. Il Metodo esprime il senso di una ricerca, quella che fa il piccolo editore, che guarda alle idee e ai contenuti come motore del pensiero. Qualcuno di importante ha detto che è necessario imparare a pensare, che non basta parlare per sapere, leggere per dire. Bisogna ripiegarsi sulla dimensione più vera e generosa delle cose per realizzarne un progetto valido per la comunità.”

Caviardage

La rivoluzione dell'automobile. Idee per un nuovo modello industriale

La rivoluzione dell’automobile. Idee per un nuovo modello industriale

È uscito in questi giorni, nella collana “Tempi moderni”, il libro di Francesco Morante La rivoluzione dell’automobile. Idee per un nuovo modello industriale. Se la motorizzazione di massa può dirsi conclusa, e lascia il posto al cosiddetto “mercato della sostituzione”, la prospettiva di una nuova (se non – per certi versi – addirittura peggiore) crisi energetica, derivante dal raggiungimento del picco della produzione petrolifera, soffia sul nostro destino per via dello sviluppo delle economie dell’Estremo Oriente. Serve un cambio di passo, è necessario immaginare grandi cambiamenti per il mondo dell’automobile. Di questa necessità, Francesco Morante ragiona nel suo significativo saggio “La rivoluzione dell’automobile” per arrivare a darci analisi e numeri dell’attualità del settore, “Idee per un nuovo modello industriale” che si realizzi in “automobili snelle”.

Perché l’industria automobilistica cresciuta, innanzitutto,  attraverso il modello Ford, “ha una pesantezza che non le consente di muoversi con agilità nel campo dell’innovazione del prodotto”. Quindi serve ripensare processi produttivi e la struttura stessa dell’automobile. “Davide e Golia”, “Il sistema di produzione”, “Il mercato europeo dell’automobile” sono i capitoli del minuzioso volume che fa il quadro d’una realtà decisamente, quanto paradossalmente difficile. “Industrie snelle”, “La Smart”, “L’automobile non è un computer” e “Tecnologie snelle” descrivono il possibile futuro, passando appunto per quel che già si sta facendo – vedi l’idea Smart insomma.

Per terminare con la “Riduzione delle emissioni di Co2” e in fine “Automobili snelle”. Quando, sostanzialmente, lo studio con la scienza trovano geografie di pensiero da proporre. L’ingegnere Francesco Morante, autore di questo saggio dotato di tutti i crismi della saggistica utile alle discussioni che devono esser fatte allora, consegna un manuale buono a migliorare la quotidianità. Per queste ragioni, Argante, presidente di Nuvolaverde e Accademia+, fra le altre cose scrive: “Ecco, l’auto non sarà più una quattroruote che si ferma ai semafori e che bisogna sistemare da qualche parte per evitare la multa, ma un luogo di mobilità connesso. La connettività (tra auto, tra auto e utente, auto e infrastruttura, auto e Internet) produrrà cambiamenti ‘radicali’ nel sistema mobilità. La macchina diventa un luogo di istruzione, lavoro, divertimento. Uno spazio personale che si muove con l’individuo. Con tutto quello che ne consegue. Per la persona ma soprattutto per il territorio quando si guarda all’insieme”.

Nel migliore dei mondi possibili, magari un giorno. Però se non vogliamo soccombere alle sole bizze del mercato e suoi gestori.

La rivoluzione dell’automobile

 

 

 

 

 

 

 

Altrimedia su La7 con "Cambiare marcia per creare lavoro"

Altrimedia su La7 con “Cambiare marcia per creare lavoro”

“Cambiare marcia per creare lavoro” di Nicola Cacace, pubblicato nella collana “Tempi moderni” è stato ieri al centro della rubrica di Paolo Pagliaro, all’interno del programma Otto e mezzo condotto da Lilli Gruber su La7. L’attenzione riservata al volume, un contributo lucidissimo e significativo a opera di una personalità nel modo dell’economia qual è stato e dimostra di essere tutt’ora Nicola Cacace, evidenzia la qualità di un progetto editoriale, “Tempi moderni”, al quale Altrimedia tiene molto: Una finestra sul mondo, un occhio attento per capire cosa sta accadendo alla nostra società contemporanea, quali sono le trasformazioni in corso e verso dove stiamo andando. Nelle pieghe dei fatti, nella lettura dei fenomeni, dei numeri e delle dinamiche, autori e studiosi cercano di raccontare e illustrare presente e futuro.
Con un linguaggio che non sia solo per addetti ai lavori, per esperti, ma senza neppure cadere nella trappola di una banalizzazione che alla fine lascia il lettore così come era partito. Quando invece il viaggio nella complessità di questi Tempi moderni richiede sempre un orizzonte lungo, la pazienza di chi legge senza fretta e gli strumenti adatti.

Il servizio comincia al 25° minuto, ma consigliamo di guardare tutta la puntata.

http://www.la7.it/otto-e-mezzo/rivedila7/otto-e-mezzo-27-02-2016-176073

“Questo (non) è un paesaggio" Conversazioni, immagini, letture

“Questo (non) è un paesaggio” Conversazioni, immagini, letture

Altrimedia Edizioni, sabato 27 febbraio alle ore 18.00 presso il Centro Carlo Levi, organizza un incontro sul tema  “Questo (non) è un paesaggio”. La serata, nata per riflettere sulle suggestioni e considerazioni scaturite dal volume omonimo curato da Silvana Kühtz e Francesco Marano, sarà moderato dal giornalista Pasquale Doria e vedrà la partecipazione dei curatori, dell’editore e di una parte degli autori: Nicola Capone, Sante Cutecchia, Patrizia Di Franco, Michela Frontino, Gaetano Morese, Vita Santoro e Pancrazio Toscano.In questo libro studiosi di diverse discipline e artisti intervengono sul complesso tema del paesaggio proponendo approcci di ricerca e definizioni del concetto. L’evento che ha ospitato le conversazioni e le performance è stato il convegno “Questo (non) è un paesaggio” organizzato a Matera dal Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo dell’Università della Basilicata il 22 e 23 maggio 2014.“Questo (non) è un paesaggio” raccoglie i contributi di: Franco Arminio, Carlo Bruni, Sergio Camplone, Nicola Capone, Tiziana Cardinale, Leonardo Chiesi, Emmanuele Curti, Sante Cutecchia, Nicola Di Croce, Patrizia Di Franco, Federico Faloppa, Michela Frontino, Silvana Kühtz, Franco Lai, Francesco Marano, Gaetano Morese, Thomas J. Puleo, Vita Santoro, Antonella Tarpino, Pancrazio Toscano, Ettore Vadini. I due curatori, che sono anche autori, Silvana Kühtz e Francesco Marano, chiariscono nella introduzione del volume il senso del progetto: “Prendendo spunto dalla nascita di un dipartimento universitario a Matera, il DICEM (Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo. Architettura Ambiente Patrimoni) è nato un progetto di ricerca condiviso, teso a sviluppare un dialogo tra diverse discipline e, nel contempo, creare spazi di conversazioni  e collaborazione fra territorio e  ricerca universitaria. Questo progetto, che si chiama Walking on the line (come la collana nella quale, oltre “Questo (non) è un paesaggio”, sono pubblicati “Mappare”, “Études urbaines” e “Fare a occhio”), ha ritenuto “opportuno approfondire il significato di paesaggio cui discipline diverse danno significati e forme diverse e a volte addirittura opposte.” “Tutto il percorso è stato chiamato “Questo (non) è un paesaggio”, anche per palesare il carattere provocatorio degli incontri. L’intenzione – proseguono i curatori-autori nella introduzione – che ha guidato la scelta degli interlocutori è stata la volontà di promuovere un confronto interdisciplinare sottoponendoci a uno sguardo esterno e a una riflessione generativa. Nello specifico nell’esperienza “Questo (non) è un paesaggio”, si mirava a produrre una discussione, anche appunto con il contributo di studiosi esterni. Un percorso di allontanamento dalle singole discipline e dalle loro specificità, evitando discorsi autoreferenziali.” “Perché, – parafrasando il contributo della professoressa Kühtz –  i complessi problemi ambientali e territoriali non possono risolversi segmentando un solo fattore, non è insistendo sulla riduzione delle emissioni inquinanti che si otterrà la soluzione, si tratta di trasformare le priorità politiche e del mondo degli affari. Ciò che è necessario è lavorare sulla capacità di imparare ad imparare per cambiare il nostro modo di pensare e, per dirla alla Rilke,  abitare le domande.”

Questo (non) è un paesaggio

Curatori

Silvana Kühtz

Barese, laurea al Politecnico di Bari, Phd britannico (Imperial College London), formatasi in UK, USA e Italia ha un Master in comunicazione integrata. Ricercatrice confermata all’Università della Basilicata (dove dal 2006 ha inventato e tiene il corso “Linguaggi, futuro e possibilità”) presso il Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo, è interessata a favorire il dialogo fra ambiti apparentemente molto lontani fra loro.

 

Francesco Marano

Professore associato all’Università della Basilicata, dove insegna etnografia, antropologia visuale e antropologia delle culture alimentari. Le sue ricerche trattano questioni di antropologia visuale, rapporti fra antropologia e arte contemporanea, autoetnografie e antropologia del cibo. Fra le sue principali pubblicazioni vi sono “Camera Etnografica. Storie e teorie di antropologia visuale (2007)”, “L’antropologo come artista. Intrecci fra antropologia e arte (2013)”, “Fare a occhio. Antropologia della cucina in Basilicata (2015)”.

 

“Monaci, cavalieri e pellegrini al santuario di Picciano”, presentazione a Tricarico

“Monaci, cavalieri e pellegrini al santuario di Picciano”, presentazione a Tricarico

Sabato 20 febbraio alle ore 17.00 sarà presentato a Tricarico, nel Salone degli stemmi dell’Episcopio, il volume di don Donato Giordano (Ordine di San Benedetto) “Monaci, cavalieri e pellegrini al santuario di Picciano” che ha ricevuto la segnalazione della giuria della Saggistica storica della 44^ edizione del “Premio Letterario Basilicata”. L’iniziativa, promossa dalla Diocesi di Tricarico e dalla Deputazione di Storia Patria per la Lucania, con il patrocinio del Comune di Tricarico, vedrà la presenza dell’autore don Donato Giordano e gli interventi di Cosimo Damiano Fonseca, Accademico dei Lincei; Antonio Lerra, Università degli Studi della Basilicata, e di Carmela Biscaglia, Deputazione di Storia Patria per la Lucania. Parteciperanno alla presentazione: S.E. Monsignor Vincenzo Carmine Orofino, Vescovo di Tricarico; Don Nicola Soldo, direttore dell’Ufficio per l’Arte Sacra e i Beni culturali della Diocesi di Tricarico; Don Raimondo Schiraldi OSB, Padre Priore della Comunità monastica benedettina olivetana di Picciano; Angela Marchisella, sindaco di Tricarico e Vito Epifania, editore. “In vista dell’appuntamento del 2019, – ha dichiarato l’editore Vito Epifania – il territorio, si riscopre protagonista nel duplice ruolo di: promotore e depositario di cultura. Se, infatti, il volume di don Donato è una testimonianza significativa della ricchezza del patrimonio della provincia di Matera, dall’altro è il fermento culturale che anima i piccoli centri della comunità a sostenerne la valorizzazione. Ed è in questa reciprocità che si rafforza l’identità e l’autorevolezza di una Capitale della cultura che diventa punto di riferimento per l’intero Mezzogiorno.”

 

Per acquistare il volume: https://www.altrimediaedizioni.com/shop-altrimedia/monaci-cavalieri-e-pellegrini-al-santuario-di-picciano/

Recensione “La Nuova del Sud”

Umani di Achille Monteforte, una poesia viva e vivace

Umani di Achille Monteforte, una poesia viva e vivace

Max Ponte nel suo blog “La poesia e lo spirito” dedica uno spazio delle sue “Recensioni poetiche” al nostro giovane Achille Monteforte. Perché #noicoltiviamotalenti:

Achille Monteforte, “Umani”, Altrimedia 2015. Achille Monteforte è un giovane artista e poeta, ci presenta un lavoro molto piacevole, fatto di testi da lui stesso illustrati e “fotografati”. Le parole non son un semplice accompagnamento, come spesso capita in questo tipo di operazioni, ma mantengono un livello alto, una comunicazione diretta, una poesia viva e vivace. Il mio voto è 8. Unico limite il fatto che la copertina sia avara di informazioni: è assente il nome dell’autore e non viene chiarita la natura della pubblicazione. Una bella quarta di copertina sarebbe stata necessaria. In ogni caso le mie congratulazioni. Un frammento:“Il mio cuore è un melograno da cui mangio i semi ogni giorno / così giovane, ma dai capricci rispettabilissimi / per fortuna non c’era il mare”.

https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2016/02/07/recensioni-poetiche-n7/#more-85722

Per acquistare il libro: https://www.altrimediaedizioni.com/shop-altrimedia/umani/

 

 

L'aquilone è volato alto

L’aquilone è volato alto

Una settimana per “smaltire” l’adrenalina di una presentazione all’insegna dei giovani. Grandi emozioni a Lagonegro con Carmen Pafundi e la splendida accoglienza del Monna Lisa Museum e della Pro loco, nelle persone di Donata Manzolillo e Agnese Belardi che hanno reso possibile la partecipazione di tantissimi studenti. Perché giornate così rafforzano la voglia di proseguire su una strada non sempre facile, ma di sciuro ricca di stimoli e di prospettive. Perché i libri salvano la vita e ti fanno vedere l’invisibile.

La Nuova del Sud

La ragazza sull'aquilone a Lagonegro

La ragazza sull’aquilone a Lagonegro

Sarà presentato sabato 23 gennaio alle ore 10,30, presso il centro sociale di Lagonegro, il libro di Carmen Pafundi “La ragazza sull’aquilone”. Organizzato dal Monna Lisa Museum l’incontro sarà moderato  dalla professoressa Agnese Belardi che si è impegnata per far conoscere alla sua città la terza opera della nostra Carmen.

Presenti, oltre all’editore, il sindaco di Lagonegro, Domenico Mitidieri, insieme ai dirigenti scolastici Maria Giovanna Chiorazzo e  Nicola Pongitore.