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Novembre 2015

Questo (non) è un paesaggio dal 16 dicembre

Questo (non) è un paesaggio dal 16 dicembre

Il volume Questo (non) è un paesaggio, in distribuzione dal 16 dicembre, è stato presentato a Matera il 4 dicembre, all’interno della X Conferenza Permanente delle Associazioni Museali Italiane Musei, culture e paesaggi produttivi: patrimoni, attori, prospettive, missioni (Matera, 3-5 dicembre 2015). Il testo rappresenta un contributo importante alla riflessione sulle tematiche del progetto walking on the line, alle quali aggiunge prospettive nuove e ulteriori spunti di approfondimento. Caratteristiche che lo rendono un testo modello da proporre all’interno di percorsi scolastici e universitari.

 Studiosi di diverse discipline e artisti intervengono sul complesso tema del paesaggio proponendo approcci di ricerca e definizioni del concetto. L’evento che ha ospitato le conversazioni e le performance è stato il convegno “Questo (non) è un paesaggio” organizzato a Matera dal Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo dell’Università della Basilicata nel maggio 2014.

Con i contributi di Franco Arminio, Carlo Bruni, Sergio Camplone, Nicola Capone, Tiziana Cardinale, Leonardo Chiesi, Emmanuele Curti, Sante Cutecchia, Nicola Di Croce, Patrizia Di Franco, Federico Faloppa, Michela Frontino, Silvana Kühtz, Franco Lai, Francesco Marano, Gaetano Morese, Thomas J. Puleo, Vita Santoro, Antonella Tarpino, Pancrazio Toscano, Ettore Vadini.

Curatori:

Silvana Kühtz – Barese, laurea al Politecnico di Bari, Phd britannico (imperial college london), formatasi in UK, USa e italia ha un Master in comunicazione integrata. ricercatrice confermata all’Università della Basilicata (dove dal 2006 ha inventato e tiene il corso “linguaggi, futuro e possibilità”) presso il dipartimento delle culture europee e del Mediterraneo, è interessata a favorire il dialogo fra ambiti apparentemente molto lontani fra loro.

Francesco Marano – Professore associato all’Università della Basilicata, dove insegna etnografia, antropologia visuale e antropologia delle culture alimentari. le sue ricerche trattano questioni di antropologia visuale, rapporti fra antropologia e arte contemporanea, autoetnografie e antropologia del cibo. Fra le sue principali pubblicazioni vi sono Camera Etnografica. Storie e teorie di antropologia visuale (2007), L’antropologo come artista. Intrecci fra antropologia e arte (2013), Fare a occhio. Antropologia della cucina in Basilicata (2015).

Oltre la disabilità. Presentato "La ragazza sull'aquilone"

Oltre la disabilità. Presentato “La ragazza sull’aquilone”

Sincerità, autenticità e passione. Questi i valori che hanno caratterizzato la serata organizzata da Altrimedia Edizioni per presentare il terzo libro di Carmen Pafundi “La ragazza sull’aquilone”. Dopo un omaggio a Pino Mango, l’autrice lo ricorda all’inizio del suo libro citando la splendida canzone “La Terra degli Aquiloni”, il giornalista Vito Bubbico ha avviato l’incontro. Al centro, dell’iniziativa e del libro, la delicata questione del vivere come disabili e della necessità di avere cura gli uni degli altri senza distinzioni di sorta. L’assessore alle Politiche sociali del Comune di Matera, Marilena Antonicelli, ha insistito sulla necessità di “ripartire dalla scuola, perché la disabilità è negli occhi di chi guarda e i luoghi comuni si smontano a partire dalla educazione”.

Per acquistare il libro: https://www.altrimediaedizioni.com/shop-altrimedia/la-ragazza-sullaquilone/

Di seguito gli articoli de “La Nuova del Sud” e “Il Quotidiano della Basilicata”

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"Donne, scrittura, disabilità" se ne parla sabato con il terzo libro di Carmen Pafundi

“Donne, scrittura, disabilità” se ne parla sabato con il terzo libro di Carmen Pafundi

Sabato 7 novembre, nell’ambito delle iniziative dedicate ai 20 anni di attività, Altrimedia edizioni ha organizzato, in collaborazione con l’associazione Cittàchelegge, la presentazione del terzo libro di Carmen Pafundi “La ragazza sull’aquilone”.  Alle ore 18.00 appuntamento a Casa Cava dove prenderà il via un dibattitto su “Donne, scrittura, disabilità”, temi centrali nel libro dell’autrice di origini lucane. Moderato dal giornalista Vito Bubbico, l’incontro vedrà la partecipazione dell’autrice Carmen Pafundi, di Agata Altavilla e di Maria Rosa Viggiano, in qualità di lettrici di Cittàchelegge, dei rappresentanti di Altrimedia Edizioni e di quanti vorranno arricchire la serata con il proprio contributo.”Affrontare temi di grande attualità come la disabilità e la condizione femminile, rappresentano una straordinaria chiave di lettura in cui Cittàchelegge si ritrova. Per questa ragione – ha sottolineato la presidente dell’Associazione Antonella Ciervo – abbiamo subito accettato la proposta della Casa editrice Altrimedia e sostenuto con forza la presentazione de “La ragazza sull’aquilone di Carmen Pafundi”.” “Romanzieri dichiarano, o di alcuni si dice, che tutti i loro romanzi sono in realtà parti o prosiegui di un unico grande romanzo, e forse è così. Se penso al mio primo romanzo, – ha dichiarato l’autrice Carmen Pafundi – Un albero di cachi sono stata (Altrimedia Edizioni, 2012), anche se poi non è il primo che ho scritto, e dunque al suo singolare titolo, certo che esso può definirsi le radi- ci, l’albero dal quale sono poi nate le mie storie: Le donne della merceria Alfani, nel 2013, e La ragazza sull’aquilone, oggi, 2015. Partendo da radici profonde, antiche e semplici, lucane, come le mie, sono diventate quelle di protagonisti, immaginari, ma con un vissuto possibile e realistico; e da radici sono diventati rami e frutti, fra i quali nascondersi o arrampicarsi, o sotto i quali si sono ricamate e intessute storie e cose, per diventare, questa volta, un aquilone: elemento reale, che diventa ancora una volta similitudine di tante realtà possibili. Infatti, La ragazza sull’aquilone è la Fantasia, e in particolare di un autore narratore, La ragazza sull’aquilone è il sogno inespresso di una donna in carrozzina, La ragazza sull’aquilone è luogo, un’isola del Meridione, La ragazza sull’aquilone è una storia d’amore.” “Questo è un romanzo in cui la sorte, ancora una volta, come nello stile dell’autrice, non fa sconti ai vari protagonisti, che hanno ancora radici lucane profonde, immerse nella terra aspra, scura, ma poi si fanno strada verso la luce, diventano alberi dal tronco possente, dalla corteccia dura da scalfire e ruvida da abbracciare. Ovviamente – ha concluso l’editore Vito Epifania – il filo che li tiene, che tutto tiene, è in mano al narratore che così scrivendo si diverte e trova il proprio riscatto perché, come dice l’autrice “dipingo e scrivo, perché non so ballare. Buona vita.”

20 anni Altrimedia edizioni, sabato 31 il via alle iniziative

20 anni Altrimedia edizioni, sabato 31 il via alle iniziative

Una grande famiglia, il reading letterario che ha aperto al ciclo di eventi per festeggiare i 20 anni di attività di Altrimedia Edizioni, è “andato in onda” lo scorso sabato 31 ottobre nella suggestiva Chiesa del Cristo flagellato presso l’ex ospedale di S. Rocco. Questa iniziativa ha inteso promuovere il patrimonio creato e messo a disposizione del territorio da un gruppo di giovani appassionati e intraprendenti che nel 1995 avviarono quel percorso editoriale che oggi vanta oltre 180 titoli. Ripercorrere la storia della casa editrice attraverso le suggestioni degli autori locali come Mariangela Lisanti, Alfonso Pontrandolfi, Francesco Sciannarella, Franco Di Pede, Giovanni Ricciardi, Vincenzo Maida, Paolo Falcone, Franco Vespe passando attraverso le pagine di autori “forestieri” ma innamorati della nostra terra come Sergio Fadini, Francesco Marano, Giuseppe Viggiani, Antonio Thellung e tanti altri. Un excursus per cogliere l’essenza di un percorso attraverso il quale Altrimedia edizioni si è trasformata da “avventurosa aspirazione” in una concreta realtà editoriale: letteratura, poesia, temi di storia, architettura e tradizioni locali, cataloghi d’arte, testi universitari, opere di divulgazione scientifica e di sensibilizzazione sulle tematiche della tutela e della salvaguardia dell’ambiente. ““#altrimediaedizioni20anni” è un progetto – ha sottolineato l’editore Vito Epifania – che intende valorizzare una piccola parte, ma ritengo significativa, di quel capitale culturale sul quale Matera e la Basilicata hanno deciso di investire il proprio presente e futuro in vista dell’appuntamento del 2019. Perché solo attraverso la messa a valore di tutti i capitali presenti e di quanti nel tempo si sono impegnati per sostenerne un reale sviluppo, sapremo interpretare il senso e il ruolo di una Capitale europea della cultura.”