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novembre 2016

“Ti amo soltanto”, Antonio Thellung a “Siamo Noi” su TV2000

“Ti amo soltanto”, Antonio Thellung a “Siamo Noi” su TV2000

Reduce da una nuova esperienza di scrittura, anche questa intensa e delicata pubblicata ancora una volta da Altrimedia edizioni, Antonio Thellung presenta in televisione il suo “Ti amo soltanto. Non son poeta ma però”. Appuntamento fissato per lunedì 21 novembre alle ore 16.00 quando l’autore, nell’ambito della trasmissione “Siamo noi” su TV2000, porterà il proprio contributo sul tema dell’amore coniugale. Antonio Thellung, abituato ad altre arti e forme del bello, tiene a sottolineare che “non è un poeta”, ma l’impulso di scrivere in versi non si può trattenere e così nasce questa testimonianza singolare e personalissima di decenni passati tra amori e dolori, successi e delusioni, inciampi e rilanci. Uno storia in versi che racconta di un uomo che mai si arrende all’evidenza, che prova ad approfondire incertezze, a ricucire strappi e a motivare assenze. Così come le pagine di “Sto studiando per imparare a morire” incuriosiscono perché non incutono timore sull’ultimo giorno ma amore per la vita, e quelle di “Siamo forse il contrario di Dio?” ci restituiscono un nuovo approccio all’esistenza, “L’unico modo per non farsi travolgere dal buio è imparare a intrecciare insieme felicità e angoscia, è riuscire a sorridere anche con la morte nel cuore”, quelle di “Ti amo soltanto. Non son poeta ma però” ci rapiscono per la loro audacia gentile. Antonio Thellung, dunque, ci sorprende ancora una volta e libera la sua ispirazione di vita per provare a catturare una piccola risposta che, forse, ci svelerà questo lunedì 21 Novembre dalle ore 16.00 a TV2000 nell’ambito della trasmissione “Siamo noi”.

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Antonio Thellung (1931), felicemente sposato da 65 anni, padre, nonno e pluribisnonno, vive a Roma. Ha svolto numerose attività, tra le altre: scrittore, pittore, scultore, pilota d’auto, e per molti anni si è dedicato all’assistenza di malati terminali. Con Altrimedia Edizioni ha già pubblicato due volumi: Sto studiando per imparare a morire (2014) e Siamo forse il contrario di Dio? (2015). Tra le altre recenti pubblicazioni: I due cristianesimi, (La Meridiana, 2012); Una saldissima fede incerta, (Paoline, 2011); L’inquieta felicità di un cristiano, (Paoline, 2009); Elogio del dissenso, (La Meridiana, 2007); Nel nome di un Cristo clonato, (Gribaudi, 2005); e insieme a Alberto Maggi: La conversione dei buoni, (Cittadella, 2004).

 

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Presentato a Marconia "Rosa sangue"

Presentato a Marconia “Rosa sangue”

di Lino De Marsico (addetto stampa Cecam)

È stata una serata ricca di stimoli alla riflessione, quella di sabato sera, presso il Centro Culturale Ce.C.A.M di Marconia, con la presentazione di: “Rosa sangue”, prima antologia di racconti al femminile con un tema trattato, un tema forte come quello del “femminicidio”. Leggende e storie, del presente e del passato, riproposte in chiave fantastiche, storie che parlano di “femminicidio”. Edito da Altrimedia edizioni con prefazione di Daniele Giancane, la raccolta è stata curata da Donato Altomare, cui si dà il merito dell’idea di questa antologia di racconti (vincitore del premio Urania) e che ha anche curato la postfazione con una (piccola indagine storica), e Loredana Pietrafesa (vincitrice del premio Italia col romanzo – Una madrigale per morire). Di origine lucana, vive a Molfetta. Èdocente di scuola media, pianista e clavicembalista, e fa parte della redazione de “La Vallisa”, per cui collabora con recensioni, critiche e saggi. Ha pubblicato nove volumi di poesie, tre romanzi, diversi racconti e fiabe. Diciotto autrici hanno raccontato all’interno della stessa storie di femminicidi, senza scadere in descrizioni raccapriccianti, senza approfittare del gusto dell’orrido, tipici di infiniti programmi televisivi proposti e riproposti in televisione che fanno del pettegolezzo il nucleo delle loro pseudo investigare, in cerca di rivelazioni scandalose, magari soffermandosi su dettagli totalmente irrispettosi del dolore altrui. La serata introdotta e conclusa da Giovanni Di Lena (Presidente Ce.C.A.M), mentre a moderare la stessa è stato Filippo Radogna (Giornalista- Direttore del mensile “La Cupola Verde”). È intervenuta dopo i saluti anche la Vice Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Pisticci Maria Grazia Ricchiuti in rappresentanza del Comune di Pisticci, che ha spiegato come le istituzioni e la scuola siano fondamentali per gli uomini e le donne di domani. <<Non a caso in occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” del 25 novembre, il Comune di Pisticci ha organizzato un incontro abbinando allo stesso un concorso di elaborati cui i migliori saranno premiati, con la presenza delle scolaresche con: il Questore; una psicologa e una criminologa cui verrà affrontato il tema della violenza sulle donne>>. Vito Epifania editore con Altrimedia Edizioni, nel suo intervento ha voluto focalizzare la funzione di coloro che pubblicano i libri, come nel caso di Altrimedia sempre attenta ai temi con una linea editoriale profusi verso la “funzione della lettura” una funzione che ha cercato di stimolare una riflessione sul tema attraverso “il fantastico”. Da tematiche complesse si è cercato di passare da una dimensione personale diretta personale uomo/donna ad una più ampia ma anche di “responsabilità sociale”. Grazia Giannace (Vice presidente del Ce.C.A.M.) ha sottolineato invece andando indietro nel tempo quando abbia avuto inizio la violenza su le donne, quando la donna considerata “angelo del focolare” non aveva nemmeno l’anima perché impura. La violenza poi è venuta fuori quando la donna di oggi ha preso consapevolezza di se che ha messo paura agli uomini, prima forti con le donne oggi fragili, invitando le stesse donne a capire questa fragilità cercando di aiutarli. Solo un cambiamento di mentalità risulta essere la strada giusta, la vera rivoluzione fatta con un lavoro continuo, culturale, educativo, come nel caso dell’incontro pubblico di sabato a Marconia.

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L’Italia come l’impero romano, implosione da culle vuote e zero migration

L’Italia come l’impero romano, implosione da culle vuote e zero migration

di Nicola Cacace

Un saggio dello storico francese Michel De Jaeghere sta mettendo in crisi le vecchie tesi sulla caduta dell’impero romano che, secondo molti storici era stata colpa del cristianesimo e che invece è da attribuire principalmente alla denatalità . Il libro ha aperto un dibattito in Francia sulle vere cause della crisi imperiale romana e soprattutto con le somiglianze all’Europa di oggi. Il libro, recensito tra l’altro in maniera entusiastica dall’accademico francese D’Ormesson, sostiene che la causa principale del collasso di Roma, passata da un milione di abitanti ai tempi di Augusto ai ventimila del V secolo, sia stata la denatalità, insieme ad altre cause, certamente, tra cui la trasformazione dell’Elite romana da guerriera e militare a terriera e latifondista, più interessata ai piaceri che alla difesa dell’Impero, che considera comunque eterno e comincia a non fare figli. A un certo punto i romani capirono che la denatalità preannunciava il disastro dell’impero, tanto che cercarono di porvi rimedio con i pannicelli caldi, ad esempio vietando l’aborto ai loro schiavi. La misura non bastò certo ad arrestare il fenomeno e Roma in pochi secoli si avviò alla sua fine. Il calo generale delle nascite ridusse le capacità militari e la sicurezza, da qui il fallimento dell’impero. È quello che De Jaeghere definisce “demographie du declin”, molto simile all’Europa di oggi e soprattutto all’Italia che con 1,3 figli per donna, è la peggiore d’Europa nella denatalità. A differenza della Francia tra i pochi paese europei, insieme alla Svezia, ad aver rilanciato la natalità con molti provvedimenti pro family, asili e suole gratuite, bonus neonati, defiscalizzazione imposte, etc.. Come sarà l’Italia nel 2050 persistendo gli attuali bassi tassi di natalità e nell’ipotesi “zero migration” perseguita dai partiti xenofobi e auspicata da un numero crescente di cittadini?

Popolazione italiana al 2050, ipotesi zero migration

popolazione 2015 (000) popolazione 2050 (000) variazioni (000)     Eurostat                 60.795                              51.500                         -9.295     –

0-59 anni             43.832                             33.000                       -10.832

60 anni e +         16.963                               18.500                       +1.537

M.Livi Bacci               60.795                               46.123                     -14.670

0-59 anni             43.832                               27.388                       -16.444

60 anni e +         16.963                             18.735                         +1.774

Fonti, Eurostat , Massimo Livi Bacci, lezione all’Università di Verona, 10/10/2016

Esistono analisi di autorevoli Organismi internazionali, ONU ed Eurostat, nonché di autorevoli statistici, tra cui Massimo Livi Bacci, che hanno analizzato gli effetti a medio termine di una Italia a bassa natalità e che chiuda le porte ai migranti. I risultati di queste previsioni al 2050 , riportate in tabella, sono a dir poco catastrofiche. Esse configurano un Paese con almeno dieci milioni di cittadini in meno, un paese fatto sempre più di “vecchi” con una forza lavoro potenziale sempre più ridotta e soprattutto con un rapporto così scompensato tra giovani ed anziani da precludere ogni corretto funzionamento dell’economia produttiva e dello Stato sociale.

Secondo Eurostat la popolazione al 2050 si ridurrebbe di più di 9 milioni e quel che è peggio, la riduzione di popolazione verrebbe da una contrazione drastica della popolazione più giovane, 0-59 anni e da un aumento della parte anziana, 60 anni e più. A risultati analoghi arriva l’analisi dell’Onu, mentre il prof. Livi Bacci è ancora più pessimista. Ad emigrazione zero la popolazione al 2050 si ridurrebbe di quasi 15 milioni con un ulteriore aumento degli anziani, 1,7 milioni ed una riduzione ancora più drastica della popolazione più giovane, -16,4 milioni. L’età media della popolazione passerebbe da 45 a a 53 anni, un record mondiale incompatibile con ogni ipotesi di gestione equilibrata di un paese sia per l’economia produttiva che per il Sistema sociale. I Comuni in via di spopolamento, già oggi il 40% del totale aumenteranno: “4.000 Comuni italiani su 8000 rischiano di diventare città fantasma”. Un effetto non secondario di una popolazione anziana è la bassa crescita economica. Il Pil è all’80% consumi ed è noto che i consumi degli anziani, abitazioni, alimentari, abbigliamento, viaggi, cultura, etc., eccetto quelli sanitari, sono la metà di quelli dei cittadini più giovani. Il motivo principale per cui, dal 2000 al 2015, i paesi industriali a crescita più bassa sono stati Giappone ed Italia, è legata proprio al fatto che essi son i paesi più vecchi del mondo, rispettivamente 46 anni e 45 anni di età media. L’altro grande paese industriale più vecchio per la bassa natalità è la Germania, che però, con una politica delle immigrazioni più aperta –gli stranieri sono il 15% in Germania, il 9% in Italia e quasi zero in Giappone-ha ottenuto risultati economici migliori in termini di Pil, export, occupazione, etc..

L’atteggiamento generalmente ostile dei cittadini verso il fenomeno migrazioni, deriva anche dal fatto che partiti e movimenti xenofobi soffiano sui sentimenti di paura e di odio e che le informazioni che ricevono sono incomplete e distorte. Purtroppo i cittadini ricevono solo le informazioni negative sulle problematiche migranti, quelle oggettive alimentate da problemi reali e dalle inefficienze dell’organizzazione pubblica dei flussi e quelle soggettive gonfiate ad arte da Lega e movimenti xenofobi, nessuno spiega ai cittadini che l’Italia che fa sempre meno figli (anche nel primo semestre di quest’anno le nascite sono diminuite), senza immigrati, sarebbe un paese fantasma avviato a morte certa, proprio come l’Impero romano.

 

 

Stop alla violenza sulle donne

Stop alla violenza sulle donne

Il 25 Novembre ricorre la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” e   Altrimedia Edizioni ha deciso di dedicare a questo tema tutto il mese. Insieme alle 18 autrici e ai due curatori di Rosa Sangue, la prima antologia fantastica per raccontare il femminicidio, ha organizzato presentazioni e incontri in diverse città italiane.

TORINO: Sabato 5 NOVEMBRE_ore 17.00 presso la Libreria Belgravia _ Presentazione con le Autrici: Annamaria Bonavoglia – Mariangela Cerrino  – Adriana Comaschi –  Annarita Guarnieri

MASSAFRA (TA): Venerdì 25 NOVEMBRE_ore 17.00 presso il Palazzo della Cultura _ Femminicidio tra realtà e fantasia. Dialogo a più voci Modera: Monica Piccoli _ Intervengono: Loredana Pietrafesa, curatrice e scrittrice “Rosa sangue”; Antonella De Marco, avvocato; Roberta Girardi, operatrice CAV

FORMELLO (ROMA): Sabato 26 NOVEMBRE_ore 12.00 presso la Biblioteca Comunale _ Altrimedia Edizioni in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Formello _ Presentazione  con i Curatori: Donato Altomare e Loredana Pietrafesa  e le Autrici: Francesca Garello – Claudia Graziani – Monica Serra _ Modera il giornalista Vittorio Sammarco

ROMA: Venerdì 2 Dicembre_ore 17.30 presso la Biblioteca  Galline Bianche _ Presentazione con le Autrici: Francesca Garello, Monica Serra e  Luigina Sgarro _ Modera: Donatella Alesi _ Intermezzi musicali a cura dell’Associazione “Oltre la musica”

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